la grande rotazione

Stimoli e vaccino: il mix che sostiene le Borse dopo i rally

La corsa dei titoli ciclici è destinata a continuare in caso di ripresa economica. I rischi: uno stop alla campagna vaccinale e la risalita a sorpresa dell'inflazione

di Andrea Franceschi

Covid, ecco come si prepara il vaccino in quattro minuti

3' di lettura

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Ogni nuovo anno porta con sé speranze e aspettative. Ma questo 2021 forse di più. Siamo reduci dal trauma della pandemia che tutti confidiamo di metterci alle spalle. Un auspicio non privo di fondamento perché, con l’avvio della campagna vaccinale, per la prima volta si intravede una luce in fondo al tunnel. «La televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando» direbbe Lucio Dalla. Ed è sulla prospettiva di questa trasformazione tanto attesa che buona parte degli addetti ai lavori scommette che il 2021 abbia tutte le carte in regola per rappresentare un anno di svolta.

I mercati azionari globali si sono mossi in maniera decisa già a partire da questa estate quando i risultati preliminari dei test sui vaccini sono stati annunciati. Ma la svolta è arrivata ai primi di novembre. Quando la sperimentazione di diverse case si è conclusa e numeri ancora più promettenti sono stati annunciati. La tanto agognata autorizzazione pubblica all’impiego su vasta scala, che ha dato il disco verde alla più ambiziosa campagna di immunizzazione che si ricordi, non ha fatto che apporre il sigillo dell’ufficialità a una scommessa che gli investitori avevano fatto anzitempo.

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La fiammata dei listini globali (+15% da novembre) si è manifestata mentre in tutti i maggiori Paesi sviluppati era in corso una dura seconda ondata di contagi che, immancabilmente, ha preteso il suo tributo all’economia. I mercati, mossi più dalle aspettative che dallo stato dell’arte, non ne hanno risentito. La strategia è stata all’insegna del ribilanciamento dei portafogli: gli investitori hanno soppesato le inflazionate classi di investimento favorite dalla pandemia, come i settori Tech e Pharma, per tornare su comparti a sconto come l’energia, l’industria o le banche duramente penalizzati dai lockdown e potenzialmente maggiori beneficiari di quel ritorno alla normalità che si spera possa arrivare col vaccino.

A giudicare da quanto si legge in buona parte dei rapporti previsionali delle case d’affari sul 2021 questo trend dovrebbe consolidarsi nei mesi a venire a tutto vantaggio della classe di investimento a rischio per eccellenza: le azioni. Oltre il 51% dei gestori che hanno partecipato all’ultimo sondaggio di BofA Merrill Lynch ha dichiarato di aver aumentato la sua esposizione sull’equity. Secondo Allianz Global Investors le piazze azionarie in cui il peso dei settori ciclici e “value” è maggiore come l’Europa o i Paesi emergenti sono destinati a beneficiare maggiormente della scommessa sulla ripresa rispetto a un mercato americano in cui la tecnologia è predominante.

EFFETTO VACCINO SUI LISTINI

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Buona parte degli addetti ai lavori - va detto - è convinto che la rivoluzione tecnologica avviata da tempo e amplificata dalla pandemia sia lontana dal concludersi e non è facile trovare un analista negativo sui big tecnologici. È evidente tuttavia che, con le quotazioni ai massimi, il loro potenziale di ripresa non è paragonabile a quello di comparti duramente colpiti dalla recessione ancora distanti dal rivedere i livelli pre-Covid.

I RISCHI PER GLI INVESTITORI

Come è cambiata la percezione del rischio virus. Percentuale su totale dei gestori censiti (Fonte: BofA Merrill Lynch)

I RISCHI PER GLI INVESTITORI

La scommessa sulla ripresa è destinata a dettare la linea in un contesto che resta caratterizzato da politiche politiche monetarie e fiscali ancora molto favorevoli. Per far fronte alle conseguenze della pandemia le banche centrali hanno fatto straordinari mettendo in atto politiche non convenzionali come mai prima d’ora che resteranno in vigore ancora a lungo. Da parte loro i governi hanno assicurato tutto il sostegno necessario all’economia. Negli Stati Uniti, dove è stato recentemente varato il tanto atteso piano di stimoli fiscali e dove l’amministrazione Biden promette politiche di rilancio, e in Europa, dove si attende l’arrivo dei fondi Next Generation Eu e l’avvio di investimenti pubblici nel Vecchio Continente. Gli aiuti pubblici stanziati hanno permesso a molte aziende di restare in vita in questi mesi difficili sostenendo gli utili societari che nel 2020, sono calati meno del previsto (-9% per l’indice S&P500) e che nel 2021 dovrebbero tornare a crescere (+22%) al traino di tre settori molto esposti alla congiuntura come industria, beni di consumo discrezionali e materie prime.

A fronte di un quadro sulla carta positivo non mancano i fattori di rischio a cui prestare attenzione. Secondo Janus Henderson non bisognerà trascurare l’impatto economico di una nuova ondata di contagi. Se è vero infatti che la campagna vaccinale è partita è anche vero che i suoi effetti concreti nel contrasto alla pandemia non saranno immediati. Altro rischio è quello di un possibile rialzo dell’inflazione. Uno scenario «non sufficientemente scontato» secondo la casa d’affari che non esclude una risalita dei prezzi alla luce della liquidità esorbitante immessa sul mercato dalle banche centrali. Meno preoccupante, a giudizio di Janus Henderson, è il rischio di un’ondata di insolvenze sul debito societario perché in buona parte è stato rifinanziato nei mesi scorsi approfittando dei tassi prossimi allo zero, i bilanci perlopiù stabili e i tassi di default inferiori ai livelli registrati durante la grande crisi finanziaria.

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