Tesla vede il record nel primo trimestre, spinta da Usa, Cina e Norvegia
La produzione a Shanghai procede a un ritmo da 1 milione di unità all’anno, decisiva per Musk per affrontare la guerra dei prezzi sul mercato del Dragone
di Alberto Annicchiarico
2' di lettura
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Tesla (+2% a Wall Street) si appresta a comunicare, nel fine settimana, le consegne del primo quarto dell’anno e potrebbe già essere record. Le stime di mercato parlano di 420mila veicoli su scala globale, in aumento di circa 15.000 unità rispetto al trimestre precedente e di oltre 100.000 unità anno su anno. Le performance migliori si registrano nei primi due mercati per il brand texano, Stati Uniti e Cina, oltre che in Norvegia, il mercato europeo che registra la massima diffusione di auto a batteria tra le nuove immatricolazioni. A questo ritmo si avvicinerebbe e forse potrebbe essere superato l’obiettivo degli 1,8 milioni fissato dal ceo Elon Musk per il 2023.
Intanto prosegue l’attività di potenziamento dei due impianti più recenti, Berlino (5.000 veicoli Model Y prodotti a settimana) e Austin. E sta aumentando la capacità degli impianti già esistenti in California e Cina. Negli ultimi trimestri Tesla ha visto aumentare il proprio vantaggio sulla concorrenza, con l’eccezione della cinese Byd: alla fine del 2022 la casa americana aveva prodotto 1,4 milioni di vetture contro le 900mila di Byd, che però ha una crescita più rapida (+140% contro +40%). Lo scorso trimestre, comunque, Tesla ha consegnato un record di 405mila veicoli e storicamente il trimestre successivo, il primo dell’anno, performa alla pari o leggermente meno.
Sembra che quest’anno non sia così. Negli Stati Uniti, i drastici cali di prezzo hanno prodotto un forte aumento della domanda. In Cina Tesla ha già battuto il record di con 126mila consegne a una settimana dalla fine del trimestre. Il dato finale dovrebbe essere 140mila.In Norvegia si guarda al record dei 10mila veicoli consegnati nel trimestre, un numero significativo per un mercato così piccolo.
«Tuttavia la situazione dell’economia resta molto incerta - commenta Dan Ives, di Wedbush - e non sarei sorpreso di vedere ulteriori lievi riduzioni di prezzo sia negli Stati Uniti che in Cina nei prossimi mesi, per stimolare ulteriormente la domanda dei consumatori».
La produzione a Shanghai procede a un ritmo da 1 milione di unità all’anno, decisiva per Musk per affrontare la guerra dei prezzi sul mercato del Dragone. «Attori nazionali come Byd, Nio e Xpeng rimangono concorrenti formidabili, ma alla fine ritengo che Tesla in Cina possa restare competitiva e mantenere un certo vantaggio», conclude Ives, che vede il titolo a 225 dollari. Oggi è a quota 192 dopo un eccezionale rally di inizio d’anno: +80%, che è un grande recupero ma che resta sotto del 50% rispetto a un anno fa, soprattutto per quello che è stato l’effetto Musk-Twitter nella seconda metà del 2022.


