Regno Unito

Chi è Peter Mandelson, l’architetto del New Labour travolto dallo scandalo Epstein

Peter Mandelson è stato l’architetto del New Labour e fino a pochi mesi fa era ambasciatore a Washington: deve spiegare alla polizia perchè ha tradito il suo incarico, il suo partito e il suo Paese per fare redditizi favori all’amico Jeffrey Epstein

di Nicol Degli Innocenti

Reuters

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LONDRA

Peter Mandelson deve spiegare alla Metropolitan Police perchè ha tradito il suo incarico, il suo partito e il suo Paese per fare redditizi favori all’amico Jeffrey Epstein, il finanziere americano pedofilo morto in carcere nel 2019. Una precipitosa caduta in disgrazia per un politico che è stato l’architetto del New Labour e fino a pochi mesi fa era ambasciatore a Washington, l’incarico più ambito e prestigioso della diplomazia britannica.

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L’arresto di Mandelson fa seguito a minuziose perquisizioni da parte della Metropolitan Police delle sue abitazioni a Londra e nel Wiltshire, dove si presume gli agenti abbiano trovato prove di quanto rivelato dai documenti rilasciati dal dipartimento di Giustizia Usa. L’accusa è la stessa rivolta nei giorni scorsi all’ex principe Andrea: abuso d’ufficio, o comportamenti illeciti nell’esercizio delle funzioni pubbliche.

Durante la grande crisi finanziaria Mandelson, che allora era vicepremier nel Governo laburista, aveva passato all’amico Epstein una serie di informazioni riservate e sensibili per i mercati.

Nel corso del 2009, in uno dei momenti più difficili della storia recente, Mandelson aveva tenuto informato il finanziere americano in tempo reale sulle mosse del Governo nella gestione della crisi, sulle privatizzazioni pianificate da Londra e perfino sulle possibili dimissioni del premier Gordon Brown. Non solo: Epstein era stato anche informato in anticipo del piano di salvataggio da 500 miliardi di euro dell’Unione Europea, rivelazioni che potevano muovere i mercati e che il finanziere aveva potuto monetizzare.

Mandelson ha finora negato di avere agito per scopo di lucro, ma i documenti sembrano inchiodarlo. E ha anche sempre strenuamente negato di essere stato a conoscenza delle perversioni sessuali di Epstein, anche se era stato ospite in casa sua a New York quando il finanziere era in carcere, condannato per pedofilia per avere adescato delle quattordicenni avviandole alla prostituzione, e lo aveva sostenuto e incoraggiato durante la prigionia.

Quale che sia l’esito delle indagini la straordinaria carriera di Mandelson, soprannominato “il principe delle tenebre” per il suo approccio machiavellico alla politica, sembra conclusa. Finora era riuscito a sopravvivere a ogni scandalo, reinventandosi e riuscendo in qualche modo a farsi considerare indispensabile da diversi primi ministri.

Il suo iter ascendente era iniziato negli anni Ottanta, quando dopo gli studi a Oxford da responsabile delle Comunicazioni del partito laburista aveva “reinventato” il partito portandolo su posizioni più di centro.

Considerato il grande regista del “New Labour”, nel 1994 aveva giocato un ruolo decisivo nel far eleggere Tony Blair leader del partito e nel 1997 era riuscito a portare il partito alla vittoria alle elezioni.

Nominato ministro del Commercio e dell’Industria da un grato premier, Mandelson però era stato costretto a rassegnare le dimissioni già nel 1998, per non avere dichiarato un prestito di 373mila sterline che Geoffrey Robinson, un altro ministro laburista, gli aveva concesso per acquistare una casa.

Il suo purgatorio politico non era durato molto: già nel 1999 era stato nominato ministro responsabile dell’Irlanda del Nord.

Nel 2001 un altro scandalo lo aveva portato alle dimissioni: aveva usato la sua posizione per fare pressioni sul ministero dell’Interno per favorire la concessione della cittadinanza britannica a Srichand Hinduja, un miliardario indiano, in cambio di una donazione da un milione di sterline al progetto laburista.

Anche questa volta Mandelson era risorto dalle ceneri: nel 2004 era stato nominato Commissario Ue al Commercio, incarico che aveva svolto con grande competenza.

Sull’onda del successo a Bruxelles era stato richiamato da Gordon Brown, diventato premier dopo Blair ma in calo di popolarità e alle prese con la grande crisi finanziaria.

Se le accuse della polizia verranno confermate, in questi anni invece di salvare il partito e l’economia britannica Mandelson aveva passato informazioni riservate a Epstein.

Dopo la sconfitta elettorale del partito laburista, Mandelson aveva fondato una società di lobbying, Global Counsel, sfruttando le molte conoscenze altolocate che aveva accumulato negli anni.

La società ha chiuso i battenti nei giorni scorsi, dato che lo scandalo legato a Epstein aveva portato a un fuggi-fuggi di clienti.

Nel 2024 si era candidato a rettore dell’Università di Oxford, ma gli era stato preferito l’ex leader conservatore William Hague.

Mandelson si era però potuto consolare con l’incarico di ambasciatore a Washington, conferitogli dall’incauto Keir Starmer.

Il premier aveva ignorato gli avvertimenti di molti sul suo passato travagliato e sugli stretti rapporti con Epstein, decidendo che la sua esperienza nei negoziati commerciali da Commissario Ue sarebbe stata preziosa nelle delicate trattative con l’imprevedibile presidente Usa Donald Trump.

Per qualche mese tutto aveva funzionato e Mandelson, maestro di networking, era riuscito a conquistarsi ottimi rapporti con la Casa Bianca. Le rivelazioni su quanto fosse stata stretta e duratura la sua amicizia con Epstein hanno costretto Starmer a licenziarlo in tronco e richiamarlo da Washington.

Nonostante questo, nei mesi successivi Mandelson ha cercato di reinventarsi nuovamente come commentatore politico, dando Consigli al Governo e insistendo di non essere stato a conoscenza delle attività di Epstein.

Fino a quando i nuovi documenti degli Epstein Files hanno portato all’indagine della polizia per abuso d’ufficio e al suo arresto.

Il fil rouge della vita e degli scandali di Mandelson sembra essere un desiderio irrefrenabile di essere vicino ai ricchi e ai potenti, e una totale assenza di senso morale. Intelligente, brillante, carismatico, il veterano del partito laburista è stato paragonato da un collega a Icaro: solo che invece di avvicinarsi troppo al sole Mandelson è stato bruciato dal suo amore per il denaro e il potere che il denaro può dare.

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