Lettera al risparmiatore

Sit, la sfida dell’idrogeno per caldaie e contatori. Focus sulle acquisizioni

Strategie. Il gruppo elettromeccanico investe 15 milioni per i nuovi laboratori. L’impatto sul business dei problemi delle filiere globali di approvvigionamento

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Da un lato spingere la ricerca e lo sviluppo dei prodotti funzionanti anche con l’idrogeno quale nuova fonte di energia. Dall’altro sfruttare in maniera sistematica le acquisizioni per affiancare, alla crescita organica, quella per linee esterne. Sono tra le priorità di Sit a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. Per meglio comprendere la strategia aziendale è utile ricordarne l’oggetto sociale. La società di componentistica elettromeccanica, i cui scambi in Borsa sono sottili e quindi è richiesta molta cautela, divide l’attività in due aree. Una - il Metering - ricomprende i contatori residenziali e commerciali per il gas e l’acqua. Appannaggio dell’altra- l’Heating - è invece lo sviluppo e produzione di componenti e sistemi per impianti a gas soprattutto domestici usati in diversi modi: dai caminetti e stufe al riscaldamento (caldaie) fino agli scaldabagni.

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Investimenti e idrogeno

Ciò detto il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, prevede una certa quantità d’investimenti. Una parte è proprio sul fronte dell’idrogeno. In generale i Capex per il 2021 dovrebbero essere intorno ai 25 milioni. Di questi circa 5 sono indirizzati alla realizzazione di nuovi laboratori. Nel complesso l’investimento totale per quest’ultimi è intorno a 15 milioni (il 90% sarà speso nel biennio 2021-’22). Ebbene le nuove strutture, il cui avvio dell’operatività a Padova è previsto nel 2022, saranno focalizzate soprattutto su due fronti. Il primo è il proseguire, e aumentare, il co-sviluppo dei prodotti con il cliente. Il secondo, invece, è per l’appunto il focus sulla tecnologia legata all’idrogeno, sia nei contatori che nelle caldaie. Al di là di ciò, quando si vedranno gli effetti sul fatturato dell’impegno riguardo al primo elemento della tavola periodica? Rispondere non è semplice. Molto dipende, ad esempio, dalla velocità di adozione e diffusione della nuova fonte energetica. In generale, comunque, può ipotizzarsi il 2023 per i contatori del gas e un arco temporale maggiore, probabilmente il 2025, per le caldaie.

Ma non è solamente l’idrogeno. Le spese in conto capitale riguardano anche l’hub produttivo in Tunisia. L’esborso complessivo dovrebbe arrivare intorno ai 7 milioni. Di questi circa 5 saranno contabilizzati nell’esercizio in corso. L’obiettivo? Ammodernare (rendendoli più efficienti) gli impianti e riorganizzare la produzione. Un progetto che è previsto andare a regime nel 2023, con il fine di realizzare prodotti, sia nel l’Heating che nel Metering, da esportare verso l’ Europa.

Lo shopping

Fin qui alcune considerazioni riguardo idrogeno, hub in Tunisia e nuovi laboratori. SIT, però, è focalizzata anche sull’M&A. Nello scorso settembre il gruppo, negli Stati Uniti, ha perfezionato l’acquisizione della linea prodotti NGA nell’ambito degli scaldabagni ad accumulo. In precedenza, a fine 2020, è stato portato a termine lo shopping (per un valore di 28 milioni) della portoghese Jansen. Un’operazione che, nel settore dei contatori, ha consentito alla multinazionale tascabile di entrare nel mondo degli acquedotti. Ciò considerato la strategia è di sistematicamente affiancare all’espansione organica a quella per linee esterne. I dossier al vaglio, seppure viene indicato che allo stato attuale c’è nulla di concreto, riguardano sia il Metering che l’Heating. In particolare, rispetto a quest’ultima area, è maggiore l’interesse per realtà che consentano di acquisire nuove competenze tecnologiche (ad esempio nell’ambito dello sfruttamento dell’idrogeno). Riguardo, invece, al mondo del Metering lo sguardo attiene maggiormente al posizionamento di mercato. Cioè, tra le altre cose, si punta a realtà che permettano di diversificare l’attività nei software per la contabilizzazione dell’energia elettrica o del calore nelle abitazioni. In linea di massima, anche per limitare i rischi, il potenziale target è di piccole medie dimensioni (fino a 50 milioni di fatturato). Non sono esclusi i turnaround, ma la preferenza è quella di acquisire aziende già redditizie. Riguardo, infine, alla disponibilità finanziaria per le operazioni straordinarie SIT indica che, con riferimento all’utilizzo della leva debitoria, il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda non deve comunque superare le 3 volte (alla fine del primo semestre 2021 l’indicatore è a quota 2,07).

