Inchiesta / Pulse

Epstein files, chi sono i personaggi europei citati nei documenti

La pubblicazione dei file di Jeffrey Epstein ha rivelato riferimenti a politici, imprenditori e celebrità in diversi Paesi europei

di Angelica Migliorisi (Il Sole 24 Ore, Italia), Lola García-Ajofrín (El Confidencial, Spagna), Petr Jedlička (Deník Referendum, Repubblica Ceca / Slovacchia), Kostas Zafeiropoulos (EfSyn, Grecia)

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A inizio 2026 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) ha divulgato circa 3,5 milioni di documenti legati a Jeffrey Epstein, oltre a migliaia di video e immagini. Una parte degli atti resta oggetto di contenzioso e nuove richieste di desecretazione in tribunale in quanto contiene materiale sensibile.

Per quanto riguarda l’Italia, un caso finito nelle cronache internazionali riguarda il nome “Nicola Caputo”, letto in Aula da un membro del Congresso statunitense tra quelli che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero stati oscurati in versioni non integrali dei file; l’ex eurodeputato italiano Nicola Caputo (passato dal Partito democratico a Italia Viva a Forza Italia) ha smentito di essere la persona a cui i documenti si riferirebbero. Smentita che è arrivata anche dal deputato repubblicano Thomas Massie, che su X ha scritto: “È inevitabile che nei file su Epstein ci siano casi di omonimia. Ho buone ragioni per credere che il Nicola Caputo citato in uno dei documenti NON sia lo stesso Nicola Capito che ha ricoperto la carica di membro del Parlamento europeo per l’Italia”. E ancora: “L’anno di nascita censurato dell’uomo nei fascicoli di Epstein indica che ha oltre dieci anni in più dell’ex eurodeputato”.

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Altri nomi italiani sono emersi dai file del DoJ. Compaiono riferimenti a Matteo Salvini (che viene citato 89 volte nei documenti), Silvio Berlusconi, Giuseppe Conte e Beppe Grillo all’interno di scambi tra terzi o di materiale di contesto presente nel dataset. Dalle carte esaminate non risulta un legame diretto documentato tra Epstein e le persone citate, quanto piuttosto il favore di questi e di Steve Bannon (ex consulente strategico del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in Italia aveva tentato senza successo di aprire un’organizzazione di ispirazione sovranista nell’abbazia laziale di Trisulti) verso in particolare il leader del Carroccio.

Nei dialoghi tra i due si ipotizzava una vittoria del segretario leghista alle elezioni europee del 2019, con riferimenti anche all’intenzione di raccogliere finanziamenti elettorali per lui e la francese Marine Le Pen, esponente del partito di estrema destra Ressemblement National. Rispetto a Berlusconi, nei file compaiono articoli e riferimenti alle vicende giudiziarie del fondatore di Forza Italia, fino alla condanna per frode fiscale e alla decadenza da senatore nel novembre 2013. Nelle carte diffuse dal governo americano si accenna anche a possibili incontri che persone vicine a Epstein avrebbero voluto organizzare con Berlusconi o con membri del suo staff. Incontri che, secondo quanto riportato, non si sono mai concretizzati.

L’ex presidente del Consiglio Conte è menzionato in uno scambio via mail tra Bannon ed Epstein in cui il consigliere di Trump commenta un articolo di Usa Today che parla di una promessa da parte del presidente statunitense di invitare l’omologo italiano alla Casa Bianca, incontro poi avvenuto nel luglio 2018. La figura di Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, appare nei documenti in un contesto di analisi politica internazionale, senza particolari commenti.

Sul versante imprenditoriale, il nome di Flavio Briatore è stato segnalato in articoli che collegano la sua citazione a comunicazioni e contatti presenti nei file pubblici, insieme alle smentite dell’interessato riportate dagli stessi resoconti. Epstein lo avrebbe incontrato a una festa a Saint Tropez, in Francia, senza che ci fosse uno scambio rilevante tra i due. Sono inoltre menzionati personaggi dello spettacolo come l’attrice Chiara Baschetti che, al pari dei politici sopra citati, non avrebbe alcun legame diretto con la vicenda e anzi avrebbe respinto delle avances di Epstein durante un suo soggiorno a Parigi.

