L’operazione

Startup, l’italiana Exein raccoglie 70 milioni per portare la sicurezza IoT su scala globale

Il capitale sosterrà crescita internazionale, focus su Stati Uniti, Asia e innovazioni tecnologiche di sicurezza

di Luca Salvioli

Da sinistra Gianni Cuozzo, Ceo di Exein, Gerardo Gagliardo, Cfo, e Giovanni Alberto Falcione (Cto)

2' di lettura

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La startup italiana Exein, che offre soluzioni di cybersecurity integrata nei dispositivi connessi, che nell’era dell’IoT sono praticamente tutti, ha raccolto 70 milioni di euro in un round di finanziamento di serie C. La raccolta è stata guidato dal fondo di Venture Capital inglese Balderton, con Supernova e Lakestar, con la partecipazione degli investitori esistenti 33N, l’italiana United Ventures e Partech.

A gennaio l’azienda, nata nel 2018, aveva annunciato un grosso accordo con MediaTek, tra i più grandi produttori di chip: oggi Exein protegge oltre un miliardo di dispositivi nel mondo attraverso altre partnership con Supermicro, Kontron, SECO e AAEON, e secondo indiscrezioni presto ne arriveranno altre.

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«Per noi la soddisfazione più grande è essere diventati una realtà internazionale partendo da Roma. Il 50% del nostro fatturato arriva dalla regione Apac (Asia-Pacifico), poi il 30% dagli Stati Uniti e il 20% dall’Europa. E dentro a quest’ultimo 20%, il 30% lo realizziamo in Italia - spiega Gianni Cuozzo, fondatore e ceo di Exein -. La nostra ricerca è a Roma, dove lavorano una cinquantina di persone, ovvero la metà del gruppo. Le altre sedi sono in Germania, San Francisco (Usa) e Taipei (Taiwan)».

L’azienda ha sviluppato un insieme di soluzioni che integrano funzionalità avanzate di sicurezza all’interno dei device connessi, con un rilevamento delle minacce in tempo reale potenziato da intelligenza artificiale in settori come infrastrutture critiche, semiconduttori, energia, automotive, sanità e robotica.

Il nuovo capitale sosterrà i piani di espansione globale dell’azienda, con un focus su Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, oltre a rafforzare l’Europa. «Questo round ci servirà per strutturare in modo più solido le operazioni sales, soprattutto all’estero - continua -. Vendiamo alta tecnologia ed è necessario quindi avere una struttura di supporto che faciliti l’integrazione della nostra tecnologia presso i nostri clienti. C’è anche un’acquisizione in vista. In genere l’Italia è vittima di acquisizioni, noi invece stiamo correndo molto e vogliamo invertire la tendenza».

Secondo il ceo i numeri del bilancio 2025 saranno nell’ordine di una crescita del 400% anno su anno. «Siamo soddisfatti: tutti i fondi coinvolti sono tra i principali player europei, alcuni, come Balderton, Lakestar e Supernova alla loro prima operazione in Italia. Si tratta solo del terzo round europeo in ambito cybersecurity di queste dimensioni e siamo orgogliosi come italiani di rappresentare il mondo tech italiano e l’unica vera tecnologia cyber made in Italy che ha scalato a livello internazionale» sottolinea.

«Un altro passaggio importante per l’azienda è stato lo switch tecnologico: avendo sviluppato internamente la nostra tecnologia, ora possiamo applicarla non solo agli oggetti connessi ma anche alla sicurezza di prossimità. Stiamo assistendo a una grande migrazione dal cloud al locale. I data center, infatti, sono sempre più saturi a causa della domanda legata all’intelligenza artificiale, e i costi stanno salendo. Questo sta spingendo molte aziende a riattivare infrastrutture ibride. Noi siamo in grado di lavorare direttamente su un’infrastruttura fisica, anche locale.»

Sul lungo periodo l’obiettivo è chiaro: «Crescere sia in modo organico che tramite acquisizioni, per arrivare a una massa di fatturato che ci metta nella condizione di scegliere tra una IPO o una grande operazione di acquisizione».

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