Sicurezza, ok del Cdm al decreto correttivo sui rimpatri volontari assistiti. Dai coltelli ai migranti: cosa cambierà
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che modifica il decreto sicurezza, ampliando i soggetti coinvolti nei rimpatri e introducendo nuove misure contro armi bianche e violenza giovanile. Mattarella ha promulgato il dl sicurezza ed emanato il decreto correttivo
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I punti chiave
- L’articolo 30-bis: ecco la riformulazione
- Il conto della Ragioneria
- Armi bianche, violenza giovanile e furti: cosa cambia
- Sicurezza urbana e manifestazioni: zone rafforzate e arresto differito
- L’annotazione preliminare
- Concorsi, Carabinieri e Guardia di finanza: le norme su vertici e promozioni
- Immigrazione e Cpr: stretta su espulsioni e trattenimenti
- Gratuito patrocinio stranieri, accesso più difficile contro l’espulsione
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Il Consiglio dei ministri, a quanto si è appreso, in una riunione lampo durata pochi minuti ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti, che contiene un correttivo al decreto sicurezza convertito in legge dalla Camera neanche un’ora prima.
Cento milioni in dieci anni. Cinquanta nel solo 2026. Il Decreto sicurezza voluto dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi arriva al traguardo con un conto, già certificato, e con un impianto che tocca sicurezza urbana, forze di polizia, immigrazione, armi bianche e violenza giovanile.
Il testo, approvato dalla Camera e avviato verso la pubblicazione in serata sulla Gazzetta Ufficiale, è composto da 33 articoli, ma diventano 39 se si contano anche i sei articoli bis e ter introdotti durante la conversione parlamentare.
Il Presidente della Repubblica ha quindi promulgato la legge di conversione del decreto-legge n. 23 e, successivamente, ha emanato il decreto-legge correttivo, che entrerà in vigore lo stesso giorno della legge di conversione
L’articolo 30-bis: ecco la riformulazione
Resta fuori dal perimetro definitivo del provvedimento l’articolo 30-bis sui rimpatri volontari assistiti. La disposizione, su cui c’è stata la contrarietà del Quirinale, riconosceva un compenso ai rappresentanti legali degli stranieri che aderiscono ai programmi di rimpatrio.







