Compagnie aeree

Spirit Airlines, ora sul salvataggio pesa il costo del carburante

La compagnia low cost americana, in Chapter 11 per la seconda volta in un anno, ora punta sui servizi ad alto rendimento come la Premium economy

di Mara Monti

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Non c’è pace per Spirit Airlines, la compagnia low cost americana fallita e tentato il salvataggio due volte in un anno dal Tribunale a cui ha avuto accesso in entrambi i casi attraverso la procedura del «Chapter 11». E’ di questi giorni la presentazione dell’ennesimo piano di salvataggio proprio mentre la guerra in Medio Oriente sta facendo schizzare verso l’alto il prezzo del carburante mettendo in seria difficoltà la sua sopravvivenza. In una corsa contro il tempo per mettere in salvo quello che resta, la compagnia ha dichiarato di aspettarsi di ridurre il numero di aeromobili a soli 76-80 entro il terzo trimestre del 2026, rispetto ai 214 prima della crisi con l’obiettivo di ridurre i debiti e i contratti di leasing dei velivoli da circa 7,4 miliardi di dollari a soli 2 miliardi di dollari. La sua flotta è composta principalmente da Airbus A320 e A321ceo.

Il timing non aiuta e mentre la compagnia cerca di ottenere l’approvazione da parte della Corte Fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York, decisione attesa entro maggio, la volatilità dei prezzi del carburante ha reso le sue previsioni più difficili. Quello che è stato comunicato è che la Spirit post-fallimento sarà una compagnia aerea molto più piccola, concentrata principalmente su alcuni mercati chiave come Florida, Michigan e l’area di New York City.

Loading...

Il vettore punterà su una gamma di prodotti a rendimento più elevato, come Spirit First e Premium Economy, pur non rinunciando alla propria identità di vettore low-cost. Uno sforzo ulteriore che potrebbe non servire dal momento che la società ha alle spalle un fallimento dopo l’altro mentre aumentano le perdite e i costi operativi che superano significativamente qualsiasi previsione di ricavi: gli analisti citati da Reuters hanno indicato che Spirit Airlines ha perso circa 246 milioni di dollari nei tre mesi terminati a giugno 2025 dal momento che la prima ristrutturazione non ha risolto i problemi dell’azienda. Da allora, Spirit ha tagliato rotte, abbandonato aeroporti, ridotti i contratti di noleggio di aeromobili e cercato il sostegno dei creditori.

Nella lista delle potenziali soluzioni anche la cessione del vettore, ma le trattative per portare a termine il deal stanno durando più del previsto in parte perché i costi del carburante sono diventati più difficili da prevedere mentre la volatilità che sta sollevando dubbi sulle previsioni in merito alla liquidità e al flusso di cassa di Spirit: se il costo del carburante dovesse rimanere elevato, il vettore avrà meno margine per competere con i suoi rivali in termini di prezzo dei biglietti aerei, soprattutto perché le compagnie di tutto il mondo stanno già aumentando le tariffe per difendere i margini. Così, i passeggeri si troveranno di fronte una Spirit Airlines più affidabile, ma certamente non più economica.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti