Lettera al risparmiatore

Sol, non solo acquisitore seriale: focus sulla capacità produttiva

L’M&A è strutturale ma gli investimenti capitalizzati, nonostante il calo nello scorso esercizio, restano centrali. Il lockdown pesa sulla ripresa: il gruppo dice che gran parte del business è legato alla sanità e resistente alle crisi

di Vittorio Carlini

6' di lettura

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Sol group è un cosiddetto “acquisitore seriale”. Dal 1999 al 2019 ha concretizzato 63 operazioni tra joint venture ed M&A. Proprio di recente ha compiuto due ulteriori mosse su questo fronte: ha fatto suo il 99,78% di “Hair liquide Hellas” e nella partnership indiana SicGilSol è passato dal 50 all’ 85 % del capitale. Insomma: la crescita per linee esterne è una strategia strutturale dell’incremento del business.

LA STORIA DEI RICAVI

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Più base produttiva

L’espansione organica però non è meno importante. Una dinamica che evidentemente necessita dei Capex. Nel 2020, a causa del Covid, gli investimenti capitalizzati complessivi (al netto dell’M&A) sono stati più contenuti. L’azienda, tuttavia, punta a ritornare sui livelli normali. In media i Capex, sempre senza considerare l’M&A, si assestano intorno al 14% dei ricavi annui. Il 6% circa è appannaggio delle attività di manutenzione. Il rimanente è indirizzato allo sviluppo. Di quest’ultima categoria d’investimenti una parte importante è appannaggio dell’espansione della base produttiva di gas. Così, ad esempio, può ricordarsi il rafforzamento della produzione di azoto liquido nello stabilimento presso Verona (10-12 milioni gli investimenti). Oppure i lavori (circa 15 milioni l’esborso) per il nuovo impianto in Belgio destinato alla CO2. Al di là delle singole operazioni la strategia è, tra le altre cose, aumentare la capacità degli impianti di primo livello. Soprattutto nella produzione di gas (come ossigeno, azoto, argon o la CO2) che servono a settori quali la chimica-farmaceutica, l’alimentare, la metallurgia e la sanità.

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RICAVI PER AREA DI BUSINESS

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Distribuzione e “equipment”

Gli investimenti per lo sviluppo riguardano anche, da una parte, gli stessi mezzi per la distribuzione dei gas (ad esempio i camion-cisterna o le bombole) e dall’altro, nell’ “home care”, le apparecchiature come i ventilatori meccanici e le unità per l’ossigeno liquido. Insomma: il gruppo ha un focus sui Capex a sostegno della crescita. Esborsi che primariamente sono localizzati in Europa. Senza tuttavia escludere altri mercati. L’acquisizione della maggioranza nella joint venture indiana, ad esempio, è prodromica alla crescita in quel Paese. Un’espansione che, nel medio periodo, può portare ad ipotizzare la costruzione di un impianto per il frazionamento dell’aria in quel mercato.

Simili investimenti, ovviamente, presuppongono la persistenza della domanda. Il risparmiatore, su questo fronte, fa il seguente ragionamento. Il business di Sol, nella parte esposta al settore industriale, è legato alla ripresa economica. Il 2021 è un anno in cui, ad esempio per i ritardi nelle vaccinazioni di massa, i lockdown a macchia di leopardo possono limitare le prospettive di crescita. Il che rischia d’impattare l’attività del gruppo. La società, di cui la ”Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, non condivide il timore. In primis, viene ricordato, solo il 30% dell’attività è legato all’industria. Inoltre questa parte di business soffre esclusivamente quando il lockdown implica lo stop della produzione industriale. Un’eventualità che, è l’indicazione, allo stato attuale non pare all’orizzonte. Inoltre aggiunge sempre Sol, al di là dei diversi contesti nei vari Paesi, da un lato la ripresa economica è presente; e, dall’altro, verrà comunque sostenuta dai piani di politica fiscale quali, ad esempio, il Recovery Fund. Infine, tiene a precisare l’azienda, le altre sue attività, focalizzate ad esempio sull’assistenza domiciliare o sull’offerta di gas ad uso medicale, sono tipicamente anticicliche. Cioè resistenti, come peraltro dimostra il trend nello scorso anno, ad eventuali, non auspicabili, ricadute in recessione.

LA STORIA DELLA REDDITIVITÀ

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L’oggetto sociale...

Al di là della dinamica congiunturale, qual è però l’oggetto sociale di Sol? L’azienda divide il business in due grandi settori. Uno è il cosiddetto “Home care”. Cioè, l’assistenza medicale a domicilio: dall’ossigenazione alla nutrizione artificiale fino alla ventilazione. L’altro invece è rappresentato dai “Gas tecnici”. Si tratta della produzione e vendita di gas puri e purissimi (oltre ai servizi collegati) per il mondo industriale e sanitario. Sono ricondotte contabilmente a questa divisione le biotecnologie e l’idroelettrico.

