La guerra dei dazi

Stop ai dazi «antidumping» degli Usa sulla pasta: da dove nascevano e perché hanno i vinto i brand italiani

Il Dipartimento del Commercio Usa ha definito le tariffe: per La Molisana, Garofalo e altri 11 brand dazi aggiuntivi tra il 2,65 e il 7% invece del minacciato 91,7%

di Giorgio dell'Orefice

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Scongiurato il dazio antidumping sulla pasta italiana. Il Dipartimento del Commercio Usa ha pubblicato la decisione conclusiva sulla vicenda dei dazi antiduping che rischiavano di colpire 13 differenti brand della pasta made in Italy accusati di aver messo in commercio i propri prodotti a costi inferiori a quelli di mercato facendo così una concorrenza sleale ai produttori locali e alterando gli equilibri di mercato.

La minaccia nello scorso autunno

La minaccia dei dazi aggiuntivi (che potevano arrivare fino al 91,7%) era emersa nello scorso settembre e aveva riguardato importanti marchi della pasta italiana tra i quali La Molisana e Pasta Garofalo.

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Una minaccia piuttosto pesante considerati i dazi che già gravano sulle esportazioni italiane negli Stati Uniti senza dimenticare l’ulteriore aggravio delle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente e il rischio di forti rincari dei prezzi dell’energia e dei trasporti. In più – per quanto riguarda i dazi antidumping – non ci sarebbe stato neanche il “paracadute” di una sentenza della Corte Suprema Usa visto che non hanno nulla a che fare con le tariffe introdotte dal presidente Trump.

Il ridimensionamento dopo l’investigazione

In tutti i modi dopo una lunga investigazione e dopo le rassicurazioni e i documenti forniti dalle aziende italiane la decisione delle autorità statunitensi è rientrata. A renderlo noto ieri è stato il ministero degli Affari Esteri che ha ricordato anche come la Pasta Garofalo si è vista il dazio antidumping ridotto al 7% (dal minacciato 91,7%)

Alla Molisana invece verrà applicato un dazio antidumping del 2,65% (rispetto al 91,7% della decisione preliminare). Il dazio antidumping applicato alle altre 11 aziende interessate della procedura sarà del 5,21%.

Governo e Commissione Ue a sostegno dei produttori

A sostegno dei produttori italiani erano intervenuti nei mesi scorsi sia il Governo italiano che la Commissione Ue fornendo collaborazione nel deposito alle autorità Usa delle memorie difensive e delle documentazioni da parte delle imprese italiane.

Lollobrigida: tutelato un prodotto simbolo del made in Italy

«C’è chi dava l’allarme e chi invece manteneva la calma e si impegnava per risolvere il problema – ha commentato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida -. Ci siamo messi al lavoro immediatamente con la nostra ambasciata a Washington, guidata da Marco Peronaci e con i colleghi del Governo, per annullare quella che appariva fin da subito una misura ingiustificata. L’abbassamento significativo dei dazi sulla pasta rende giustizia alle nostre aziende e a un prodotto simbolo del Made in Italy nel mercato statunitense».

Coldiretti: salvo mezzo miliardo di export

Un sospiro di sollievo è stato tirato anche da parte del mondo agricolo. «L’abbassamento dei dazi anti dumping sulla pasta di semola italiana – hanno detto in una nota Coldiretti e Filiera Italia - salva un valore dell’export di pasta che ha raggiunto nel 2025 la cifra di quasi mezzo miliardo di euro, scongiurando il rischio di favorire le imitazioni e penalizzare le imprese tricolori. Coldiretti e Filiera Italia esprimono dunque soddisfazione per il lavoro condotto dal Governo che ha portato il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti a rivedere la decisione di penalizzare 13 marchi di pasta italiana accusati di presunte pratiche commerciali di esportazione verso gli Usa a costi inferiori rispetto a quelli di mercato».

Soddisfazione dei pastai di Unione Italiana Food

«Come Unione italiana food esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, che premia la correttezza, l’operato e il lavoro costante delle nostre imprese associate nel mercato Usa. Fin dall’inizio le aziende hanno affrontato con serietà, coesione e spirito di collaborazione un percorso complesso e delicato. Quanto ottenuto dimostra che il ruolo di Unione italiana food è centrale nel rappresentare, tutelare e accompagnare le aziende italiane nelle battaglie giuste, soprattutto quando si tratta di difendere la qualità, la correttezza e la competitività del made in Italy sui mercati internazionali. Quando il sistema Paese fa squadra, imprese, associazioni e istituzioni, i risultati arrivano», commenta Cristiano Laurenza, segretario dei pastai di Unione italiana Food.

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