Scivolone Prysmian: "paga" i dazi Usa più leggeri sull'alluminio
Il presidente Trump sta pensando, secondo indiscrezioni, di ridurre le tariffe su alcuni prodotti, ma per gli analisti questa eventualità potrebbe essere potenzialmente negativa per la società. Di contro, questa situazione spinge il titolo di Tenaris che esporta molto negli Stati Uniti
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ultima seduta della settimana con il freno a mano tirato per Prysmian , che sconta l'ipotesi di dazi più leggeri negli Stati Uniti su acciaio e alluminio presa in considerazione dal presidente americano Donald Trump. Il titolo, che nelle prime battute era arrivato a cedere quasi 5 punti a un minimo intraday di 96,96 euro per azione, ha poi ridotti i cali, sempre restando in coda al Ftse Mib.
Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, Trump starebbe pensando di ridurre alcuni dazi su prodotti in acciaio e in alluminio, dopo avere imposto l'estate scorsa tariffe fino al 50% e avere esteso le tasse a una serie di beni realizzati con questi metalli, tra cui lavatrici e forni. Ora, tuttavia, la sua amministrazione sta rivedendo l'elenco dei prodotti interessati dalle imposte e prevede di esentare alcuni articoli, interrompere l'ampliamento degli elenchi e avviare invece indagini di sicurezza nazionale più mirate su beni specifici, hanno riferito al quotidiano tre fonti a conoscenza del dossier.
«La decisione di alleggerire i dazi sull'acciaio e sull'alluminio, tra i primi introdotti nel secondo mandato di Trump, è legata al fatto che, secondo gli economisti, sono in realtà gli americani a pagare il prezzo dei dazi, diversamente da quanto sostiene il presidente, secondo cui sarebbero le aziende straniere a sopportarne l'onere», spiega il quotidiano finanziario. La notizia non è però necessariamente positiva per le aziende del settore: «Se confermato e in attesa di dettagli, ciò potrebbe essere potenzialmente negativo per Prysmian che, in quanto player verticalmente integrato negli Stati Uniti, dovrebbe beneficiare nel 2026 dei dazi sull’alluminio (aumento quote di mercato e/o dei margini grazie all’impatto dei dazi sulla struttura dei costi degli importers)», spiegano gli analisti di Intermonte.
A fronte di un forte di un forte calo del titolo di Prysmian, gli investitori si spostano su Tenaris, favorita dall'ipotesi di alleggerimento dei dazi. Il titolo beneficia della potenziale riduzione della pressione sui costi e il minor peso dei dazi su Paesi, come il Messico, uno dei maggiori centri industriali del gruppo. Tenaris, produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas, produce anche Octg (oil country tubular goods), tubi da perforazione e rivestimento, fondamentali per le compagnie petrolifere e del gas statunitensi.
Come spiegano gli analisti di Seeking Alpha, «la riduzione delle tariffe, se confermata, potrà avere un impatto positivo sui costi del gruppo, che genera negli Stati Uniti un'ampia fetta delle proprie vendite». Alla pubblicazione dei conti del terzo trimestre, a fine ottobre, Tenaris aveva segnalato che «negli Stati Uniti, a seguito dell'aumento delle tariffe sulle importazioni di prodotti siderurgici dal 25% al 50% nel mese di giugno, le importazioni di Octg stanno diminuendo rispetto ai livelli elevati della prima metà dell'anno, ma le scorte rimangono elevate e i prezzi degli Octg non riflettono ancora l'aumento dei costi dovuto alle tariffe».



