Silicon Valley Bank, l’istituto nel cuore dell’innovazione Usa
La banca dice che, nel 2022, ha servito circa la metà delle start up tecnologiche sostenute da venture capital e delle realtà di life science negli Usa
di Vittorio Carlini
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Durante il 2022«abbiamo servito come banca», da un lato, «circa la metà delle aziende hi tech statunitensi, supportate da venture capital, e del settore life science». E, dall’altro, «oltre il 40% delle Ipo» nei medesimi settori. Così Silicon Valley Bank sottolinea gli aspetti più rilevanti del suo business. Una descrizione che ben spiega le caratteristiche dell’istituto di credito californiano finito nell’occhio del ciclone a causa della maxi perdita sul portafoglio d’investimento.
La banca, sconosciuta ai non addetti ai lavori (soprattutto al di fuori del mondo dell’innovazione ), nel 2022 ha realizzato un margine d’interesse di 4,48 miliardi di dollari e un utile netto 1,5 miliardi. Riguardo, invece, allo stato patrimoniale, i total asset medi sono risultati, sempre nello scorso esercizio, 216 miliardi di dollari con i prestiti che, dal canto loro, si sono assestati a quota 70,3 miliardi.
I venture capital
I numeri, insomma, descrivono una realtà di medie dimensioni. Non una “big institution”. Sennonché la banca costituisce comunque un crocevia riguardo, in particolare, al mondo dell’innovazione. La riprova? La fornisce una delle stesse cause che hanno prodotto le condizioni per la fuga dei depositi. Cioè: l’invito, alle start up, di ritirare i propri fondi da parte dei capitalisti di ventura che le finanziano. In tal senso, secondo Bloomberg, il Founder funds di Peter Thiel avrebbe detto ai suoi clienti di portare via tutti i danari. Un suggerimento effettuato anche da Coatue Management, Union Square Ventures e Founder Collective. Canaan, altro importante Venture capital ha, invece, tenuto un profilo un po’ più d’attesa: l’esortazione è stata di ritirare quanto ritenuto necessario. Al di là di ciò, la crisi di
La dinamica di mercato
Silicon Valley Bank, più in generale, si inserisce in un contesto di debolezza per il capitalismo di ventura a stelle e strisce. Secondo gli esperti, seppure nel 2022 le somme investite abbiano superato i 200 miliardi di dollari, nel quarto trimestre gli impieghi sono scesi del 14% (rispetto al quarter precedente che, già, era in frenata). In un simile contesto, analogamente al mondo delle cripto, la parola “winter” è diventata molto diffusa nel settore. Il rischio è che la gelata, di fronte alle strette di politica monetaria e alle banche che non adeguano la remunerazione dei depositi al rialzo dei tassi, possa continuare.