...e sua la divisione

Al 30 settembre 2020 (ultimo dato disponibile) le vendite (708,3 milioni in rialzo del 5% anno su anno) sono divise nel seguente modo: l’ “home care” ha un’incidenza intorno al 55,9% e il restante 44,1% (circa) è appannaggio dei gas tecnici. Il maggiore peso dell’assistenza domiciliare in sé non stupisce. Negli anni quest’ultima ha accresciuto la sua importanza (era al 20% ad inizio millennio) . Il “balzo” effettuato nei primi nove mesi dello scorso esercizio è tuttavia notevole. La dinamica prosegue? La risposta è articolata. Nel 2020 le due aree sono state contraddistinte da differente velocità: alla fine del secondo trimestre (30/6/2020) l’ “home care” era salito (anche grazie all’M&A) del 12,1%; i gas tecnici invece, penalizzati dagli stop nell’industria, erano in calo (-1,3%).

La situazione è migliorata nel terzo trimestre, tanto che i “technical gases” (nei 9 mesi) hanno raggiunto un consuntivo positivo (+0,9% anno su anno) seppure ancora inferiore all’ “home care” (+8,5%). A fronte di questa dinamica, e tenuto conto che le ultime acquisizioni sono state realizzate nel mondo dei gas tecnici, è probabile che nel breve periodo ci sia un riequilibro. Nel lungo termine invece, al netto dell’eventuale M&A nei “technical gases”, la prospettiva è del continuo progressivo aumento dell’incidenza dell’ “home care”.

LA DINAMICA DEI FLUSSI DI CASSA

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Fin qua alcune suggestioni sulla crescita organica. Il gruppo tuttavia sfrutta, per l’appunto, anche le operazioni straordinarie. Su questo fronte la multinazionale italiana non guarda con maggiore preferenza al settore dell’assistenza a domicilio piuttosto che a quello dei gas tecnici. Le opportunità, è l’indicazione, vengono colte dove si presentano. Vista, tuttavia, la più alta frammentazione dell’ “home care”, proprio in quest’ultimo comparto sono più elevate le probabilità di shopping.

Le mosse recenti

Già, lo shopping. Tra le ultime operazioni c’è la mossa realizzata in Grecia. Questa, da un lato, consente alla società di rafforzarsi su un mercato, quello ellenico, considerato potenzialmente interessante; e, dall’altro, d’integrare la piattaforma distributiva nel Sud Est Europa, perseguendo anche maggiori efficienze.

Ciò detto, però, può rilevarsi una criticità. La Grecia ha subito una dura crisi economico-finanziaria. Un contesto in cui, rispetto alla PA e al SSN, si è creato un rischio di credito. Il dubbio? Che l’ulteriore espansione in quel mercato possa dare luogo a delle difficoltà per l’azienda. Sol rigetta il timore. Dapprima perché, viene spiegato, la pandemia ha indotto le istituzioni, anche in Grecia, ad effettuare iniezioni di liquidità nel sistema sanitario nazionale da cui erano sorti i problemi. Con il che la situazione è migliorata ed è stato raggiunto un’adeguato livello di solvibilità. Inoltre perché, dice sempre il gruppo, i prossimi piani dell’Ue di politica fiscale prevedono, tra le altre cose, proprio dei contributi alla sanità. Un fattore, quest’ultimo, che concorre ulteriormente a limitare il rischio.

Il net working capital

Un rischio che peraltro, in crisi come l’attuale, tutte le società, compresa Sol, hanno su un altro fronte. Quello del capitale circolante netto. L’azienda, alla fine del primo semestre del 2020, è stata contraddistinta dall’incremento delle giacenze . Una dinamica che fa storcere il naso al risparmiatore.

Il gruppo non condivide il disappunto. L’andamento, viene spiegato, è l’esclusiva conseguenza del rifornirsi di materiali ed apparecchiature necessarie alle attività legate alla pandemia. Non è invece, sottolinea Sol, in alcun modo l’indizio di una cattiva gestione del capitale circolante netto. Il quale, ricorda sempre il gruppo, valeva a fine giugno scorso il 20,9% dei ricavi. Un dato in linea con gli esercizi precedenti e che l’azienda considera di assoluta tranquillità.

Per approfondire

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

DOMANDE&RISPOSTE

Nel 2021 il venire meno, ad esempio, delle moratorie alle imprese può indurre il peggioramento della qualità del credito di Sol?
La società risponde negativamente. In primis, viene spiegato, la clientela è molto diversificata (nessuno cliente pesa più dell’1% del fatturato) e questo riduce il rischio. Inoltre, allo stato attuale, non c’è alcun segnale di peggioramento della qualità del credito. Infine, conclude il gruppo, da un lato i clienti sono solidi e con business articolati nei mercati internazionali; e, dall’altro, c’è la gestione pro-attiva del credito che limita i problemi.

Quale l’andamento del business biotech?
Le controllate biotech hanno sviluppato delle attività legate al Covid. Diateva, ad esempio, nel 2020 ha venduto in Italia e all’estero circa 3.800 kit diagnostici utilizzati in oltre 400.000 tamponi. La stessa Personal Genomics, utilizzando anche i kit di Diateva, ha refertato 75.000 tamponi nei suoi laboratori. Nel 2020 l’Ebitda del complessivo business biotech è positivo.

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