Lettera al risparmiatore

Seco, la sfida tecnologica passa dall’M&A tedesco. Il focus è sulla ricerca

L’acquisizione di Garz e Fricke permette di accelerare nell’Internet delle cose e nell’intelligenza artificiale. Il rischi legati all’integrazione aziendale

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Seco, di recente, ha comunicato l’acquisizione, per il valore complessivo di 180 milioni, della tedesca Garz e Fricke. Si tratta di un’operazione cosiddetta trasformativa. Cioè una mossa che, a fronte delle dimensioni e della strategicità industriale della realtà acquisita, implica una rilevante evoluzione del business di SECO stessa.

Oggetto sociale

Già, l’evoluzione del business. Per meglio comprendere la dinamica è utile ricordare l’oggetto sociale del gruppo. SECO, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, divide l’attività, rispetto ai prodotti, in tre aree: il Custom edge systems, l’Edge platforms e l’Internet of things (IoT). Appannaggio della prima sono i sistemi, personalizzati e co-sviluppati con il cliente, di hardware, software e meccatronica normalmente inseriti (embedded) in prodotti del cliente stesso: dai tapis roulant ai distributori automatici di cibi e bevande fino alle T.A.C. La seconda riguarda, invece, i computer miniaturizzati (non di rado standardizzati). Questi vengono usati da soli oppure, molto più spesso, costituiscono il mattoncino di base dei Custom Edge Systems. Infine l’IoT . Ad esso si riconducono le soluzioni hi tech che, anche a grazie all’intelligenza artificiale, sono in grado, da un lato, di raccogliere dati e interpretarli in locale; e, dall’altro, di inviare le informazioni così definite al proprietario, ad esempio del distributore automatico, per consentirgli la manutenzione preventiva o l’analisi aggregata del comportamento dei consumatori.

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RICAVI E NUOVA SOCIETÀ IN EUROPA

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La tipologia dei prodotti

Ciò detto, confrontando i diversi pesi sui ricavi delle tre aree della nuova realtà aggregata con quelli di SECO stand alone si nota l’incremento dellle soluzioni standard: la loro incidenza è passata dal 22 al 29%. L’indizio che il gruppo punta maggiormente su questi prodotti? La risposta è negativa. In realtà molte delle soluzioni che Garz e Fricke considera standard lo sono solo in parte (semi standard). Il trend in oggetto, quindi, non è significativo. Tanto che SECO sottolinea come tra i focus ci sia quello di aumentare le vendite, oltre che dei prodotti a catalogo, di quelli personalizzati e, quindi, dei Custom edge systems.

RICAVI DELLA NUOVA REALTÀ E GEOGRAFIE

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Ciò detto deve sottolinearsi un altro aspetto. L’Internet delle cose, in scia alla digitalizzazione dell’economia e delle nostre vite, da un lato è in continua espansione nel Business to Consumer (B2C); ma, dall’altro, non è ancora pervasivo nel Business to Business (B2B). A fronte di ciò le soluzioni IoT di SECO hanno notevoli spazi di crescita. Un esempio? La piattaforma Clea. Questa, attraverso il cross selling, è potenzialmente pronta, ad esempio, per essere integrata nei circa 65.000 sistemi già attivi di Garze e Fricke. E non solo. L’obiettivo del gruppo è espandere trasversalmente le vendite di Clea su diversi mercati finali, a partire dai distributori automatici di cibo e bevande o dei macchinari per il fitness. In un simile contesto SECO indica che nel medio periodo, al netto della volontà di crescere in valori assoluti con tutte le tipologie di prodotti, il peso dell’IoT sul giro d’affari complessivo potrebbe arrivare finanche al 15% (dall’attuale 4% del proforma della nuova realtà al 2020).

LA NUOVA REALTÀ E MERCATI FINALI DI RIFERIMENTO

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Internazionalizzazione

Ma non è solo questione di prodotti. C’è anche l’articolazione internazionale del business. Con l’aggregazione di Garz e Fricke la ripartizione dei ricavi rispetto alle geografie della nuova entità, riportata al 2020, risulta la seguente: l’Emea genera il 78% del fatturato; gli Usa e l’Apac incidono rispettivamente per il 18% e 3%. Il peso del Resto del Mondo, infine, è dell’1%. Al di là degli effetti immediati dell’operazione straordinaria, nel medio priodo dovrebbe assistersi, da un lato, al consolidamento dell’incidenza dell’Emea (in scia anche all’espansione nell’area di lingua tedesca di Germania, Austria e Svizzera); e, dall’altro, all’ incremento di Apac e Stati Uniti.

