Più allettante ora è anche il canone mensile standard delle offerte per i nuovi clienti. Se a maggio 2021 servivano almeno 29 euro al mese per un servizio Internet da rete fissa, ora di euro ne bastano 27 (-8,3%). Anche i canoni promozionali stanno subendo una flessione (-7,8%): da una media di 27 euro al mese si è passati a poco più di 25 euro mensili. Inoltre, come ulteriore vantaggio per gli utenti, il periodo promozionale ha ormai una durata indeterminata.
Di pari passo con la riduzione dei prezzi è invece raddoppiata la velocità nominale inclusa nei pacchetti Internet casa. Se 10 mesi fa si aggirava su circa 599 Megabit al secondo ora è pari in media a oltre un Gigabit (il dato rilevato è 1.167 Megabit).
Da cosa dipende questo incremento? Secondo i curatori del report il dato è legato al fatto che le offerte in fibra ottica stanno gradualmente aumentando sia la propria copertura sia le prestazioni, in termini di velocità massima di connessione, messe a disposizione agli utenti.
L’allarme sui conti
Questi i numeri, dunque, che vanno a inserirsi in un contesto in cui sono i bilanci a far salire il livello d’allarme sulla questione Arpu (i ricavi medi per cliente) e prezzi. «I ricavi da servizi stand alone del fisso sono pari, in termini organici, a 2.600 milioni di euro (-270 milioni di euro, –9,4% rispetto all’esercizio 2020), prevalentemente per effetto della riduzione dei livelli di Arpu e della minore customer base, che nel corso del 2021 ha avuto un calo in progressiva attenuazione. Si evidenzia la crescita dei clienti broadband, in particolare gli ultra broadband» si legge nella nota di Tim sui conti 2021 nella parte riguardante il segmento consumer nella business unit “domestic”.
Al contrario, al trimestre chiuso al 31 dicembre si legge di ricavi da rete fissa in crescita del 3,1% per Vodafone in Italia. Ma si passa da 307 a 313 milioni. Insomma, margini di intervento non ce ne sono poi tanti. Piuttosto si può sperare in un bilanciamento fra abbassamento dei prezzi e crescita della customer base. Una scommessa. Di sicuro la guerra dei prezzi sulla fibra dopo quella nel segmento mobile non è il migliore dei viatici.