BENESSERE IN BORSA

Technogym, l’allenamento 4.0 rinforza la crescita del fatturato

Il gruppo punta su servizi digitali e contenuti media di fitness (prodotti da terzi) per espandere il business. Il rischio del rallentamento economico: la società ricorda che il suo settore è resistente alla volatilità del Pil

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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L’innovazione di prodotto. È il fil rouge che, da un lato, lega le diverse attività di Technogym; e, dall’altro, sostiene lo sviluppo della multinazionale delle attrezzature alto di gamma per il fitness.

L’evoluzione del business

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Il gruppo, dopo la presentazione di Londra nel marzo scorso, ha lanciato a novembre la piattaforma digitale “Technogym live”. Si tratta di un sistema, oggetto di progressiva implementazione, che consente all’utente di collegarsi, da casa, dalla palestra o da un’hotel, ai contenuti d’allenamento del trainer di una classe (in diretta oppure in modalità “on demand”). I video sono realizzati da partner terzi che partecipano al progetto (ad esempio catene di palestre) mentre la piattaforma digitale, integrata all’attrezzo di Technogym, diventa il mezzo con cui la stessa società si propone quale marketplace del fitness.

RICAVI PER AREE GEOGRAFICHE

Primi nove mesi. Dati in milioni. Totale 30/09/18=433,512; Totale 30/09/19=464,763

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Ma non è solo questione di contenuti. Altro fronte su cui il gruppo sviluppa l’innovazione è rappresentato dal cosiddetto “Club 4.0”. L’idea, in questo caso, è proporre alle palestre dei format di allenamento. Da un lato, il fitness club individua delle aree ad hoc della sua struttura per i format. Dall’altro, Technogym si propone quale fornitore di tecnologie e servizi: dagli specifici macchinari ai programmi di training fino al visual merchandising. Le finalità? Molteplici. Il cliente, ad esempio con il format “Biocircuit”, è in grado, attraverso esercizi e carichi di lavoro predefiniti, di allenarsi in maniera personalizzata, riducendo al minimo i tempi di attesa. I gestori delle palestre, invece, possono in ipotesi amministrare con maggiore efficienza gli spazi dedicati. Niente esclude infatti che, ad esempio, il club possa in futuro consentire ai suoi utenti di accedere ad una classe d’allenamento (precedentemente impostata) al di fuori degli orari prefissati. Con il che si avrebbe una maggiore saturazione delle aree della struttura. Certo: alle palestre è richiesto un “salto culturale”, oltre che la voglia d’investire. E però il “Club 4.0”, unitamente a “Technogym live” e allo stesso “Mywellness cloud”, costituisce un’efficace evoluzione dell’idea di fitness. Una strategia che da una parte, sfruttando la digitalizzazione dei processi, permette la creazione di un ecosistema in cui l’utente personalizza l’allenamento e usufruisce di servizi a valore aggiunto; e che, dall’altra, dà i suoi frutti sul fronte economico-contabile.

RICAVI PER CANALE DISTRIBUTIVO

Primi nove mesi. Dati in milioni. Totale 30/09/18=433,512; Totale 30/09/19=464,763

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Technogym, in tal senso, ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con i ricavi in rialzo. Il gruppo, che ha pubblicato solo la prima riga di conto economico, al 30/9/2019 ha realizzato un fatturato consolidato di 465 milioni in rialzo del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 (+5,4% a tassi di valute costanti)

Si dirà: un singolo numero è solo parte della narrazione. Vero! E tuttavia la serie storica delle voci contabili mostra che l’andamento del business è improntato alla crescita. Così, a livello di ricavi, Technogym è passata, ad esempio, dai 555,34 milioni del 2016 ai 634,1 del 2018. Un trend in aumento che caratterizza la stessa redditività operativa: l’Ebitda di 3 esercizi fa valeva 99,93 milioni; lo scorso anno il Mol rettificato ha raggiunto quota 134,4 milioni.

Il protezionismo

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore esprime i suoi dubbi rispetto ai dazi. Il timore è che, nonostante l'attuale avvio di distensione tra Cina e Usa, possa esserci un impatto sul business di Technogym. La società rigetta la preoccupazione ed invita ad un’analisi più articolata.

Dapprima, viene spiegato, i dazi sull’export dall’Europa verso l’America già ci sono. Ciononostante, sottolinea il gruppo, il business aziendale, come mostrano gli stessi dati dei ricavi sui primi nove mesi del 2019, negli Usa è in crescita. Inoltre, aggiunge sempre l’azienda, di là dal fatto che per l’appunto la tensione commerciale tra Washington e Pechino sembra attenuarsi, le strategie protezionistiche sono sempre indirizzate su comparti con un’ampia dimensione commerciale. Non è questo il caso delle attrezzature per il fitness. Quindi, sul tema in oggetto, Technogym non vede alcun particolare problema.

