Lettera al risparmiatore

STMicroelectronics, sfida sui nuovi materiali. Più capacità produttiva

Microchip. Il gruppo investe in nuovi impianti e punta a incrementare i ricavi derivanti dai wafer di silicio da 300 millimetri. L’incognita dei lockdown in Cina

di Vittorio Carlini

Cina: controlli su esportazioni chip si ritorceranno contro Usa

5' di lettura

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Da un lato la continuazione degli investimenti per incrementare la capacità produttiva (ad esempio con i wafer di silicio da 300 millimetri). Dall’altro gli sforzi su innovazione e maggiore efficientamento dei processi operativi. Il tutto con un’attezione al fronte dei nuovi materiali. Sono tra i focus di Stmicroelectronics, in linea con l’ambizione di arrivare nel 2025-2027 ad un giro d’affari oltre 20 miliardi di dollari, finalizzati a sostenere il business.

Numeri a bilancio

Già, il business. Nei primi nove mesi del 2022 la multinazionale italo-francese dei microprocessori è stata contraddistinta da fatturato e redditività in aumento. I ricavi netti si sono assestati a 11,7 miliardi di dollari, in rialzo del 27,2% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il Gross profit (cioè le vendite al netto del costo del venduto) è risultato di 5,53 miliardi (erano 3,7 miliardi un anno prima). L’utile operativo, infine, è salito a 3,15 miliardi (26,9% in rapporto sui ricavi) con l’utile netto che è arrivato a 2,71 miliardi a fronte dei 1,25 miliardi fatti registrare al 30/9/2021. Insomma: i numeri descrivono un trend al rialzo il quale, peraltro, è in aumento anche rispetto al periodo pre-covid. Nei primi nove mesi del 2021, infatti, i ricavi erano stati di 6,8 miliardi e l’Operating income valeva 734 milioni di dollari. A fronte di un simile contesto il gruppo conferma la stima, per l’intero 2022, di ricavi netti, nel mezzo della forchetta della sua previsione, intorno a 16,1 miliardi di dollari e il Gross margin a circa il 47,3%.

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NOVE MESI A CONFRONTO

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La capacità produttiva

Fin qua alcune suggestioni contabili. Ciò detto un focus della società riguarda, per l’appunto, l’incremento della capacità produttiva. I Capex complessivi, previsti sul 2022, sono 3,4-3,6 miliardi. Ebbene: oltre 2 miliardi degli investimenti capitalizzati vengono indirizzati sul fronte della capacity. Si tratta di esborsi i quali, tra le altre cose, riguardano l’impianto di Agrate (Monza) e la produzione con wafer di silicio da 300 millimetri. Nella fabbrica la nuova “clean room” per la produzione è in via di completamento, ma in parte già funzionante. L’avvio concreto della produzione si avrà nel primo trimestre del 2023. Successivamente l’output crescerà progressivamente per arrivare a metà della capacità complessiva dell’impianto (4.000 wafer a settimana) nel 2024. La fabbrica, poi, andrà a pieno regime nel 2026 (8.000 wafer a settimana).

I RICAVI PER DIVISIONE DI PRODOTTO

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L’impegno a Catania

Ma non è solo l’impegno ad Agrate (la cui tecnologia sui 300 mm è già utilizzata nell’impianto francese di Crolles). Altro esborso, spalmato su più esercizi e del valore di 730 milioni di euro (40% finanziati attraverso il Pnrr), riguarda il sito di Catania. La nuova fabbrica dovrebbe entrare in funzione il prossimo anno e raggiungere un buon livello di produzione nel 2024. In questo caso la finalità, integrando verticalmente la filiera produttiva grazie - ad esempio- alla lavorazione del substrato di silicio, è di spingere l’attività e i programmi nei nuovi materiali. In particolare, nel caso specifico, il carburo di silicio. Vale a dire: una tecnologia, rispetto alla quale è confermato il target del miliardo di dollari di ricavi nel 2023, utilizzata tra le altre cose negli inverter (trasformatori di corrente continua in alternata) per i motori elettrici e che consente a parità di prestazioni un notevole risparmio energetico.

