Regno Unito

Caso Mandelson, Starmer si scusa in Parlamento

Starmer ha iniziato chiedendo «scusa per una decisione sbagliata» e ha ammesso un «errore di giudizio», assicurando che «se avessi saputo allora quello che so adesso non avrei mai nominato Mandelson»

di Nicol Degli Innocenti

 (EPA)

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LONDRA - Keir Starmer sotto torchio: il premier britannico ha spiegato in Parlamento a Westminster come è stato possibile che la nomina di Peter Mandelson al prestigioso ruolo di ambasciatore a Washington sia andata avanti nonostante l’ex ministro laburista non avesse passato i controlli di rito e fosse considerato un rischio per la sicurezza nazionale.

Starmer ha iniziato chiedendo «scusa per una decisione sbagliata» e ha ammesso un «errore di giudizio», assicurando che «se avessi saputo allora quello che so adesso non avrei mai nominato Mandelson».

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La difesa del premier

Il premier è poi passato alla difensiva e ha dichiarato che nessuno lo aveva mai informato della questione. Non ha mai nominato Sir Oliver Robbins, il funzionario più alto in grado del ministero degli Esteri, che la settimana scorsa quando sono emerse le rivelazioni è stato licenziato in tronco, ma ha dato la colpa al Foreign Office. Il premier ha ribadito di essere “furibondo” per la decisione “imperdonabile” del ministero degli Esteri di approvare la nomina di Mandelson ignorando il verdetto negativo di UK Security Vetting.

Durante il fine settimana diversi sostenitori di Robbins, che ha la reputazione di essere un fedele e ineccepibile servitore dello Stato, hanno fatto sapere che il funzionario è altrettanto furibondo, ritiene di essere stato «sacrificato» come capro espiatorio per salvare Starmer e sta meditando di fare causa al Governo per licenziamento senza giusta causa. Robbins è stato convocato per domani dalla Commissione Esteri del Parlamento e darà la sua versione dei fatti.

Starmer: la nomina di Mandelson un errore, mi assumo responsabilità

Downing Street con una mossa altamente inusuale ha fatto sapere che nessuna legge o regola impedisce ai funzionari di segnalare problemi o potenziali rischi segnalati durante i controlli di sicurezza, pur senza rivelare informazioni riservate e dettagli personali. Come dire: Robbins non può giustificarsi invocando le regole che, comprensibilmente, prevedono che le informazioni riservate che emergono dalle procedure di sicurezza restino tali.

Le accuse dall’opposizione

I partiti di opposizione, che da giorni chiedono le dimissioni di Starmer, attendevano il premier al varco oggi e gli hanno fatto numerose domande. Accusato dalla leader dei Conservatori di essere stato nella migliore delle ipotesi «negligente», il premier ha negato di non avere preso tutte le misure necessarie per sapere la verità. «Ho chiesto ripetutamente, ho fatto domande ma non mi è stata mai detta la verità», ha insistito.

Sembra quindi, a quanto ha dichiarato oggi, che Starmer non abbia mentito al Parlamento quando negli ultimi mesi ha dichiarato più volte con assoluta certezza che tutte le procedure di rito erano state seguite scrupolosamente e che Mandelson aveva superato tutte le prove previste.

Resta da capire perchè il Foreign Office, secondo la versione dei fatti del premier, avrebbe ostinatamente nascosto la verità – che Mandelson era stato «bocciato» perchè considerato un rischio per la sicurezza nazionale – non solo a Starmer ma anche a tutti i suoi ministri e collaboratori. “Nessuno a Downing Street è stato informato”, ha assicurato oggi Starmer in Parlamento. C’è quindi molta attesa per le dichiarazioni di Robbins domani.

La nomina nel dicembre 2024

Quello che è certo è che Starmer aveva annunciato la nomina di Mandelson nel dicembre 2024, senza attendere l’esito dei controlli di sicurezza, perchè era convinto che l’ex commissario Ue al Commercio fosse la persona più adatta per blandire il presidente Donald Trump e negoziare un vantaggioso trattato commerciale con gli Stati Uniti. Per questo ha ignorato tutti i campanelli di allarme e gli avvertimenti di numerosi esperti e consiglieri. La nomina si prospettava già pericolosa, dato che erano noti gli stretti rapporti di amicizia di Mandelson con Jeffrey Epstein, che erano continuati anche dopo la prima condanna del finanziere americano per pedofilia e sfruttamento della prostituzione minorile.

Arrivato a Washington nel febbraio 2025, Mandelson era stato poi licenziato da Starmer nel settembre scorso in seguito a nuove rivelazioni contenute negli Epstein Files. Il veterano del partito laburista è stato poi arrestato dalla Metropolitan Police e resta sotto inchiesta perchè durante la crisi finanziaria nel 2009, quando era vicepremier, aveva passato a Epstein informazioni riservate e sensibili per i mercati.

Caso Epstein, rilasciato su cauzione l’ex ambasciatore Peter Mandelson

Secondo diverse fonti che non possono essere confermate per questioni di confidenzialità, Mandelson era stato «bocciato» da UK Security Vetting non per i suoi legami con Epstein ma per la sua vicinanza alla Cina e alla Russia. E’ stato infatti direttore di una società russa con stretti legami con il Cremlino e Global Counsel, la società di consulenza che aveva fondato dopo avere lasciato la politica, aveva almeno tre clienti cinesi, società vicine al regime di Pechino, e Mandelson era considerato un fautore di rapporti più stretti e amichevoli tra Regno Unito e Cina.

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