Lettera al risparmiatore

Technogym: salute e intelligenza artificiale per sostenere i margini

Strategia. Il gruppo fa leva su innovazione e prodotti non finalizzati solamente all’allenamento. Focus su Usa e Medio Oriente. Il nodo della frenata della Cina

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

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6' di lettura

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Da una parte il tema - trasversale alle diverse tipologie di clientela- della salute (e sua tutela) sostenuto dalla stessa evoluzione di prodotto (anche grazie all’Intelligenza artificiale). Dall’altra, il focus sulle aree geografiche del Medio Oriente e del Nord America. Sono tra le priorità di Technogym, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici finanziari, a sostegno del business. Già, il business. La multinazionale del wellness, nel primo semestre del 2024, ha riportato ricavi e redditività in aumento. Il giro d’affari si è assestato a 402,1 milioni, in rialzo a cambi costanti del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. In espansione gli stessi Ebitda e Utile rettificati, i quali hanno rispettivamente raggiunto quota 66,7 milioni (+12,4%) e 32, 5 milioni (+15,4%).

SEMESTRI A CONFRONTO

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Aree geografiche

Si tratta di risultati che, riguardo alla prima riga di conto economico, sono stati tra le altre cose agevolati dalla performance di Nord America e Meia (Medio Oriente, India e Africa). Al di là di Italia (+16,8%) ed Europa ex Belpaese (+6,7%), Usa e Canada - sempre nella prima metà del 2024 - hanno portato a casa l’incremento dell8,4%. Africa, India e Medio Oriente, invece, sono cresciuti del 16,8%. In particolare, quest’ultima area è stata spinta dal Middle East che, per l’appunto, è tra i focus di Technogym. Si tratta di un mondo in cui il movimento, l’attività sportiva, il wellness è tra i fattori fin’anche di modernizzazione sociale.

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RICAVI E AREE GEOGRAFICHE

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Con il che può capirsi perché, da una parte, ci sia un’elevata domanda di prodotti made in Technogym; e, dall’altra, il gruppo ha, tra le altre cose, aperto una filiale a Riyadh (Arabia Saudita) dove verrà inaugurato anche una boutique. Insomma: il Medio Oriente è strategicamente rilevante per la società. Analogamente al Nord America. Qui, rispetto al Canada, il gruppo - dopo la costituzione della legal entity - ha avviato la gestione diretta del business locale. Con riferimento agli Usa, invece, deve sottolinearsi come l’articolazione del clientela sia in linea con quella prevista in futuro per l’intero gruppo. Vale a dire: circa il 20% per il BtC e l’80% appannaggio del BtB.

RICAVI E CLIENTELA

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A fronte di un simile contesto quali, allora, le possibili dinamiche dei diversi mercati? L’Europa è confermata con un’espansione prossima all’incremento medio annuo stimato per la società tra il 2023 e il 2025. Cioè: il Cagr del 10%. L’Apac, che nell’Investor day dello scorso anno, era stata prevista svilupparsi a tassi inferiori a quelli del gruppo, potrebbe avere maggiori opportunità traguardando il 2025. Il Nord America, dal canto suo, dopo un anno anch’esso al di sotto del Cagr aziendale, adesso è stimato viaggiare in linea con il tasso medio annuo dell’intera azienda. E potrebbe, sempre traguardando al 2025, avere maggiori opportunità. Infine: il Middle East. (compreso nel Meia).Questo è previsto crescere ad una velocità d’espansione media superiore rispetto a quella del 10% annuale. Dal che - fermo restando l’obiettivo di crescere in valore assoluto in tutti i mercati - non è da escludersi che il Meia possa guadagnare - nel medio periodo - qualche punto percentuale nell’incidenza sui ricavi.

RICAVI E CANALE DISTRIBUTIVO

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I rischi sui singoli mercati

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione. In Cina c’è la frenata dei tassi di espansione dell’economia e il calo della fiducia dei consumatori. Si tratta di un contesto il quale incide negativamente sulla vendita dei prodotti di Technogym in quel Paese e, di conseguenza, potrebbe pesare sull’incremento del business di Technogym. Il gruppo, pure conscio della situazione, fa professione di tranquillità. In primis, viene spiegato, la rilevanza del mercato cinese è limitata e, quindi, l’impatto sul business complessivo è circoscritto. Inoltre, dice sempre Technogym, la diversificazione geografica dell’attività - come danno prova gli stessi ultimi risultati- consente, attraverso l’andamento delle altre aree, di più che controbilanciare il trend nell’ ex Regno di mezzo. Infine, conclude l’azienda, il gruppo vanta una flessibilità sul fronte produttivo - come mostrato, ad esempio, durante il periodo del Covid - che le permette di velocemente gestire le diverse dinamiche dei mercati. Anche quelle negative. Sennonché il risparmiatore esprime un altro dubbio. La preoccupazione riguarda il Medio Oriente. L’area, purtroppo, è interessata da drammatici eventi militari. Un contesto in cui l’incertezza della situazione potrebbe indurre una minore propensione all’acquisto di prodotti, compresi quelli di Technogym. Il gruppo, che auspica un’immediata soluzione diplomatica alle tragedie che sconvolgono quelle terre, indica di non vedere alcun impatto sull’attività. Anche perché, aggiunge sempre l’azienda, il suo business è legato alla volontà delle persone di volere stare bene. E in tal senso - viene ricordato - il Meia, proprio nel primo semestre del 2024, è salito del 16,8%.

