Lettera al risparmiatore

Sicurezza informatica: la forza di CrowdStrike è nel cloud computing

Il gruppo, anche grazie all’intelligenza artificiale, è cresciuto molto Il titolo in Borsa, per giustificare i prezzi, deve confermare i tassi di espansione

class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini

6' di lettura

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Da una parte la sicurezza cosiddetta on premise. Dall’altra quella definita on cloud. Si tratta di due approcci alla cyber security, la cui differenza è utile per spiegare l’attività di CrowdStrike. Il primo, in parole semplici, implica che l’infrastruttura informatica (sui si basa la sicurezza) è interna all’azienda. Il secondo, al contrario, richiede che i meccanismi It siano all’esterno, su server fuori dalla società e raggiungibili attraverso reti digitali. Entrambe le metodologie hanno pro e contro. Tuttavia, la sicurezza informatica on cloud sta guadagnando molti adepti. Non solo per i minori costi - dovuti al fatto di non avere l’infrastuttura in casa - ma anche, e soprattutto, per la maggiore scalabilità. Ebbene: CrowdStrike - nuova stella nel firmamento delle aziende nella sicurezza informatica - è di fatto nata puntando proprio sulla nuvola informatica, per aggiunta addizionata dall’Artificial intelligence (AI). La stessa società, nel documento 10K della Sec, dice di avere realizzato «la prima vera piattaforma nativa - CrowdStrike Falcon Xdr - per il cloud (...) con l’Intelligenza artificiale al centro, in grado di sfruttare grandi quantità (...) di dati per fornire soluzioni modulari (...)».

Dinamiche di Borsa

A fronte di un simile contesto non deve stupire troppo che il gruppo, in Borsa, abbia fatto il botto. Al di là della dinamica di crescita del conto economico e dell’efficacia delle sue soluzioni, il mix delle narrazioni su AI e sicurezza informatica è stato - evidentemente- sufficiente a spingere le quotazioni. Così, secondo Seeking Alpha, al 2/7/2024 il titolo dell’ultimo anno ha guadagnato il 163,8%. Più sul lungo periodo, 5 anni, il consuntivo è di un rialzo del 496%. Da inizio del 2024, infine, la crescita del prezzo si assesta a +50,8%. Vero! In generale molte realtà della cyber security hanno corso molto negli ultimi tempi. La sempre maggiore digitalizzazione dell’economia - unitamente con l’esplosione dell’Intelligenza artificiale usata sia dagli hacker che per difendersi - ha, da un lato, accelerato i costi legati agli attacchi cibernetici (9.500 miliardi di dollari, quelli previsti nel 2024); e, dall’altro, spinto gli investimenti in cyber security ad opera delle imprese (215 miliardi gli impieghi stimati a fine anno). In un simile scenario, per l’appunto, le aziende del settore sono scattate sul listino: da Palo Alto Networks (+34% nell’ultimo anno) a Palantir technologies (+66,4%) fino a ZScaler (+34%) . Ciò detto, però, l’accelerazione di CrowdStrike in Borsa è innegabile. Ben più, di molti suoi concorrenti.

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Il mondo dei multipli

In un simile contesto i multipli di CrowdStrike - che va ricordato raccontano metà della storia - sono molto saliti. Sempre secondo Seeking Alpha, al 2/7/2024, il rapporto tra prezzo ed utile non GAAP prospettico sull’anno fiscale in corso è di 95,9 volte. Vale a dire: un valore superiore non solo a quello della mediana di settore (24,2 volte) - che spesso contiene aziende non così comparabili - ma anche rispetto a realtà quali Palo Alto Network (61,06) o Palantir Technlogies (78,25). Il discorso cambia - come spesso accade per azienze ad alta crescita quale CrowdStrike - nel momento in cui si prende in considerazione il PEG non GAAP prospettico. Cioè: il rapporto tra prezzo ed utili normalizzato per le stime riguardo al profitto per azione sui prossimi 3-5 anni. Qui l’indicatore, a detta di Seeking Alpha, è di 2,39 a fronte del 2,02 del comparto di riferimento. In altre parole: considerando solo le previsioni attuali della redditività, il titolo - a detta degli esperti - è caro. Quando, però, si allunga lo sguardo ad un orizzonte temporale maggiormente ampio, le azioni acquisiscono valutazioni meno onerose. Il che è soprattutto conseguenza dell’espansione prevista sui profitti. La salita si concretizzerà? Riguardo all’esercizio 2024-25, la stessa CrowdStrike - che ha incrementato la guidance a inizio Giugno - stima un Earning per share (Eps) non GAAP compreso tra 3,93 e 4,03 dollari (erano stati 3,09 a fine 2023-24). Il consensus, da parte sua, indica 4,01 dollari. Poi, rispetto al 2025-26 e 2026-27, gli analisti monitorati da Seeking Alpha suggeriscono un utile per azione rispettivamente di 4,93 e (addirittura) e 6,46 dollari. Insomma: ad oggi la spinta è attesa.