Maxi fette e nuovi materiali

A ben vedere l’impegno descritto è una delle strategia di STMicroelectronics volta a concretizzare la volontà di diventare un’azienda da oltre 20 miliardi di dollari di fatturato. La riprova? La offre una tabella presentata nell’ultimo Capital market day. Si tratta del grafico che rappresenta l’ambizione dell’evoluzione dei ricavi rispetto alle dimensioni (e non solo) dei wafer di silicio. Alla fine del 2021 la ripartizione è la seguente: il 39% delle vendite è legato ai supporti da 200 mm e il 20% a quelli da 300 mm; il 16%, poi, è appannaggio dei wafer da 150 mm mentre il rimanente 25% è da ricondursi alle fette lavorate da terzi (21%) e ai nuovi materiali (4%). Prospetticamente, nel momento in cui le vendite raggiungeranno il target degli oltre 20 miliardi, la divisione descritta cambia. E non poco. L’incidenza di nuovi materiali (dal nitrito di gallio al carburo di silicio) e fette da 300 mm rispettivamente salirà al 10 e 32%. Più o meno stabile quella dei wafer lavorati da terzi (20%) mentre è previsto calare il peso sia dei wafer da 200 mm che di quelli da 150 mm. Insomma: è nei +numeri la volontà di spingere su supporti di maggiori dimensioni (che, tra le altre cose, consentono di ridurre il costo per unità di prodotto) e new materials.

RICAVI PER CANALE DI MERCATO

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Il rischio recessione

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione: il rialzo dei tassi, unitamente agli effetti della guerra in Ucraina, spingono molteplici economie in recessione. Ad esempio in Europa. In un simile contesto il timore è che molte imprese, clienti di St, riducano gli investimenti e questo impatti il business della stessa multinazionale dei chip. Il gruppo, pure conscio della situazione, fa professione di fiducia. In primis, viene sottolineato, l’attuale portafoglio ordini copre ben più della capacità produttiva pianificata sull’intero 2023. Certo: alcuni esperti indicano che potrebbe esserci la disdetta di qualche commessa. Ciò considerato, però, la società al contrario sottolinea che, attualmente, vengono firmati nuovi contratti. Ad esempio, nell’automotive. Inoltre STMicrolectronics rimarca che, da una parte, la sua diversificazione e flessibilità, sia geografica che di business, limita il rischio in oggetto; e che, dall’altra, la presenza in trend strutturali, quali l’elettrificazione nell’automotive o la digitalizzazione, rende l’attività resistente all’eventuale crisi. A fronte di ciò, e ricordando la solida struttura finanziaria con oltre 4 miliardi di dollari di cassa, il gruppo prevede un 2023 in crescita.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Efficienza e digitale

Ma non è solo questione dell’incremento d’importanza delle “maxi” fette di silicio, dell’aumento della capacità produttiva o della resistenza alla crisi economica. Altro focus dell’azienda riguarda l’efficientamento e digitalizzazione dei processi operativi e produttivi. Qui i fronti d’invervento sono molteplici. Così si punta ad ulteriormente digitalizzare la filera produttiva: dalla ricezione dell’ordine al suo invio alla fabbrica fino all’evasione del medesimo. C’è, poi, la raccolta ed analisi dei dati “generati” nella produzione. L’obiettivo, grazie alla stessa artificial intelligence, è sfruttare i big data per migliorare, anche in maniera predittiva, la manutenzione o la conformità dell’output agli standard richiesti. Infine, oltre all’innovazione dei processi finanziari/amministrativi (ad esempio con la lettura automatica delle fatture), vanno ricordati gli sforzi di efficientamento sulla stessa ricerca e sviluppo (riguardo all’R&D in generale vedere box in alto). L’impegno è notevole e, insieme al fondamentale sviluppo dei prodotti, è uno dei fattori che dovranno contribuire a raggiungere - sempre al momento della realizzazione di oltre 20 miliardi di fatturato - un Operating margin superiore al 30%.

L’incognita Pechino

Sennonché il risparmiatore, più sul breve periodo, fa un ragionamento. Stmicroelectronics ha una presenza rilevante in Cina. Un Paese che, nonostante nelle altre parti del mondo l’approccio nella gestione della pandemia sia ampiamente mutato, continua a imporre lockdown nel perseguimento della politica cosiddetta del “Covid zero”. Si tratta di contesto che, giocoforza, può frenare le prospettive di espansione del gruppo.

La società, la quale ben conosce la dinamica in oggetto, dice, al netto di eventi eccezionali non prevedibili, di essere in grado di gestire la situazione. Per il gruppo, viene spiegato, un simile contesto non è nuovo. Quindi, facendo esperienza del passato, la società afferma di potere eventualmente creare le condizioni affinché i propri addetti, su base assolutamente volontaria, possano essere messi nelle condizioni per lavorare in maniera sicura (creando la cosiddetta “bolla”).

Ciò detto, tuttavia, è possibile ulteriormente obiettare che il problema può essere costituito dall’intero ecosistema attorno al business di STMicrolectronics, il quale non deve esso stesso fermarsi. Vero e però la multinazionale rileva che, durante le crisi passate, simili meccanismi, seppure abbiano in qualche momento rallentato, non si sono fermati.

Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

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