SeSa punta a più ricavi in software e servizi per sicurezza e ambiente
I focus: proseguire, insieme all’espansione per linee interne, nella strategia strutturale di acquisizioni, e poi spingere sull’offerta di servizi e soluzioni tecnologiche, oltre che nella sicurezza, nell’ambito della sostenibilità ambientale
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Da un lato proseguire, unitamente alla espansione per linee interne, nella strategia strutturale di acquisizioni. Dall’altro spingere sull’offerta di servizi e soluzioni tecnologiche, oltre che nella sicurezza, nell’ambito della sostenibilità ambientale. Sono tra i focus di Sesa, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, a sostegno del business.
Oggetto sociale
Già, il business. La società, che chiude l’esercizio fiscale il 30 aprile, divide l’attività (al di là delle funzioni di corporate) in tre aree. La prima è la cosiddetta Value added distribution (Vad). Cioè: la distribuzione a valore aggiunto di soluzioni tecnologiche a clienti non retail (B2B). La seconda, invece, è il cosiddetto Software system integration (Ssi). Appannaggio di questo segmento, invece, è l’offerta (spesso modulata sull’esigenza dell’utente) di servizi, software e soluzioni per la trasformazione digitale alle imprese (dalle pmi alle grande aziende). Infine, c’è il Business service (Bs). Vale a dire un’area aticolata che va: dalla gestione per conto terzi di processi di business fino alla sicurezza e la trasfornazione digitale dell’impresa.
Transizione energetica
Ciò detto un focus, per l’appunto, è sull’offerta di servizi e soluzioni tecnologighe nell’ambito della sostenibilità ambientale. Il gruppo, all’interno del Vad, ha creato una nuova linea di business, definita “digital green”. Questa è finora riconducibile a due controllate: Service technology (aquisita nel 2020) e Pmi service (lo shopping è dell’anno successivo). Si tratta di un’attività in cui sono venduti differenti prodotti: dalle tecnologie per l’efficienza energetica aziendale fino alle soluzioni di domotica (sempre nell’ energy efficiency) e agli inverter dei pannelli solari. Il business, a ben vedere, non è limitato solo alla distribuzione a valore aggiunto. È trasversale alle altre aree aziendali. Così può, ad esempio, ricordarsi che, nel Software system integration, la società punta all’offerta di servizi e soluzioni i quali riducano i consumi di risorse naturali. A fine dell’esercizio 2021-’22 il giro d’affari del Digital green (compreso nel Vad) dovrebbe assestarsi intorno a 120 milioni. Cui, però, devono aggiungersi i ricavi ulteriori dagli altri segmenti d’attività. Nel complesso il fatturato su questo fronte è previsto, sempre a fine dell’aprile prossimo, intorno a 130 milioni. SeSa, nel business in oggetto, punta ad essere un polo aggregatore. Tanto che, nel medio periodo, l’obiettivo del gruppo è arrivare a generare da quest’attività circa il 15% dei ricavi consolidati. Quel fatturato complessivo che la società, a fine dell’esercizio in corso, stima in aumento a circa 2,3 miliardi con l’Ebitda intorno a 165 milioni (+30% rispetto all’anno contabile precedente).
Il nodo delle supply chain
Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Al di là delle dinamiche di conto economico il risparmiatore ricorda che anche, e soprattutto, a causa della pandemia si sono create delle strozzature nelle filiere globali di approvvigionamento. Il rischio è che questa condizione, causando ad esempio nel Vad una carenza nella fornitura di prodotti, possa impattare la crescita dell’azienda. La società rigetta il timore. Il business del gruppo, viene ricordato, per la grande parte ha ad oggetto asset intagibili: siano essi software o servizi. Solo una parte limitata -aggiunge sempre SeSa- è, nell’ambito della distribuzione a valore aggiunto, riconducibile a prodotti fisici. Rispetto a questi però, sottolinea il gruppo, finora non si è avuta alcuna particolare difficoltà e l’azienda professa fiducia nella capacità di gestire con efficienza eventuali problemi. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che c’è un altro tema legato (anche) alle supply chain: quello dell’inflazione. Una dinamica la quale può incidere, ad esempio, sulla domanda da parte della clientela e, quindi, sul business di SeSa. Non è così ribatte il gruppo. Certo: il rialzo dei prezzi è evidente. Tuttavia in primis, dice la società, in un contesto dove digitalizzazione e informatizzazione sono considerati strategici per lo sviluppo dell’impresa, il trend inflazionistico non incide sulla richiesta della clientela. Tanto che, nel prossimo triennio, la domanda è prevista aumentare in media il 7% l’anno. Riguardo, invece, all’eventualità del aumento del costo del venduto nel Vad, il gruppo rammenta che questo è in realtà contraddistinto da dinamiche deflazionistiche. Quindi anche su questo fronte non è visto alcun problema rilevante.
Acquisitore seriale
Fin qui alcune considerazioni su sostenibilità ambientale e filiere di approvvigionamento. La società però, unitamente all’espansione organica, ha un altro focus: la crescita per linee esterne. SeSa, nel 2021, ha realizzato 15 operazioni straordinarie. L’intenzione è di proseguire nello shopping. A ben vedere non c’è, tra Vad, Ssi e Bs, un’area preferita per l’M&A. In un’ottica bolt-on l’opportunità, con un approccio industriale, viene colta dove si presenta. L’identikit del potenziale obiettivo? Si tratta di aziende medio-piccole (attive in particolare nel digital green, security e cloud computing) contraddistinte da un giro d’affari compreso tra 5 e 50 milioni. La volontà è acquisire soprattutto nuove competenze, con l’esclusione dei turnaround. SeSa guarda essenzialmente a realtà già redditizie. In tal senso il gruppo sottolinea che, per ciascuno dei tre segmenti di business, il complesso dell’M&A realizzato nello scorso anno solare, a fine dell’esercizio 2021-2022, è accrescitivo della marginalità del gruppo. Un esempio? Le operazioni straordinarie portate a termine nel Software system integration. Queste valgono un Ebitda margin stimato di circa il 15%, a fronte del rapporto tra Mol e ricavi del 12,7% (sempre nell’ Ssi della società) al 31 ottobre scorso. Al di là di ciò, va ricordato che sul fronte geografico, oltre al focus principale sull’Italia, SeSa, per lo shopping, guarda al Centro Europa e, in particolare, ai Paesi di lingua tedesca. Tra gli altri: Germania e Austria. Senza dimenticare, peraltro, la presenza in Cina dove il gruppo supporta il digital export delle aziende clienti. Insomma: lo sforzo sull’espansione inorganica è importante. Tanto che: da un lato il gruppo intende, nel 2022-2023, mantenere (se le occasioni si concretizzeranno) il livello d’investimenti nell’M&A intorno ai 100 milioni; dall’altro, il contributo dello shopping all’incremento stimato dei ricavi a fine esercizio 2021-2022 (circa +15%) dovrebbe essere del 6-7%.


