The Italian Sea Group: la sfida è integrare la neo acquisita Perini
Il gruppo amplia la base produttiva e sviluppa l’innovazione tecnologica e di design. Il rischio delle filiere globali di approvvigionamento
di Vittorio Carlini
6' di lettura
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I punti chiave
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Da un lato integrare la neo acquisita Perini. Dall’altro portare a termine, unitamente al proseguire lo sviluppo tecnologico e di design delle imbarcazioni, l’ampliamento della base produttiva. Sono tra le priorità di The Italian Sea Group(Tisg), di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, a sostegno del business.
Oggetto sociale e M&A
Già, il business. L’azienda, che per ora è una small cap e quindi il sui titolo va maneggiato con attenzione dall’investitore fai-da-te, ha quale attività principale la progettazione, costruzione e vendita di yacht e superyacht (prevalentemente in acciaio e alluminio) dai 20 fin’oltre 100 Mt di lunghezza. Si tratta di un business che, al di là dell’ultimo shopping, è realizzato attraverso i marchi Admiral e Tecnomar. Il gruppo, inoltre, svolge il cosiddetto refit (con il brand Nca Refit). Vale a dire: la manutenzione ordinaria e straordinaria di natanti (in prevalenza sopra i 60mt) di qualsiasi marchio.
Ciò detto un focus, per l’appunto, è sul recente shopping di Perini, società specializzata nelle barche a vela. Tisg, a fine dicembre scorso, si è aggiudicata l’asta, indetta dal Tribunale di Lucca, per il fallimento dell’azienda. L’investimento complessivo, finanziato con parte della cassa racimolata tramite l’Ipo, è di 80 milioni. Otto sono già stati sborsati. I restanti 72 verranno consegnati entro gennaio. Il gruppo, tra le altre cose, punta a sfruttare i 2 siti produttivi di Perini per crescere, da una parte, nella realizzazione delle navi a vela (cantiere di Viareggio); e, dall’altro, nell’attività di refit (struttura di La Spezia). In particolare, rispetto a quest’ultimo fronte, Tisg prevede che l’acquisizione renderà possibile il raddoppio degli ordini e l’incremento della marginalità dell’area di business.
Il rischio di esecuzione
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda che ogni acquisizione porta con sé il rischio di esecuzione. Soprattutto se, come nel caso in questione, la realtà acquisita è oggetto di fallimento. The Italian Sea Group non condivide il timore. In primis, viene spiegato, parte delle competenze tecniche di Perini, visto che diversi dipendenti di quest’ultima sono ormai da tempo assunti da Tisg, è all’interno della stessa The Italian Sea Group. Il che, è l’indicazione, agevola l’acquisizione. Non solo. L’azienda sottolinea come la forza lavoro ancora da integrare sia numericamente limitata e riguardi, comunque, attività amministrative o corporate. Infine, rimarca sempre Tisg, la competenza acquisita e il fatto di stare già costruendo 5 barche a vela dimostra che la società possiede tutte le capacità, da un lato, per sviluppare il business di Perini; e, dall’altro, per avviare con efficienza i due cantieri. Al di ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che il prezzo pagato per l’operazione è elevato. Non è cosi, ribatte Tisg. Si tratta di un investimento proporzionato di cui, indica il gruppo, l’azienda, grazie al know how acquisito, rientrerà in tempi medio-brevi con l’incremento dei ricavi.
Ma non è solo la questione dell’M&A di Perini. Altra priorità è terminare il programma di espansione della base produttiva. Il primo progetto (Tisg 4.0) prevede investimenti per 40 milioni. Il piano è completato per due terzi. È stato costruito un nuovo bacino (140 mt di lunghezza e 40 di larghezza), un capannone e verrà, entro luglio di quest’anno, realizzata la copertura del bacino già esistente. Il secondo programma (Tisg 4.1) ha aggiunto 14 milioni a quelli già indicati. Gli interventi sono diversi: dalla sistemazione dell’ampliamento della banchina fino alla realizzazione di un altro capannone per il refit (questo verrà concluso entro il 2022). L’obiettivo è, per l’appunto, aumentare la capacità produttiva. Il gruppo potrà avere più commesse in lavorazione contemporaneamente e di maggiori dimensioni. Si tratta di un’espanzione che dovrà consentire l’incremento del giro d’affari. Prima del Tisg 4.0 i ricavi potenziali massimi sono stimati intorno ai 170 milioni; con il completamento del programma questi (sempre potenzialmente) arriveranno a circa 270 milioni. Infine, aggiungendo Tisg 4.1, la prima riga di conto economico potrebbe salire fino all’ intorno dei 350 milioni. Ciò considerato, ad oggi, The Italian Sea Group ha 17 commesse. Di queste 8 riguardano imbarcazioni con una lunghezza oltre i 70 metri. Nell’anno in corso è prevista la consegna di 3 navi (2 da 76 mt e una da 37). Nel 2023, invece, sono 5 le imbarcazioni di cui è programmato il “varo”. In generale, a fine dello scorso esercizio (2021), il gross order book è stimato assestarsi intorno a quota 840 milioni. I numeri, insomma, descrivono un trend al rialzo.