Grecia

Tra i casi più significativi sul piano politico-istituzionale figura la Grecia. In un’email del settembre 2012, nel pieno della crisi dell’eurozona, Epstein proponeva l’organizzazione di “piccoli incontri” per discutere nuove soluzioni alla crisi finanziaria, chiedendo suggerimenti su quali personalità coinvolgere: ex primi ministri, banchieri centrali, economisti, funzionari del Fondo monetario internazionale.

In una risposta riservata, il giornalista del New York Times Landon Thomas Jr. suggeriva, tra gli altri, l’ex premier greco Lucas Papademos, già vicepresidente della Banca centrale europea, insieme a figure di primo piano del dibattito economico europeo e internazionale. L’email — parte di circa 1.500 file che contengono riferimenti alla Grecia — non prova che tali incontri si siano effettivamente svolti, ma documenta l’esistenza di un circuito informale di discussione tra personalità influenti, al di fuori di sedi istituzionali.

Nei documenti compaiono anche riferimenti a viaggi di Epstein in Grecia, tentativi speculativi contro l’economia greca, traffici di antichità e contatti con ambienti ecclesiastici. Il nome del vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič appare tre volte nei documenti declassificati; l’esponente europeo ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Particolarmente delicato è il ruolo della stampa: Landon Thomas intrattenne per anni rapporti professionali e personali con Epstein e fu successivamente licenziato dal The New York Times nel 2019 per violazione delle regole etiche, dopo aver sollecitato una donazione a favore di un centro culturale a lui collegato.

Spagna

In Spagna, i documenti risultano piuttosto esigui sul piano politico. L’ex primo ministro José María Aznar compare per nome nei file, ma senza che emergano elementi irregolari o profili di rilievo.

Diverso il caso della celebrità spagnola Ana Obregón: precedenti rivelazioni avevano parlato di più incontri tra l’attrice e il finanziere statunitense, in un contesto di relazioni sociali e frequentazioni dell’alta società internazionale.

Francia

In Francia, le conseguenze sono state soprattutto politiche. I file hanno evidenziato una fitta rete di contatti tra Epstein e ambienti culturali e istituzionali anche dopo la sua prima condanna nel 2008. Al centro dell’attenzione è finito l’ex ministro della Cultura Jack Lang, figura storica della sinistra francese, il cui nome compare numerose volte nei documenti.

Le rivelazioni hanno portato alle sue dimissioni dalla presidenza dell’Institut du Monde Arabe, mentre le autorità francesi stanno esaminando anche possibili profili finanziari legati alla vicenda.

Repubblica Ceca e Slovacchia

In Repubblica Ceca, i file resi pubblici dal United States Department of Justice contengono finora riferimenti marginali. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, compaiono i nomi di alcune donne che sarebbero state utilizzate da Epstein per avvicinare altre ragazze, ma si tratterebbe di pochi casi e non di un quadro esteso.

L’unico nome emerso pubblicamente è quello di Zlata Rybářová, attrice pornografica conosciuta con il nome d’arte Diana Gold. Nei documenti risultano inoltre archiviati profili e fotografie di alcune top model ceche; l’unica presenza segnalata in una residenza di Epstein è quella della top model Veronika Vařeková. Non risultano, allo stato attuale delle rivelazioni, nomi di politici o imprenditori cechi.

Diversa la situazione in Slovacchia. I file contengono diversi scambi di email tra Epstein e Miroslav Lajčák, diplomatico di primo piano ed ex ministro degli Esteri slovacco, già presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In alcune email, secondo quanto riportato da organi di stampa internazionali, il diplomatico esprimerebbe apprezzamenti per le accompagnatrici di Epstein e chiederebbe di organizzare incontri di natura sessuale.

Negli ultimi anni Lajčák ricopriva il ruolo di consigliere per la politica estera e di sicurezza dell’attuale primo ministro slovacco, Robert Fico. Dopo la pubblicazione dei file, ha rassegnato immediatamente le dimissioni dall’incarico, ritirandosi dalla vita pubblica.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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