Sesa, il gruppo tecnologico cresce nonostante la crisi. Altri 50 milioni sulle acquisizioni
La crisi può limitare la domanda delle imprese. Queste però, anche a causa della pandemia, spingono sulla digitalizzazione tanto che il settore italiano dell’It, nel 2021, è stimato in rialzo (+6%)
di Vittorio Carlini
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Un acquisitore “seriale”. È la definizione che può darsi di Sesa. Il gruppo tecnologico, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ha realizzato molteplici operazioni straordinarie.
Numeri e aree di business
Da inizio 2020 il numero ha raggiunto quota 15. In generale lo shopping riguarda società di piccole-medie dimensioni, con ricavi compresi tra 2 e 50 milioni. L’area di business più gettonata è quella del “Software System Integration” (Ssi). Cioè: l’offerta di soluzioni e servizi tecnologici, a favore della media e piccola impresa, soprattutto nella trasformazione digitale. Qui è stata realizzata la grande parte delle acquisizioni. Certo, anche le altre attività del gruppo sono nel radar dell’M&A. Così: le operazioni su Clever e Service Technology sono state realizzate nella distribuzione informatica B2B a valore aggiunto (Vad); quelle riguardanti Base Digitale ed Elmas, invece, sono appannaggio della nuova area dei servizi di sicurezza, outsourcing e digital transformation essenzialmente per istituti finanziari e assicurazioni (Business Services). Ciò detto il maggiore interesse persiste, per l’appunto, rispetto all’Ssi. Proprio la recentissima acquisizione, riguardante Palitalsoft, è da ricondursi al business del “Software System Integration”.
Le prospettive
Al di là di ciò Sesa, dopo una simile accelerata, pensa di frenare sullo shopping? La risposta è negativa. Ovvio: magari non si arriverà alla quantità di operazioni del 2020. E, tuttavia, la volontà è continuare ad affiancare all’essenziale crescita organica quella per linee esterne. Nel complesso, più o meno in linea con l’esercizio 2020-2021, Sesa stima di mettere sul piatto, per il 2021- 2022, ulteriori 50 milioni nelle acquisizioni.
Il gruppo tecnologico, seppure in casi come Ditech che, vantando una controllata in Romania, ha vocazione anche internazionale, ha essezialmente fatto shopping di aziende italiane. Ciò non vuole dire, tuttavia, che la società non continui a guardare all’estero. Già nell’ultima “Lettera al risparmiatore”, in scia all’acquisto del 60% della tedesca Pbu Cad-Systeme, il gruppo aveva descritto la strategia d’internazionalizzazione. Il programma, sfruttando le competenze acquisite nel sostegno tecnologico ai distretti italiani, prevede di crescere, difficoltà connesse al Covid permettendo, in omologhe realtà straniere. In particolare, nelle aree germanofone: dall’Austria alla Svizzera tedesca fino alla Germania.
Il rischio di esecuzione
Sennonché il risparmiatore, di fronte alla frenetica attività straordinaria della società, rimarca un’alea: il rischio di esecuzione. L’elevato numero di operazioni innalza la probabilità che possa essercene qualcuna più problematica del previsto . Il che può impattare il business di Sesa stessa.


