Sol, efficienza operativa e più flessibilità sui prezzi contro il rialzo dei costi
L’uso sistematico della leva delle acquisizioni permette una crescita media annua aggiuntiva dei ricavi del 2-3%. Il rischio della frenata economica
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Da un lato spingere su efficienze operative e maggiore flessibilità nei prezzi di vendita contro il rialzo dei costi. Dall’altro proseguire con gli investimenti a favore della crescita. Il tutto continuando nell’analisi di dossier al fine di realizzare eventuali acquisizioni. Sono tra i focus a sostegno dello sviluppo del gruppo Sol. Una strategia che, per meglio essere compresa, richiede di ricordare l’oggetto sociale dell’azienda.
La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, divide il business in due grandi settori. Uno è il cosiddetto Home care. Cioè, l’assistenza medicale a domicilio: dall’ossigenazione alla nutrizione artificiale fino alla ventilazione. L’altro invece è rappresentato dai Gas tecnici. Si tratta della produzione e vendita di gas puri e purissimi (oltre ai servizi collegati) per il mondo industriale e sanitario. Sono ricondotte contabilmente a questa divisione le biotecnologie e l’idroelettrico.
Investimenti e gas
Ebbene una priorità, per l’appunto, è continuare negli investimenti. In media i Capex annuali sono, senza considerare le operazioni straordinarie, l’11-12% dei ricavi. Di questi il 5-6% è appannaggio del cosiddetto manteinance (essenzialmente la manutenzione) e il 6-7%, invece, è ricondotto allo sviluppo. Riguardo a quest’ultimo fronte una parte importante degli esborsi è appannaggio dell’espansione della base produttiva di gas. Nel recente passato, ad esempio, possono ricordarsi i lavori per il nuovo impianto in Belgio destinato alla CO2. Oppure il rafforzamento della produzione di azoto liquido nello stabilimento presso Verona. Attualmente, sempre all’interno dell’obiettivo di ampliare la base produttiva dei Gas tecnici, il gruppo ha iscritto a budget la realizzazione di una nuova struttura per il frazionamento dell’aria in India. L’investimento, oltre 15 milioni di euro, contribuirà a rafforzare la presenza aziendale in quel mercato. Rispetto invece al Vecchio continente, da una parte, potrebbe esserci - sempre nei gas dell’aria - l’allargamento della capacità produttiva nel Sudest Europa ed Europa Centrale; e, dall’altra, la previsione di nuovi progetti nella CO2 in Italia e nell’Europa dell’Est.
Assistenza a domicilio
Con riguardo, al contrario, all’Home Care procede la realizzazione del nuovo snodo logistico di Burago (Brianza milanese). L’hub servirà, tra le altre cose, a gestire il crescente flusso di medicinali, strumentazione ed altri device a supporto dell’assistenza domiciliare in Italia. Il cantiere della struttura è stato avviato e la società prevede che l’hub logistico possa entrare in funzione nel 2023. Non solo. Sol sta realizzando, sempre nell’home care, i nuovi uffici dei centri direzionali in Gran Bretagna e Austria. Nel complesso, rispetto ai due fronti d’operatività in oggetto (hub ed head quarter) l’investimento stimato è di circa 10 milioni.
Il rialzo dei costi
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda che, seppure di recente sia un po’ calato, il prezzo del gas nel 2022 è arrivato su livelli molto elevati. L’andamento implica giocoforza l’aumento del costo del venduto e, quindi, il rischio di un impatto sulla redditività aziendale. Il gruppo, pure consapevole della situazione, invita ad un’analisi più articolata. In primis, viene ricordato, il tema del rincaro della commodity azzurra è circoscritto al 40% dei ricavi consolidati. Inoltre, è l’indicazione, l’impatto diretto conseguente all’utilizzo del metano nella produzione è molto limitato. La questione più rilevante invece, spiega Sol, ha natura indiretta e deriva dal rincaro della bolletta energetica. Su questo fronte però, è l’indicazione, l’azienda, come è prassi nel settore, trasferisce i maggiori oneri sul cliente finale. L’obiettivo, peraltro, è di aumentare sempre di più la flessibilità sul fronte in oggetto. Cioè, ricorda Sol, il gruppo punta ad adeguare i prezzi, al rialzo ma anche al ribasso, in funzione delle dinamiche della quotazione della commodity. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che la dinamica inflattiva riguarda, ad esempio con il rincaro dei trasporti, lo stesso Home Care. Un comparto dove, a fronte di parecchi anni contraddistinti da bassa inflazione, i contratti con i clienti spesso non prevedono l’indicizzazione alla variazione dei prezzi. Vero ammette Sol che, però, ribatte: dapprima nei nuovi accordi, ad esempio in Europa, con SSN o assicurazioni è prevedibile che si possano inserire meccanismi di adeguamento all’inflazione stessa; inoltre, rispetto agli accordi già in essere, il gruppo sottolinea che, anche a livello associativo, il tentativo è di avviare una politica di rinegoziazione dei medesimi. A fronte di ciò la società da una parte, proseguendo sulla spinta nella ricerca di maggiore efficienza operativa, si dice pronta a gestire la situazione; e dall’altra, al netto di eventi eccezionali non auspicabili, conferma la stima dell’Ebitda in valore assoluto a fine 2022 maggiore di quello del 2021.



