Gran Bretagna

Caso Mandelson-Epstein: cade anche il più alto funzionario del Foreign Office. Trema Starmer

Il premier accusato di avere mentito al Parlamento sulle procedure di nomina dell’ex ministro laburista all’incarico di ambasciatore a Washington

di Nicol Degli Innocenti

Keir Starmer e Peter Mandelson  via REUTERS

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LONDRA - Lo scandalo Mandelson torna a far tremare il Governo britannico. I partiti di opposizione hanno chiesto le dimissioni del premier Keir Starmer, che viene accusato di avere mentito al Parlamento sulle procedure seguite nella nomina dell’ex ministro laburista al prestigioso incarico di ambasciatore a Washington.

Secondo le rivelazioni del Guardian, poi confermate da Downing Street, Mandelson non aveva superato i controlli di sicurezza previsti (UK Security Vetting) e i Servizi avevano quindi dato parere negativo alla sua nomina. Nonostante questo campanello d’allarme, il ministero degli Esteri aveva deciso di ignorare il loro consiglio e aveva approvato la nomina. Il tutto, secondo il Governo, senza informare il ministro degli Esteri (allora David Lammy, ora vicepremier) o lo stesso Starmer.

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La versione ufficiale è che il premier ha scoperto la cosa solo martedì scorso ed è “furibondo”. Ha chiesto spiegazioni al ministero degli Esteri e, secondo quanto dichiarato stamattina, sarebbe andato in Parlamento per spiegare la situazione ma lo scoop del Guardian ha detonato la miccia prima che lui potesse agire.

Il responsabile della decisione, Sir Oliver Robbins, il funzionario di più alto grado del ministero degli Esteri, ha lasciato l’incarico con effetto immediato. Secondo il Governo, si è assunto la piena responsabilità di una decisione sbagliata. Secondo l’opposizione, è stato scelto come capro espiatorio per proteggere il premier.

Starmer è nel mirino delle accuse perchè più volte, sia in conferenze stampa che in Parlamento, aveva difeso la nomina di Mandelson a spada tratta e aveva insistito che tutte le procedure di rito erano state seguite scrupolosamente. Se, come accusa Kemi Badenoch, leader del partito conservatore, il premier in realtà sapeva e ha mentito ai deputati, ha commesso un reato e deve dare le dimissioni. Se invece, come sostiene il Governo, era all’oscuro di tutto, si tratta di un ennesimo imbarazzo per un leader che più volte ha mostrato una strana propensione a prendere le decisioni sbagliate.

La storia è tristemente nota: Mandelson è poi stato travolto dallo scandalo Epstein. L’amicizia tra il veterano del partito laburista e il finanziere americano era ben nota anche ai tempi della sua nomina, così come il fatto che i rapporti tra i due erano continuati anche dopo la prima condanna di Epstein per pedofilia e sfruttamento della prostituzione minorile.

Le rivelazioni contenute nei documenti resi noti dal dipartimento di Giustizia Usa (Epstein Files) hanno dimostrato non solo la strettissima e duratura amicizia tra i due, ma anche il fatto che Mandelson quando era vicepremier nel Governo di Gordon Brown aveva passato al finanziere informazioni riservate durante la crisi finanziaria nel 2009.

Mandelson, che è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione, è accusato di abuso d’ufficio per avere fornito informazioni riservate e sensibili per i mercati a Epstein e la polizia continua a indagare su di lui. Anche Bruxelles ha aperto un’inchiesta perchè Mandelson nel 2009, quando era vicepremier, aveva anche informato il finanziere in anticipo del piano di salvataggio da 500 miliardi di euro della Ue.

Starmer ha ammesso un “errore di giudizio” nel nominare Mandelson, ma ha sempre insistito di avere seguito le procedure corrette e di essere stato semplicemente “ingannato” dalle bugie dell’ex ministro laburista, che lo aveva assicurato di non avere nulla da nascondere. Come ha sottolineato oggi la Badenoch, il premier prima di entrare in politica era Procuratore capo, un avvocato puntiglioso e con decine di anni di esperienza. Eppure non ha controllato che tutto fosse effettivamente in regola quando ha voluto nominare Mandelson ambasciatore negli Usa, cosa già controversa all’epoca anche senza tenere conto di Epstein, perchè l’incarico di solito non è politico ma riservato a un diplomatico di carriera.

Se Robbins, un funzionario pubblico di grandissima esperienza, ha preso da solo la decisione di ignorare gli avvertimenti dei servizi su Mandelson, dovrà spiegare perchè lo ha fatto e perchè non ha informato il suo capo, il ministro degli Esteri, o il primo ministro. La presidente della Commissione Esteri del Parlamento, la laburista Emily Thornberry, ha già detto che si sente “ingannata” e che intende chiedere e ottenere spiegazioni credibili.

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