LA NUOVA REALTÀ E TIPOLOGIE DI PRODOTTO

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In America, a ben vedere, il gruppo punta, soprattutto, sui prodotti personalizzati (Custom edge sistems) per settori quali medicale e difesa. Nel Vecchio continente invece, oltre all’Italia che è già un mercato importante, assume rilevanza l’accelerazione in quello tedesco (tra le motivazioni alla base dell’operazione con Garz e Fricke). In Germania il settore dell’Internet of things, che è strategico nell’offerta di SECO, è stimato in circa 14 miliardi (il 5% del comparto globale). Qui, tra le altre cose, l’obiettivo della società è sfruttare il cross selling sulla clientela di Garz e Fricke che, ad esempio, ha una presenza importante nei settori delle vending machine, degli elettrodomestici per la casa e del medicale.

Il rischio d’esecuzione

Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua. La realtà è più complicata. Il risparmiatore, al di là che il mercato azionario ha nell’immediato reagito positivamente all’annuncio dell’acquisizione, esprime il timore rispetto al cosiddetto execution risk. Vale a dire: si tratta di un’operazione complessa che può impattare sul business di SECO.

La società, pure consapevole del tema, professa fiducia. In primis perché, è l’indicazione, da un lato la realtà acquisenda - caratterizzata da una struttura snella - è, culturalmente e industrialmente, simile a SECO; e, dall’altro, non è contraddistinta da rilevanti sovrapposizioni di business.

Inoltre perché, dice sempre l’azienda, il management di Garz e Fricke, che SECO considera di elevata qualità, rimane all’interno della nuova realtà con un piano d’incentivi triennale. Infine perché, tiene a precisare il gruppo, SECO ha mostrato nel passato di essere efficiente nelle integrazioni. Così, anche a fronte di un simile contesto, la società sottolinea come, a livello di Ebitda, siano da una parte previsti 11 milioni di sinergie da ricavi entro 3 anni dal closing; e, dall’altra, 4 milioni di cost synergies entro 12 mesi sempre dalla formale chiusura dell’operazione.

Sennonché il risparmiatore rimarca un altro aspetto. Attualmente ci sono molti problemi sulle filiere globali di approvvigionamento. In particolare nel mondo dell’informatica ed elettronica dove opera SECO. Una situazione che può portare alla mancanza di componentistica e al rischio di contrazione della produzione. L’azienda, pure riconoscendo l’esistenza dell’andamento in oggetto, afferma di essere in grado di gestire la situazione. In tal senso SECO rimarca che, nonostante il contesto problematico, la produzione è salita, raggiungendo importanti tassi di crescitata. Nei primi nove mesi, conclude il gruppo, i ricavi sono aumentati del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020.

La ricerca

Fin qui alcune indicazioni rispetto all’acquisizione e le supply chain. Altro focus del gruppo però, al di la dell’M&A, è sulla ricerca e sviluppo. L’azienda conferma investimenti annui nell’R&D intorno all’8-9% dei ricavi. Si tratta di esborsi sui prodotti standard che, in linea di massima, sono indirizzati su due fronti. Il primo, nell’hardware, è quello di realizzare soluzioni con il processore che consenta, da un lato, massima potenza computazionale e miniaturizzazione; e, dall’altro, la più alta capacità di memoria. Il secondo, invece, è la realizzazione di software che permettano via via la maggiore cattura di dati e l’elaborazione dei medesimi. Insomma: l’impegno sull’R&D è primario e finalizzato, ovviamente, anche a mantenere ed aumentare i clienti.

Il nodo della concentrazione

Già, i clienti. Rispetto a questi il risparmiatore ricorda che SECO, stand alone, alla fine del 2020 generava il 54,6% del fatturato con i primi 10. Dal che può nascere il timore rispetto al rischio di concentrazione dei ricavi. Il gruppo rigetta il dubbio. Dapprima, è l’indicazione, l’acquisizione di Garz e Fricke, non essendoci sovrapposizione di clientela, riduce la concentrazione. Questa, sempre rispetto alla top ten dei clienti, dovrebbe indirizzarsi dopo l’M&A verso il 40% del fatturato. Inoltre l’azienda ricorda che i prodotti personalizzati, in media, sono realizzati in un arco di tempo che è la metà dell’Edge computing, il quale però è alla base della soluzione customizzata. Una condizione che, evidentemente, non favorisce l’eventuale abbandono da parte del cliente. Non solo. Nel caso ciò avvenisse il cliente, come di prassi, dovrebbe pagare gli esborsi già realizzati da SECO nello sviluppo della soluzione. Quindi l’azienda non è preoccupata né rispetto al rischio concentrazione né riguardo al tasso di abbandono (i primi 10 clienti, viene ricordato, in media operano con SECO da oltre 10 anni). A fronte di un simile contesto quali, allora le prospettive? Il gruppo stima nel 2022, per la nuova entità, ricavi oltre 180 milioni e l’Ebitda superiore a 40 milioni.

Per approfondire
L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

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