Compagnie aeree

Spirit Airlines verso la nazionalizzazione

La low cost americana potreste essere acquisita dal governo. A dirlo è il presidente Trump: «Potrebbe essere un buon affare»

di Mara Monti

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La compagnia low cost americana Spirit Airlines, già in bancarotta, potrebbe essere nazionalizzata. A dirlo è il presidente Donald Trump, che non esclude un’acquisizione da parte degli Stati Uniti, definendola un possibile buon investimento per il governo federale.

Le dichiarazioni arrivano mentre l’amministrazione valuta un piano di salvataggio per la compagnia. «Stiamo pensando di intervenire: aiutarli, salvarli o persino acquistarli», ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo che si tratterebbe di «un’operazione senza debiti», grazie agli «ottimi aerei e alle buone risorse» della società.

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Trump ha anche ipotizzato una futura rivendita della compagnia, «quando il prezzo del petrolio scenderà», con l’obiettivo di ottenere un profitto. Secondo il presidente, un intervento pubblico contribuirebbe inoltre a salvaguardare i posti di lavoro.

Un’eventuale acquisizione statale rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per Spirit, da tempo in difficoltà e vicina alla liquidazione. Nell’agosto 2025 la società ha infatti richiesto la protezione del Chapter 11 per la seconda volta in meno di un anno.

Prima dell’escalation del conflitto con l’Iran, si prevedeva che la compagnia potesse uscire dalla procedura fallimentare entro l’estate, dopo un accordo con i creditori per ridurre miliardi di dollari di debiti e i costi della flotta.

Un intervento governativo sarebbe l’ennesimo colpo di scena per una compagnia da tempo in cerca di un acquirente. In passato, Spirit ha tentato senza successo diverse fusioni. L’amministrazione Trump ha attribuito parte delle responsabilità all’ex presidente Joe Biden.

Prima del primo fallimento, Spirit aveva accettato di essere acquisita da JetBlue Airways, ma il Dipartimento di Giustizia, sotto l’amministrazione Biden, bloccò l’operazione per motivi antitrust; un giudice federale confermò lo stop nel 2024. Nel 2025 sono ripresi i colloqui con Frontier Group Holdings, senza però raggiungere un accordo.

All’inizio del mese, Trump si è detto disponibile ad aiutare Spirit, ma un eventuale salvataggio pubblico potrebbe incontrare l’opposizione dei concorrenti, anch’essi in difficoltà per l’aumento dei costi del carburante.

Negli ultimi mesi, United Airlines ha ridotto drasticamente le previsioni di profitto annuali, mentre Alaska Air Group ha ritirato le stime per il 2026. Delta Air Lines ha invece deciso di non aggiornare le proprie previsioni.

Il settore nel suo complesso attraversa una fase di incertezza. L’amministratore delegato di United, Scott Kirby, ha persino ipotizzato una fusione con American Airlines Group durante un incontro con Trump a febbraio, poco prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente.

Successivamente, Trump si è detto contrario a una fusione tra American e United, posizione condivisa anche da American Airlines, che ha escluso qualsiasi interesse in tal senso.

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