Dati in milioni; ultimi numeri pubblicati; (*) senza Ifrs 16; (**) con Ifrs 16

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Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che la “trade war” ha indotto il rallentamento della crescita globale. Il che può impattare sui conti aziendali. La minore velocità della congiuntura mondiale, dice Technogym, è innegabile. E però, afferma l’azienda, il suo mercato di riferimento è piuttosto anelastico alle dinamiche macroeconomiche. Tanto che, viene ricordato, negli anni della recessione globale del 2009 la domanda di fitness è comunque salita. Senza dimenticare, affermano poi gli esperti, che l’innovazione di prodotto e il posizionamento sul segmento premium attribuiscono al business aziendale una maggiore resilienza nei confronti della volatilità del Pil.

Articolazione internazionale

Già, il business aziendale. Rispetto alle aree geografiche il fatturato, al 30 settembre scorso, è stato contraddistinto dalle seguente dinamiche: l’Europa (esclusa l’Italia) è cresciuta dell’1,2%; il mercato domestico, dal canto suo, è rimasto praticamente piatto (+0,4%). L’America Latina e l’area Meia sono, invece, rispettivamente salite del 5,9 e 4,1%. I gradini più alti del podio nella graduatoria dell’espansione sono, però, appannaggio dell’Asia-Pacifico (+24,9%) e del Nord America (+17,4%). Si tratta di una dinamica destinata a proseguire? La risposta, in linea di massima, è positiva. L’Europa, mercato principale in termini di ricavi, è piuttosto consolidata. Quindi è difficile aspettarsi forti accelerazioni. A ben vedere, nel medio periodo, le aree che potrebbero aumentare la loro incidenza sul fatturato sono il Far East e il Nord America (essenzialmente gli Usa) .

America e Far East

Proprio quest’ultimi, oltre ad essere il primo mercato del fitness al mondo, rappresentano un’opportunità per Technogym. Il gruppo infatti, in quel Paese, è ancora sottopenetrato. Il focus, rispetto alla clientela, è sulle palestre e il cosiddetto “Hospitality e residential” (dalle catene alberghiere di alto livello fino ai grandi condomini). Il posizionamento, dal canto suo, è nella fascia premium e, in tal senso, i servizi digitali sono considerati un atout importante, anche per differenziarsi dalla concorrenza.

CAPITALE COMMERCIALE CIRCOLANTE NETTO

Dati in milioni; ultimi numeri pubblicati

CAPITALE COMMERCIALE CIRCOLANTE NETTO

Dagli Stati Uniti al Lontano Oriente, in particolare la Cina. Qui la strategia di sviluppo commerciale, a ben vedere, non cambia. L’approccio di Technogym, in generale, è uguale in tutte le aree geografiche. Poi, ovviamente, ogni mercato ha le sue caratteristiche. Anche geografiche. Così nell’Impero di Mezzo, viste le stesse dimensioni del Paese, il gruppo è presente con una sua filiale ma utilizza anche tre distributori in esclusiva. Di là da ciò l’azienda, anche in Cina, guarda sempre a palestre e all’“Hospitality e residential”. Il posizionamento, inoltre, rimane sulla fascia alto di gamma.

Sennonché il risparmiatore esprime un dubbio. Il timore è che lo scontro commerciale tra Washington e Pechino abbia indotto una certa “diffidenza” nei confronti delle società occidentali, compresa Technogym. Gli esperti rigettano il timore. La realizzazione di fitness club alto di gamma, spiegano, avviene, ad esempio, in catene di alberghi. Sono quest’ultimi ad essere i “front runner” rispetto ai progetti da realizzare. Il vero tema, quindi, è essere tra le prime scelte come fornitori da parte di questi grandi sviluppatori. Una condizione che, anche per l’atout di Technogym nell’offrire un’esperienza d’allenamento considerata finora unica, viene soddisfatta.

A fronte di un simile contesto quali allora le prospettive del gruppo? La società, rispetto a questo tema, ribadisce che la sua strategia è impostata sulla crescita sostenibile e profittevole. Vale a dire: espandersi più del mercato di riferimento e, sul medio periodo, incrementare i ricavi tra la media ed alta singola cifra percentuale.

Domande e risposte

Al 30 giugno scorso, ultimo dato disponibile, il Capitale commerciale circolante netto è salito rispetto ad un anno prima. Una dinamica che fa storcere il naso....
Technogym non condivide le preoccupazioni. In primis, viene sottolineato, il rialzo è stata la ovvia conseguenza all’espansione del business. Inoltre l’incremento è sì dovuto anche a qualche inefficienza legata all’introduzione, nel 2018, del nuovo software di gestione aziendale, ma le inadeguatezze sono state risolte. Tanto che Technogym, a fine 2019, prevede di migliorare l’incidenza del Capitale commerciale circolante netto sui ricavi, adeguando l’indicatore al suo valore medio storico.

Quale la divisione dei ricavi per canale distributivo?
Al 30/9/2019 il “Field sales” resta il principale canale (+8,6% di crescita). I distributori, secondo canale, sono in rialzo dell’1,6% mentre l’e-Commerce e il Tele selling salgono del 7,1%. Infine il retail (che ha soprattutto la funzione di show room) cresce del 20,1% ma ha un peso marginale sui ricavi.

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