Il caro materie prime

Insomma, tutto rose e fiori? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda il recente rialzo dei costi delle materie prime. Uno scenario che, aumentando il costo del venduto, impatta sulla redditività delle aziende, compresa SIT. La società, professando fiducia, distingue tra l’area del Metering e quella dell’Heating. Riguardo a quest’ultima, è l’indicazione, i maggiori oneri sono trasferiti sul listino finale del cliente. Rispetto, invece, al Metering il passtrough non è possibile. In tal senso, dice sempre l’azienda, da un lato riguardo al 2022 non dovrebbero esserci problemi, in quanto i nuovi contratti prevedono i più alti costi; dall’altro invece, rispetto al 2021, il gruppo ha indicato al mercato un impatto del 10% sull’Ebitda. La società, tuttavia, ricorda che il Mol consolidato dell’esercizio in corso è previsto maggiore sia rispetto al 2020 che al 2019. Quindi, è la conclusione, nel 2021 il caro materie prime viene complessivamente più che compensato.

Le supply chain globali

Ciò detto, però, può porsi un’ulteriore obiezione. SIT è attiva anche sul fronte della componentistica elettromeccanica che richiede materiale informatico. Un comparto dove i problemi sulle filiere globali di approvvigionamento rischiano di creare una scarsità di materiale per la produzione aziendale. Il che può frenare lo sviluppo del gruppo. Vero, dice l’azienda la quale, tuttavia, invita ad un’analisi più articolata. In primis, viene spiegato, la società ha 3 team dedicati all’approvvigionamento in Italia, Cina e Messico. In questo modo, unitamente all’aiuto che arriva anche dai clienti, il procurement, attivo 24 ore su 24, ha la flessibilità per adeguarsi alla volatilità dell’offerta. Inoltre, dice l’azienda, SIT investe nello sviluppo di prodotti che, nel giro di 6-9 mesi, saranno in grado di funzionare con un più ampio ventaglio di microprocessori. Così facendo, è l’indicazione, viene ridotto il rischio di concentrazione dei fornitori. Ciò detto, conclude l’azienda, il tema della supply chain indurrà una riduzione di fatturato il quale, però, nella seconda metà dell’anno è comunque previsto in linea con quello del primo semestre del 2021.

I mercati

Dalle filiere globali di approvvigionamento all’articolazione geografica. Alla fine del primo semestre del 2021 l’incidenza dei diversi mercati sul fatturato è la seguente: l’Italia pesa il 31%; l’Europa (ex Italia) incide per il 43,4% mentre l’America genera il 17,7% dei ricavi. Infine l’Asia/pacifico: questa vale il 7,8% del giro d’affari. Si tratta di una fotografia che, al netto della volontà di crescere in valori assoluti in tutte le aree, nel medio periodo resta immutata? La risposta, a livello di ripartizione del fatturato consolidato e senza considerare l’M&A, è positiva. Alcune differenze possono cogliersi, invece, rispetto alle singole divisioni. Così, ad esempio, nei contatori per il gas, dovrebbe aversi l’accelerazione di Gran Bretagna, India ed Est Europa; rispetto, invece, al metering dell’acqua l’indicazione è, da una parte, il minore peso della penisola iberica; e, dall’altra, l’incremento del Sud America e dell’Italia. Quell’Italia, tornando al giro d’affari complessivo, la cui incidenza di circa un terzo sui ricavi è considerata ragionevole.

I RICAVI PER DIVISIONI

In % dati al I° sem. 2020 e 2021

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RICAVI E AREE GEOGRAFICHE

In % dati al I° sem 2020 e 2021

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Gia, ragionevole. Proprio la presenza internazionale di SIT fa si che il gruppo sia soggetto alla variabile dei cambi. Nel primo semestre del 2021, contraddistinto da ricavi (+34,8% a parità di perimetro) e redditività in rialzo (utile netto a 9,5 milioni), le valute hanno inciso negativamente. Un evento che può indurre preoccupazione. Il gruppo rigetta il timore. Il fatto, viene spiegato, è contingente e conseguente alla necessità di dare priorità all’approvvigionamento. Al di là di ciò l’azienda, è l’indicazione, pratica il natural hedging. Cioè: fa coincidere la valuta in cui sono denominati i costi con quella con cui sono realizzate le vendite. Così, dice sempre SIT, l’impatto delle valute viene ridotto, limitandolo alla trasformazione contabile in euro del conto economico. A fronte di un simile contesto quali, allora, le prospettive del 2021 rispetto al 2020? Il gruppo, tra le altre cose, conferma: ricavi consolidati in rialzo del 15-20% (compreso il water metering) e il Mol in crescita con l’Ebitda margin in linea.

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