Technogym, hi tech e App per allenare il business in casa e nelle palestre
Nel primo trimestre dell’anno ricavi in crescita dopo il calo del 2020. Il rischio del caro commodity: la società dice di avere contenuto il fenomeno
di Vittorio Carlini
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Ibrido. È tra i vocaboli che, in linea di massima, consentono di cogliere alcune suggestioni rispetto al modello di business di Technogym.
La ripartizioni
La società, da una parte, individua l’attività legata alla clientela professionale (palestre, catene di hotel fino alle aziende). Si tratta del cosiddetto Business to Business (BtoB) che è il più importante in termini di ricavi. Dall’altra, poi, definisce l’operatività diretta all’utente retail (Business to Consumer - BtoC) il quale, anche a seguito del confinamento in casa conseguente alla pandemia, va acquisendo maggiore rilevanza. Ciò detto le due aree, grazie al continuo focus sull’evoluzione tecnologica e alla spinta digitale, si integrano per creare un modello ibrido. Un ecosistema aperto dove, allenandosi le persone in casa, in palestra o all’aperto, l’azienda può vendere i propri macchinari e servizi.
Esempio di tecnologia? Lo offrono la Technogym App (che sarà lanciata a breve) oppure il cosiddetto “Technogymlive”. Quest’ultimo è un sistema che permette all’utente di collegarsi, tra le altre cose da casa, ai contenuti d’allenamento del trainer di una classe (anche in modalità “on demand”). I video sono realizzati: o da partner terzi che partecipano al progetto; oppure dalla stessa società che li realizza nei suoi due studi televisivi (Cesena e Milano). Non solo: la piattaforma digitale, integrata all’attrezzo di Technogym, diventa il mezzo con cui la stessa società si propone quale marketplace del fitness.
I conti aziendali
Al di là delle suggestioni sul modello di business e dell’importanza della tecnologia, il risparmiatore è, però, interessato anche al bilancio. Nel 2020 il conto economico, a causa della pandemia che ha inciso - seppure con intensità diversa nelle sue componenti - sul BtoB, è stato frenato rispetto al 2019. I ricavi, nonostante il forte incremento del BtoC (+70,5%), sono complessivamente scesi (-22,6% a cambi costanti). In riduzione la stessa redditività: l’Ebitda rettificato è diminuito del 34,5%. L’andamento, però, si è invertito nel primo trimestre del 2021. Technogym, che ha pubblicato solo i dati riguardanti la prima riga di conto economico, è stata contraddistinta da un giro d’affari di 128,7 milioni. Il numero implica, da un lato, la salita a valute costanti del 13,1% rispetto 12 mesi prima; e, dall’altro, non è così distante dai livelli del primo trimestre del 2019.
Le singole aree
Detto delle voci di conto economico nel loro valore complessivo, è utile analizzare come si sono mosse le aree del BtoB e BtoC. Ebbene: nel 2019 il Business to Business valeva circa l’86% dei ricavi; l’anno successivo l’incidenza è calata intorno al 70% per arrivare, al 31/3/2021, al 60,2%. Il peso del Business to Consumer, dal canto suo, è passato dall’intorno del 14% di due esercizi fa al 39,8% del primo trimestre del 2021. Insomma: c’è la maggiore accelerazione dell’attività diretta all’utente privato.



