Seco, la sfida tecnologica passa dall’M&A tedesco. Il focus è sulla ricerca
L’acquisizione di Garz e Fricke permette di accelerare nell’Internet delle cose e nell’intelligenza artificiale. Il rischi legati all’integrazione aziendale
di Vittorio Carlini
5' di lettura
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano (+2,2%) regina della settimana con rally Prysmian (+18,8%)
Intel: accordo con Apple per produzione chip, titolo vola a +15%
Delfin: per holding 'ricorso Basilico e' infondato, non incide su passaggio quote'
I punti chiave
5' di lettura
Seco, di recente, ha comunicato l’acquisizione, per il valore complessivo di 180 milioni, della tedesca Garz e Fricke. Si tratta di un’operazione cosiddetta trasformativa. Cioè una mossa che, a fronte delle dimensioni e della strategicità industriale della realtà acquisita, implica una rilevante evoluzione del business di SECO stessa.
Oggetto sociale
Già, l’evoluzione del business. Per meglio comprendere la dinamica è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. SECO, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, divide l’attività, rispetto ai prodotti, in tre aree: il Custom edge systems, l’Edge platforms e l’Internet of things (IoT). Appannaggio della prima sono i sistemi, personalizzati e co-sviluppati con il cliente, di hardware, software e meccatronica normalmente inseriti (embedded) in prodotti del cliente stesso: dai tapis roulant ai distributori automatici di cibi e bevande fino alle T.A.C. La seconda riguarda, invece, i computer miniaturizzati (non di rado standardizzati). Questi vengono usati da soli oppure, molto più spesso, costituiscono il mattoncino di base dei Custom Edge Systems. Infine l’IoT . Ad esso si riconducono le soluzioni hi tech che, anche a grazie all’intelligenza artificiale, sono in grado, da un lato, di raccogliere dati e interpretarli in locale; e, dall’altro, di inviare le informazioni così definite al proprietario, ad esempio del distributore automatico, per consentirgli la manutenzione preventiva o l’analisi aggregata del comportamento dei consumatori.
La tipologia dei prodotti
Ciò detto, confrontando i diversi pesi sui ricavi delle tre aree della nuova realtà aggregata con quelli di SECO stand alone si nota l’incremento dellle soluzioni standard: la loro incidenza è passata dal 22 al 29%. L’indizio che il gruppo punta maggiormente su questi prodotti? La risposta è negativa. In realtà molte delle soluzioni che Garz e Fricke considera standard lo sono solo in parte (semi standard). Il trend in oggetto, quindi, non è significativo. Tanto che SECO sottolinea come tra i focus ci sia quello di aumentare le vendite, oltre che dei prodotti a catalogo, di quelli personalizzati e, quindi, dei Custom edge systems.
Ciò detto deve sottolinearsi un altro aspetto. L’Internet delle cose, in scia alla digitalizzazione dell’economia e delle nostre vite, da un lato è in continua espansione nel Business to Consumer (B2C); ma, dall’altro, non è ancora pervasivo nel Business to Business (B2B). A fronte di ciò le soluzioni IoT di SECO hanno notevoli spazi di crescita. Un esempio? La piattaforma Clea. Questa, attraverso il cross selling, è potenzialmente pronta, ad esempio, per essere integrata nei circa 65.000 sistemi già attivi di Garze e Fricke. E non solo. L’obiettivo del gruppo è espandere trasversalmente le vendite di Clea su diversi mercati finali, a partire dai distributori automatici di cibo e bevande o dei macchinari per il fitness. In un simile contesto SECO indica che nel medio periodo, al netto della volontà di crescere in valori assoluti con tutte le tipologie di prodotti, il peso dell’IoT sul giro d’affari complessivo potrebbe arrivare finanche al 15% (dall’attuale 4% del proforma della nuova realtà al 2020).
Internazionalizzazione
Ma non è solo questione di prodotti. C’è anche l’articolazione internazionale del business. Con l’aggregazione di Garz e Fricke la ripartizione dei ricavi rispetto alle geografie della nuova entità, riportata al 2020, risulta la seguente: l’Emea genera il 78% del fatturato; gli Usa e l’Apac incidono rispettivamente per il 18% e 3%. Il peso del Resto del Mondo, infine, è dell’1%. Al di là degli effetti immediati dell’operazione straordinaria, nel medio priodo dovrebbe assistersi, da un lato, al consolidamento dell’incidenza dell’Emea (in scia anche all’espansione nell’area di lingua tedesca di Germania, Austria e Svizzera); e, dall’altro, all’ incremento di Apac e Stati Uniti.


