Auto

Stella Li (Byd): «Mettiamo nel mirino il mercato del lusso. Puntiamo sulla tecnologia: i dazi si battono con produzione locale»

La donna più potente dell’automotive, ha pochi dubbi nel definire e posizionare l’azienda e le strategie di sviluppo

di Mario Cianflone

Executive Vice Presidente di Chinese EV giant BYD Stella Li. (REUTERS/Claudia Greco)

3' di lettura

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«La tecnologia e l’innovazione sono il motore che muove Byd. L’obiettivo è continuare a crescere e a sviluppare auto innovative». Stella Li, executive vice president della casa cinese, forse la donna più potente dell’automotive, ha pochi dubbi nel definire e posizionare l’azienda e le strategie di sviluppo. E lo fa annunciando, non a caso in occasione della Design Week di Milano, lo sbarco in Italia e in Europa del brand di lusso Denza e del suo primo modello per il vecchio continente: la Z9 GT (elettrica o ibrida plug-in).

Da ricordare che il marchio nacque nel 2011 come Joint venture con Mercedes per produrre elettriche ed ibride dal prezzo abbordabile e van - limousine. Il socio di Stoccarda si è sfilato progressivamente e a settembre a ceduto l’ultimo 10% e Byd, socio unico, ha varato una strategia di posizionamento sul fronte, a più alta marginalità, del lusso e del premium.

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«Con Denza - spiega Stella Li, che il Sole 24 Ore ha incontrato insieme allo Special Advisor Alfredo Altavilla, puntiamo sulla fascia alta del mercato». In pratica Denza sta a Byd come Lexus sta a Toyota e sfida apertamente brand del calibro di Audi, Bmw, Mercedes e Porsche. Si tratta di case dal blasone enorme e si sa che costruire una reputazione nell’automotive è un’operazione lunga e difficile, soprattutto partendo praticamente da Zero. Stella Li però non teme la mancanza d immagine di marca perché sostiene che nel settore premium/luxury adesso conti molto di più la tecnologia e la capacità di innovare. Del resto, ha illustrato la top manager, Byd che nel 2024 ha fatturato 101 miliardi di euro dai 79 del 2023, ha investito lo scorso anno in ricerca e sviluppo oltre 22 miliardi di euro, vanta 59mila brevetti, 11 centri di ricerca e ogni giorno deposita una richiesta di brevetto con un esercito di ricercatori: 12mila persone.

«Byd è una azienda tecnologica creata da ingegneri- afferma stella Li, aggiungendo che l’hi-tech deve essere vestita e resa elegante». Insomma Byd, anche con Denza, rimette al centro dell’auto l’innovazione e il design. E lo stile, guarda caso, è curato, come per le altre vetture del colosso di Shenzhen da Wolfgang Egger (padre di icone come l’Alfa Romeo 8C e con un importante passato con chief designer in Audi». Anche in questo si nota la differenza tra Byd e Tesla: due mondi distanti anche dal punto di vista estetico.

Lo sbarco di Denza prevede quattro modelli, oltre alla berlina coupé Z9 GT, ci sono due suv e van.

«Denza, dichiara Stella Li, non sarà da solo a presidiare l’alto di gamma visto che abbiamo in programma di portare in Europa anche i modelli firmati Yangwang». E qui co sono il mega suv ibrido U8 e la supercar elettrica U9 che ha proiettato il marchio al terzo posto per volumi in Cina nel settore sport/lusso. E Stella Li, non sembra nascondere l’ambizione di scalzare addirittura Ferrari»

Per crescere nell’automotive, molti costruttori hanno scelta la via della fusione e dell’incorporazione di marchi. Byd, però, non vuole seguire le orme della Volkswagen dei tempi d’oro di Ferdinand Piëch o della connazionale Geely e, dichiara Stella Li, non ci sono piani per acquisire marchi occidentali. «Per migliorare la nostra posizione a livello di immagine di marca puntiamo a partnership con brand del lusso e della moda. In questo modo possiamo miscelare tecnologia, stile, eleganza e desiderabile».

Su Byd, come su tutte le case automobilistiche, pesa la scura dei dazi, sia quelli Ue per le bev, sia quelli americani voluti da Trump. «I dazi - dice Stella Li - penalizzano sempre i clienti per questo noi puntiamo ad ampliare le attività, anche a livello di ricerca e centri stile, in tutto il mondo, compresa l’Europa»

E su questo punto le fa eco, Alfredo Altavilla che puntualizza: «Per quanto riguarda l’Europa, i nostri piani di localizzazione vanno avanti, nel quarto trimestre inizieremo a produrre in Ungheria. Questa è la migliore risposta che possiamo dare ai dazi. La strategia non è soltanto quella di cominciare a produrre le automobili in Ungheria ma anche di fare ricorso il più possibile ai componentisti europei. Negli Usa. spiega lo special advisor di Byd, avevamo già dei dazi al 100% introdotti dall’amministrazione Biden. Tuttavia in questo momento il discorso dei dazi non impatta sul posizionamento dei modelli premium e cercheremo le corrette politiche di pricing».

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