Regno Unito

Epstein files, Starmer era informato dei rischi su Mandelson come ambasciatore negli Usa

Lo conferma uno dei documenti che il governo Uk è stato costretto a pubblicare a partire da oggi sugli scambi di messaggi e di rapporti

di Nicol Degli Innocenti

Il primo ministro britannico Keir Starmer lascia il numero 10 di Downing Street per partecipare alla sessione settimanale delle domande al primo ministro in parlamento a Londra, mercoledì 11 marzo 2026. (AP Photo/Frank Augstein)

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LONDRA - Keir Starmer di nuovo nell’occhio del ciclone a causa di Peter Mandelson. La pubblicazione di una prima parte dei documenti relativi alla nomina dell’ex ministro laburista ambasciatore a Washington mostra che il premier britannico era stato avvertito del “rischio reputazionale” dovuto agli stretti legami di Mandelson con il finanziere americano Jeffrey Epstein. Non solo: Starmer era stato anche informato del fatto che l’amicizia tra i due era continuata anche dopo la condanna del miliardario per avere adescato ragazzine minorenni, e che Mandelson era stato ospite nella sua casa di New York nel 2009 mentre Epstein era in carcere.

La nomina nel dicembre 2024

Nonostante questi avvertimenti, Starmer nel dicembre 2024 aveva deciso di nominare Mandelson ambasciatore negli Usa, l’incarico più prestigioso della diplomazia britannica, scelta che si è poi rivelata disastrosa. Il premier aveva calcolato che la lunga esperienza e le conoscenze dell’architetto del New Labour, e in particolare le sue competenze nei negoziati commerciali, dato che era stato Commissario Ue al Commercio, sarebbero state preziose per mantenere buoni rapporti con l’amministrazione Usa e raggiungere accordi bilaterali favorevoli a Londra.

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Dopo le prime rivelazioni dell’archivio segreto, o Epstein Files, pubblicate dal dipartimento di Giustizia Usa sugli stretti rapporti tra il finanziere e Mandelson, Starmer lo aveva rimosso dall’incarico nel settembre 2025. Il premier si era scusato per averlo nominato ambasciatore, ma ha insistito di non essere stato a conoscenza dei fatti e di avere creduto alle “bugie” che il politico laburista gli aveva detto per ottenere l’ambito incarico – cioè che aveva interrotto i rapporti con Epstein dopo la sua condanna e che non sapeva nulla delle sue perversioni sessuali.

I nuovi documenti pubblicati: tutti gli allarmi erano stati ignorati

«Tutte le dovute verifiche sono state fatte», aveva dichiarato Starmer all’epoca. I documenti pubblicati oggi dimostrano che la nomina di Mandelson è stata accelerata per volontà di Downing Street e che tutti i campanelli di allarme sono stati ignorati.
«Dopo che Epstein era stato condannato una prima volta per avere adescato una minorenne nel 2008, i loro rapporti sono continuati tra il 2009 e il 2011, iniziando quando Mandelson era ministro del Business e continuando anche dopo la fine del Governo laburista», si legge in un documento consegnato a Starmer nel novembre 2024, che sottolinea anche come «Mandelson è stato ospite in casa di Epstein quando lui era in carcere nel giugno 2009». Anni dopo Epstein fu poi arrestato una seconda volta per pedofilia e tratta di ragazze e si suicidò in carcere nel 2019.

Dai documenti si vede poi che Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale e un veterano del partito laburista dai tempi di Tony Blair, aveva espresso gravi riserve sulla nomina di Mandelson, scrivendo che era stata “stranamente frettolosa”.

La rivelazione sulla buonuscita

Ha creato scalpore a Westminster anche la rivelazione che Mandelson aveva chiesto oltre mezzo milione di sterline come buonuscita dopo essere stato licenziato, ma dopo una lunga trattativa era stato costretto ad accettare “solo” 75mila sterline.Darren Jones, ministro nel Cabinet Office e braccio destro di Starmer, che oggi ha avuto l’ingrato compito di rispondere alle domande dell’opposizione in Parlamento, ha dichiarato che Mandelson “non si meritava neanche una sterlina”, ma che pagarlo era “il modo più rapido di disfarsi di lui” e ha aggiunto che “dovrebbe versare il denaro in beneficenza”.

Rappresentanti di tutti i partiti hanno criticato Starmer oggi e il leader dei Verdi, Zack Polanski, è stato il primo a chiedere le dimissioni del premier. «Starmer sapeva esattamente che scelta stava facendo quando ha nominato (Mandelson) - ha detto – Deve andarsene».

Le indagini in corso

I documenti rilasciati oggi sono solo una prima parte delle carte relative alla nomina di Mandelson. La parte forse più significativa del carteggio non può essere resa nota su richiesta della Metropolitan Police, che sta indagando sull’ex ambasciatore. Mandelson, che è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione, è accusato di abuso d’ufficio per avere fornito informazioni riservate e sensibili per i mercati a Epstein. Anche la Ue ha aperto un’inchiesta perchè Mandelson nel 2009, quando era vicepremier, aveva anche informato il finanziere in anticipo del piano di salvataggio da 500 miliardi di euro dell’Unione Europea durante la grande crisi finanziaria.

Tra i documenti ancora sotto chiave ci sono le risposte di Mandelson alle tre domande che gli erano state fatte a fine 2024: se aveva continuato a mantenere legami con Epstein dopo la sua prima condanna nel 2008; se era stato ospite nella casa del finanziere mentre era in prigione; e i suoi legami con un ente di beneficenza fondato da Ghislaine Maxwell, che è in carcere per avere assistito Epstein nel circuire e abusare di minorenni. Questi ultimi documenti dimostreranno se Mandelson ha effettivamente mentito al premier o meno.

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