La salute

Fin qua alcune considerazioni sulle dinamiche di conto economico e dell’articolazione geografica dell’attività. Il gruppo, tuttavia, ha un ulteriore importante focus: quello legato alla salute. Questa, unitamente al tema della “forza” quale pre-condizione non solo estetica ma anche del proprio benessere, è un macro trend dello stare bene (il wellness al centro dell’attività di Technogym) che agevola l’attività aziendale. Una dinamica che peraltro - a fronte dell’invecchiamento della popolazione - impone l’obiettivo, da un lato, ai governi di ridurre i costi delle cure; e, dall’altro, ai singoli di aumentare la prevenzione. Una duplice condizione che - di nuovo - spinge l’attività del gruppo. A ben vedere, il tema è trasversale alle diverse categorie di clientela. Coinvolge - oltre ad utenti specializzati quali le cliniche - sia il cliente privato che quelli costituiti da aziende, catene di alberghi o di palestre. Ovviamente la strategia è supportata dallo sviluppo di prodotto. Proprio ad inizio estate, ad esempio, la multinazionale del benessere ha lanciato sul mercato Technogym Checkup. Si tratta di una stazione di valutazione corporea dell’utente che consente di testarne e valutarne le condizioni fisiche e cognitive. Il macchinario, grazie ad algoritmi di Artificial intelligence (AI) proprietari, è in grado da un parte di analizzare i dati (presenti in cloud) della persona che utilizza l’apparecchiatura; e, dall’altra, di trovare gli esercizi adeguati al soggetto, fornendo in automatico un programma personalizzato dell’allenamento o dell’esercizio necessario. Il gruppo non fornisce alcuna indicazione sulle vendite di Technogym Checkup ma indica che la richiesta è molto forte. 

La marginalità

È chiaro che il prodotto in oggetto, insieme a tutto l’ecosistema per il wellness costruito negli anni dalla società, dovrà contribuire all’incremento delle marginalità. Sotto questo aspetto -va ricordato - il gruppo nel periodo pre-covid aveva un Ebitda margin adjusted oltre la soglia considerata strutturale del 20% (nel 2019 l’indicatore era del 22,1%). Successivamente alla pandemia, il rapporto tra Ebitda rettificato e ricavi è calato per, poi, negli ultimi esercizi risalire. Nello scorso anno - ultimo dato da prendere in considerazione per evitare gli effetti legati a risultati di conto economico parziali - il suo valore è arrivato al 18,8%. La percentuale è inferiore ai livello considerato strutturale, il che fa storcere il naso. Il gruppo rigetta il disappunto. Dapprima l’Ebitda margin adjusted in oggetto è considerato buono. Poi l’azienda sottolinea che si tratta di una situazione voluta e studiata. Vale a dire: la società potrebbe aumentare il margine, riducendo ad esempio gli investimenti. La mossa sarebbe però, è l’indicazione, poco sensata. L’obiettivo aziendale è la crescita sostenibile di lungo periodo. In tal senso il Technogym, rammentato di non avere trasferito completamente i maggiori oneri legati all’inflazione al cliente per mantenere solidi e sani rapporti con quest’ultimo, conferma la volontà di riportare l’indicatore al livello strutturale del 20%. Un target il quale, tra le altre cose, potrà conseguirsi grazie al continuo efficientamento delle attività operative. Se questo il contesto di fondo, quali allora le prospettive del gruppo sull’intero 2024? L’azienda risponde affermando di essere in linea con gli obiettivi comunicati nell’Investor day. Cioè, l’incremento medio annuo dei ricavi del 10% tra il 2023 e il 2025. Poi la crescita - sempre annua- dell’Ebitda adjusted tra i 40 e 70 punti base (rispetto all’esercizio precedente) in scia a: economie di scala, migliore qualità, ottimizzazione della logistica e controllo della supply chain. Infine, il tasso ricorrente di cash flow conversion è confermato oltre il 60%.

Per approfondire

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

L’analisi di Finlabo research

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