STMicroelectronics spinge gli investimenti: focus sulla produzione
Nel 2022 previsto l’avvio del nuovo impianto ad Agrate e il secondo ampliamento della fabbrica a Crolles. I rischi legati alla quarta ondata del virus
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Accelerare, e aumentare, gli investimenti sulla capacità produttiva. Non solo nell’ottica di incrementare l’output in sé, ma anche di migliorare e rendere più efficiente il mix produttivo. È tra le priorità di Stmicroelectronics (ST) per, da un lato, fare fronte al forte eccesso di domanda di microprocessori; e, dall’altra, sostenere il business.
Il conto economico
Già, il business. La multinazionale italo-francese, anche e soprattutto in scia proprio alla dinamica delle richiesta di prodotti, nei primi nove mesi del 2021 è stata contraddistinta da ricavi e redditività in rialzo. La prima riga di bilancio si è assestata a 9,205 miliardi di dollari, a fronte dei 6,984 miliardi dello stesso periodo del 2020 (+31,8%). Il margine lordo, cioè le vendite al netto del costo del venduto, è risultato di 3,717 miliardi (erano stati 2,535 dodici mesi prima). Il margine operativo infine, è salito al 16,67% mentre l’utile netto è ammontato a 1,255 miliardi di dollari rispetto ai 525 milioni del 26/9/2020. Può obiettarsi: il confronto con lo scorso anno, fortemente penalizzato dai lockdown, non è significativo. Vero! E, tuttavia, i numeri, va ricordato, sono in rialzo anche rispetto ai primi nove mesi del 2019. A fine settembre di due anni fa i ricavi erano stati di 6,8 miliardi con un operating margin del 10,9%. A fronte di un simile contesto ST, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici finanziari, conferma i target per il quarto trimestre del 2021 e l’intero esercizio.
In particolare: riguardo all’ultimo quarter i ricavi netti sono stimati a 3,4 miliardi di dollari, corrispondenti ad una crescita del 6,3% rispetto al terzo trimestre (più o meno 350 punti base) mentre il margine lordo è previsto intorno al 43% (+/- 200 punti base); sull’intero esercizio invece il giro d’affari, basandosi sul valore intermedio della forchetta prevista sul quarto trimestre, è stimato a circa 12,6 miliardi di dollari. Un valore che implica, sempre al mid-point, l’incremento del 23,3% rispetto allo scorso esercizio.
Fin qui alcune considerazioni riguardo alle dinamiche di bilancio. Un focus di ST tuttavia è, per l’appunto, sull’accelerazione degli investimenti nella produzione. Nel 2021 i Capex complessivi sono stimati intorno a 2,1 miliardi di dollari. Una grande parte di essi, il 60-70%, è stata indirizzata all’incremento della base produttiva, al suo ammodernamento ed efficientamento. Un impegno che riguarda, e riguarderà nei prossimi anni, sia il cosiddetto “front end” (cioè la fase a monte della costruzione sulla fetta di silicio dei circuiti elettronici) sia il “back end”. Cioè: la parte a valle che comprende, ad esempio, il packaging dei chip.
In un simile contesto si inserisce, tra le altre cose, la realizzazione del nuovo centro produttivo, con wafer di silicio a 12 pollici, in quel di Agrate (Milano). Qui sono già stati installati i primi macchinari e l’avvio della produzione è atteso nella seconda metà del 2022. Il vero e significativo contributo del nuovo impianto al conto economico si avrà, comunque, nel 2023. Non solo. Altro sforzo sul fronte della produzione è l’ampliamento della struttura di Crolless, in Francia vicino a Grenoble. ST, all’interno della sua nota strategia di estensione modulare delle fabbriche, ha di recente concluso un primo allargamento con wafer a 12 pollici. Attualmente ne è in realizzazione un secondo, rispetto al quale è previsto l’avvio della produzione l’anno prossimo. Poi è in preparazione un terzo ampliamento che dovrebbe entrare in funzione nel 2023. Insomma, al di là dei singoli interventi la società punta accelerare gli investimenti per soddisfare la maggiore domanda e sostenere il business.

