Tesla, lo scatto in Ue non basta: Byd verso il sorpasso a fine anno
I dati a fine marzo crescono, ma deludono gli analisti. Il titolo resta sotto pressione
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Dopo un avvio d’anno ancora deludente, Tesla vede concretizzarsi lo spettro di un terzo anno consecutivo di vendite in calo a livello globale. Ma, soprattutto, è sempre più probabile, proiettando le statistiche trimestrali, un nuovo sorpasso della società guidata da Elon Musk da parte di Byd, questa volta sul mercato europeo dei veicoli elettrici, con la casa cinese che nei giorni scorsi, nonostante un nuovo calo a marzo delle vendite globali mensili (-20,5% è il settimo consecutivo) ha rivisto al rialzo del 15% la sua guidance sull’export. A livello globale il produttore orientale ha già superato, l’anno scorso, la casa automobilistica texana (con 2,25 milioni di veicoli venduti contro 1,64 milioni). Un risultato analogo, ma ottenuto sul solo terreno europeo avrebbe - concordano gli osservatori - una valenza ancora maggiore, segnando un ideale passaggio testimone tra la rivoluzione pionieristica guidata da Tesla negli ultimi quindici anni e il nuovo corso, all’insegna della democratizzazione dell’Ev, dominato dai produttori cinesi.
I dati di Tesla relativi alle consegne del primo trimestre hanno deluso le aspettative soprattutto negli Stati Uniti, anche a causa dell’impatto dell’onda lunga della scadenza dei crediti d’imposta statunitensi. Nel dettaglio, la società ha consegnato 358.023 veicoli nel periodo gennaio-marzo, in calo del 14,4% rispetto al quarto trimestre, anche se in aumento del 6,3% rispetto a un anno prima. Gli analisti si aspettavano in media consegne per 368.903 veicoli, secondo i dati di Visible Alpha. Stati Uniti a parte, però, le vendite sono cresciute in Europa (e anche in Cina) rispetto all’anno scorso. Il merito va ascritto soprattutto alla buona performance della Model Y, rivisitata in una versione più «spartana» e con un prezzo più abbordabile. Le nuove immatricolazioni di auto Tesla in Francia sono triplicate a marzo, con 9.569 auto consegnate, sfiorando il record storico di 9.572 vetture registrato a dicembre del 2023. Più che raddoppiate, poi, le vendite nei paesi nordici: con 6.150 veicoli in Norvegia (+178%), 1.447 veicoli in Svezia (+144%), 1.784 veicoli in Danimarca. (+96%). Bene anche i Paesi Bassi, con 1.819 automobili vendute (+72%), e la Spagna, con 2.477 auto (+25%). Storicamente, le immatricolazioni del produttore americano tendono a concentrarsi alla fine di ogni trimestre a causa delle modalità di spedizione dei veicoli, ma va detto che il trend positivo è confermato anche nel conteggio a partire da gennaio, con una crescita del 108% in Francia, +95% in Norvegia, +48% in Svezia, +50% in Danimarca e +43% in Spagna. Nei Paesi Bassi, invece, a livello trimestre il dato è in calo del 23 per cento.
Il dato positivo di Tesla, che fa segnare un primo segnale di inversione di tendenza rispetto alle difficoltà degli ultimi due anni (la quota di mercato nel segmento dei veicoli elettrici è crollata dal 18,2% del 2023 all’8,9% del 2025) si confronta però con un’avanzata inesorabile delle vendite da parte dei produttori orientali, che l’anno scorso hanno raddoppiato i loro volumi di vendita. I principali player cinesi stanno puntando con forza sulle esportazioni, in una fase storica in cui il Governo si è deciso a rimodulare diversi incentivi locali allo scopo di selezionare il mercato. E proprio con l’obiettivo di provare a compensare la contrazione nel mercato interno, nei giorni scorsi Byd ha rivisto al rialzo i suoi obiettivi, già ambiziosi, di esportazione, portando il target a 1,5 milioni di veicoli, contro gli 1,3 milioni dichiarati a inizio anno (una crescita significativa rispetto agli 1,03 milioni di vendite del 2025, anche se leggermente inferiore alla soglia di 1,6 milioni comunicata al management di Citi a fine novembre, secondo quanto riportato da Reuters). I vertici cinesi si sono detti «molto fiduciosi» di potere raggiungere questo obiettivo, annunciati agli analisti durante la conference call successiva ai risultati finanziari, chiuso con un calo degli utili per il 2025 superiore alle aspettative, poiché le guerre dei prezzi sul mercato interno hanno intaccato i profitti. Il colosso cinese dei veicoli elettrici ha affermato che i mercati esteri potrebbero, a tendere, arrivare a rappresentare circa la metà del business, spiegando che l’espansione all’estero potrebbe avvenire attraverso la localizzazione e che le sue fabbriche in Europa e Indonesia dovrebbero iniziare la produzione di massa entro breve. Accanto a Chery, Saic e Leapmotor, Byd è uno dei marchi cinesi con la crescita maggiore sul mercato continentale. Nel solo bimestre gennaio-febbraio ha triplicato le vendite con 29.291 unità (+179,2%), e le indicazioni di marzo certificano un’ulteriore accelerazione, grazie a una gamma di offerta molto più ampia rispetto al passato, anche escludendo l’ibrido. Anche questo aspetto è considerato, in proiezione nel 2026, un deciso fattore di vantaggio rispetto a Tesla.