Già, attesa. Inutile dire che, da una parte, più si va in là con il tempo le previsioni diventano imprecise; e che, dall’altra, qualsiasi stima può essere sbagliata (in eccesso o in difetto) a causa di molteplici variabili. Anche indipendenti dalla volontà aziendale. Un esempio? La politica monetaria della Fed. Con riferimento alle società ad alta crescita - qual è CrowdStrike -gli operatori utilizzano - al fine di determinare il target price - un modello chiamato Discount cash flow. Cioè: gli esperti - in parole semplici - prevedono quanti flussi di cassa liberi la società possa realizzare negli anni futuri e, poi, li attualizzano ad oggi. Quest’ultima operazione è influenzata, tra le altre cose, dal costo del denaro. Cioè: dai tassi di riferimento individuati dalla Fed. Se la banca centrale definisce un calo del costo del denaro, allora il prezzo obiettivo potrebbe - tendenzialmente- salire; viceversa nel momento in cui la Federal reserve alza i tassi, il target price non è escluso si indebolisca. Certo! Il modello è molto più articolato di quanto descritto. Inoltre: gli operatori usano anche altre metodologie. Infine: la politica monetaria influenza il mercato in ulteriori modi. Ciononostante, però, il ragionamento di fondo resta valido e il risparmiatore fai-da-te deve porre la massima cautela di fronte a titoli hi tech che hanno corso così tanto. Anche se i fondamentali sono in rialzo.

In tal senso, nell’ultimo trimestre (primo dell’esercizio fiscale 2024-25) la società ha riportato ricavi e redditività in aumento. Il giro d’affari è stato di 921 milioni (+33% sull’anno precedente) e l’utile diluito non GAAP per azione si è assestato a 0,93 dollari (0,57). La dinamica è in continuità con il 2023-24, periodo in cui CrowdStrike ha avuto l’intero anno in nero (751,8 milioni il profitto netto non GAAP).

TRIMESTRI A CONFRONTO

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RICAVI ANNUALI RICORRENTI

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RICAVI E REDDITIVITÀ DA ABBONAMENTI

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ADOZIONE DEI SERVIZI A PIATTAFORMA

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Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Diversi esperti sottolineano i problemi conseguenti alla dura concorrenza. Aziende come ZScaler, Palo Alto Networks, SentinelOne sono temibili competitor. Senza scordare che la stessa Microsoft ha soluzioni di cybersecurity per il mondo degli end point. Vale a dire: i prodotti - quali cellulari, tablet, IoT,pc che si collegano in rete- e che rappresentano un’area importante per CrowdStrike. Qui però, alcuni esperti, sottolineano dapprima che il gruppo da tempo ha diversificato l’attività: dalla protezione di identità e dati alla gestione delle operazioni It fino alla difesa dei carichi di lavoro di Intelligenza artificiale generativa. Inoltre, al di là del caso specifico di CrowdStrike, «va ricordato - dice Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data protection del PoliMi - che in generale l’approccio a piattaforma, basato su cloud e AI, ha diversi vantaggi». Cioè? «Può pensarsi, ad esempio, all’unificazione dell’offerta di servizi per la security che, in questo modo, diventano più flessibili e meno costosi». Non solo. Si riesce ad acquisire maggiore efficacia, facendo leva sull’interoperabilità di più calcolatori e strutture It che, da un lato, «permettono più potenza di calcolo sui big data»; e che, dall’altro, «consentono all’utente di scegliere quando, e come, sfruttare la difesa, rendendo meno pesante l’operatività della medesima sulla propria struttura». Insomma: la security on cloud ha i suoi vantaggi.

Ciò considerato, tuttavia, è essenziale analizzare - soprattutto per una società che si basa sul modello Software as a service - qual’è il trend dei ricavi annuali ricorrenti (legati agli abbonamenti per i servizi). Questi, al 30/4/2024, sono arrivati a 3,65 miliardi di dollari (+33% anno su anno) con 221,7 milioni d’incremento netto nel primo trimestre 2024-25. La dinamica è valutata in maniera molto positiva dall’azienda. Tanto che, tra le altre cose, il gruppo stima per l’ esercizio fiscale in corso: ricavi tra 3.976,3 e 4.010,7 milioni di dollari e il non GAAP income from operation di 890,1-916,5 milioni. Si tratta, evidentemente, di numeri in crescita e gli analisti, da parte loro, non paiono dubitare della strategia e solidità aziendale. Ciò che, al contrario, divide - e il risparmiatore deve tenerne conto - è se la prospettata crescita sia- o meno - tale da giustificare le quotazioni in Borsa.

L’andamento del titolo

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