Stop ai dazi «antidumping» degli Usa sulla pasta: da dove nascevano e perché hanno i vinto i brand italiani
Il Dipartimento del Commercio Usa ha definito le tariffe: per La Molisana, Garofalo e altri 11 brand dazi aggiuntivi tra il 2,65 e il 7% invece del minacciato 91,7%
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Scongiurato il dazio antidumping sulla pasta italiana. Il Dipartimento del Commercio Usa ha pubblicato la decisione conclusiva sulla vicenda dei dazi antiduping che rischiavano di colpire 13 differenti brand della pasta made in Italy accusati di aver messo in commercio i propri prodotti a costi inferiori a quelli di mercato facendo così una concorrenza sleale ai produttori locali e alterando gli equilibri di mercato.
La minaccia nello scorso autunno
La minaccia dei dazi aggiuntivi (che potevano arrivare fino al 91,7%) era emersa nello scorso settembre e aveva riguardato importanti marchi della pasta italiana tra i quali La Molisana e Pasta Garofalo.
Una minaccia piuttosto pesante considerati i dazi che già gravano sulle esportazioni italiane negli Stati Uniti senza dimenticare l’ulteriore aggravio delle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente e il rischio di forti rincari dei prezzi dell’energia e dei trasporti. In più – per quanto riguarda i dazi antidumping – non ci sarebbe stato neanche il “paracadute” di una sentenza della Corte Suprema Usa visto che non hanno nulla a che fare con le tariffe introdotte dal presidente Trump.
Il ridimensionamento dopo l’investigazione
In tutti i modi dopo una lunga investigazione e dopo le rassicurazioni e i documenti forniti dalle aziende italiane la decisione delle autorità statunitensi è rientrata. A renderlo noto ieri è stato il ministero degli Affari Esteri che ha ricordato anche come la Pasta Garofalo si è vista il dazio antidumping ridotto al 7% (dal minacciato 91,7%)
Alla Molisana invece verrà applicato un dazio antidumping del 2,65% (rispetto al 91,7% della decisione preliminare). Il dazio antidumping applicato alle altre 11 aziende interessate della procedura sarà del 5,21%.









