Epstein files, chi sono i personaggi europei citati nei documenti
La pubblicazione dei file di Jeffrey Epstein ha rivelato riferimenti a politici, imprenditori e celebrità in diversi Paesi europei
di Angelica Migliorisi (Il Sole 24 Ore, Italia), Lola García-Ajofrín (El Confidencial, Spagna), Petr Jedlička (Deník Referendum, Repubblica Ceca / Slovacchia), Kostas Zafeiropoulos (EfSyn, Grecia)
5' di lettura
5' di lettura
A inizio 2026 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) ha divulgato circa 3,5 milioni di documenti legati a Jeffrey Epstein, oltre a migliaia di video e immagini. Una parte degli atti resta oggetto di contenzioso e nuove richieste di desecretazione in tribunale in quanto contiene materiale sensibile.
Per quanto riguarda l’Italia, un caso finito nelle cronache internazionali riguarda il nome “Nicola Caputo”, letto in Aula da un membro del Congresso statunitense tra quelli che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero stati oscurati in versioni non integrali dei file; l’ex eurodeputato italiano Nicola Caputo (passato dal Partito democratico a Italia Viva a Forza Italia) ha smentito di essere la persona a cui i documenti si riferirebbero. Smentita che è arrivata anche dal deputato repubblicano Thomas Massie, che su X ha scritto: “È inevitabile che nei file su Epstein ci siano casi di omonimia. Ho buone ragioni per credere che il Nicola Caputo citato in uno dei documenti NON sia lo stesso Nicola Capito che ha ricoperto la carica di membro del Parlamento europeo per l’Italia”. E ancora: “L’anno di nascita censurato dell’uomo nei fascicoli di Epstein indica che ha oltre dieci anni in più dell’ex eurodeputato”.
Altri nomi italiani sono emersi dai file del DoJ. Compaiono riferimenti a Matteo Salvini (che viene citato 89 volte nei documenti), Silvio Berlusconi, Giuseppe Conte e Beppe Grillo all’interno di scambi tra terzi o di materiale di contesto presente nel dataset. Dalle carte esaminate non risulta un legame diretto documentato tra Epstein e le persone citate, quanto piuttosto il favore di questi e di Steve Bannon (ex consulente strategico del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in Italia aveva tentato senza successo di aprire un’organizzazione di ispirazione sovranista nell’abbazia laziale di Trisulti) verso in particolare il leader del Carroccio.
Nei dialoghi tra i due si ipotizzava una vittoria del segretario leghista alle elezioni europee del 2019, con riferimenti anche all’intenzione di raccogliere finanziamenti elettorali per lui e la francese Marine Le Pen, esponente del partito di estrema destra Ressemblement National. Rispetto a Berlusconi, nei file compaiono articoli e riferimenti alle vicende giudiziarie del fondatore di Forza Italia, fino alla condanna per frode fiscale e alla decadenza da senatore nel novembre 2013. Nelle carte diffuse dal governo americano si accenna anche a possibili incontri che persone vicine a Epstein avrebbero voluto organizzare con Berlusconi o con membri del suo staff. Incontri che, secondo quanto riportato, non si sono mai concretizzati.
L’ex presidente del Consiglio Conte è menzionato in uno scambio via mail tra Bannon ed Epstein in cui il consigliere di Trump commenta un articolo di Usa Today che parla di una promessa da parte del presidente statunitense di invitare l’omologo italiano alla Casa Bianca, incontro poi avvenuto nel luglio 2018. La figura di Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, appare nei documenti in un contesto di analisi politica internazionale, senza particolari commenti.



