Calcio e finanza

Sampdoria, sul riassetto il nodo ristrutturazione del debito

Aumento di capitale e bond vincolati all'ok al piano dal 60% dei creditori. Via a prestito obbligazionario convertibile sottoscritto da Radrizzani e Manfredi

di Carlo Festa

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3' di lettura

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Passa dal piano di ristrutturazione del debito della Sampdoria, in corso di definizione in queste ore, la firma per il riassetto azionario del club, con la discesa in campo dei finanzieri Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi. Tutta l’architettura del salvataggio, con l’aumento di capitale necessario e l’emissione di un prestito obbligazionario fino a 40 milioni, è collegata alla ristrutturazione dell’esposizione per complessivi 190 milioni di euro circa, se si guardano tutte le categorie di creditori.

Oltre 60 milioni di debiti

Per avere il via libera al piano di ristrutturazione, che comprenderebbe il riscadenziamento e in parte lo stralcio, serve l’assenso del 60% dei creditori complessivi e di ogni categoria di creditori. Con le banche (la più esposta è l’australiana Macquarie, seguita da Banca Sistema e con una piccola quota in capoa Banca Progetto) un via libera di massima è già stato raggiunto nelle ultime ore: con gli istituti sul tavolo ci sono debiti per circa una cinquantina di milioni garantiti da Sace e altri 13 milioni circa garantiti al contrario da immobili. La lista degli altri creditori è lunga: circa 45 milioni di euro dovuti al Fisco, altri 40 milioni di euro suddivisi invece tra fornitori e agenti e il resto dovuto infine ai calciatori del club.

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Il nodo della tempistica

Il salvataggio della Sampdoria passa dunque da un’operazione finanziaria abbastanza complessa, dove il rispetto della tempistica diventa un passaggio fondamentale. Di sicuro nell’assemblea degli azionisti dell’altro ieri è stato fatto il passaggio di maggior rilievo: con la delega al consiglio di amministrazione della Sampdoria per l’aumento di capitale che porterà innanzitutto al pagamento degli stipendi dei calciatori, necessari per evitare i problemi maggiori. Il pagamento degli stipendi dei giocatori non avverrà comunque in tempo e la Sampdoria inizierà il prossimo campionato probabilmente con un -4.

A servizio dell’aumento di capitale, la cordata formata da Radrizzani e Manfredi, con le rispettive società d’investimento, Gestio Capital e Aser Group, ha deciso di scegliere la strada del prestito obbligazionario convertibile: la Sampdoria emetterà infatti un prestito convertibile, che verrà sottoscritto dalle due società di Radrizzani e Manfredi, fornendo le risorse necessarie al salvataggio.

Prestito convertibile

La strada del prestito convertibile è stata l’opzione prescelta per superare una difficoltà tecnica all’interno del salvataggio: l’aumento di capitale è infatti condizionato al raggiungimento dell’omologa da parte del Tribunale. L’altra strada poteva essere quella di un prestito ponte, ma è stata preferita l’opzione del prestito obbligazionario.

L’operazione sembra dunque a buon punto, mancano gli ultimi tasselli, ma tutto dovrà essere fatto entro il 20 giugno, per onorare l’iscrizione al campionato. Alcuni aspetti sono ancora da chiarire. Resta da capire se Radrizzani e Manfredi si muovano con propri capitali personali oppure con risorse di investitori terzi. Resta da chiarire anche il coinvolgimento in minoranza (se diretto o indiretto) del fondo del Qatar che è proprietario del Paris Saint Germain, il Qatar Sports Investments. Proprio i due finanzieri non hanno fatto mistero che sono in contatto con l’investitore del Golfo Persico per un possibile investimento.

Le ossa rotte di Ferrero

Ci sono infine due aspetti ulteriori da rimarcare. Il proprietario della Samp, Massimo Ferrero, ha detto sì all’aumento di capitale e ha rimarcato di uscire dall’operazione con le ossa rotte: all’imprenditore servivano una trentina di milioni per incassare i soldi necessari ai fallimenti che lo coinvolgono. Resta da capire se Ferrero otterrà dunque qualcosa in cambio oppure se non incasserà nulla con il riassetto azionario della Samp.

C’è infine da aggiungere che la delibera del Cda, decisa in assemblea, potrà essere utilizzata da qualsiasi soggetto. Radrizzani e Manfredi sono stati ormai i prescelti, e si attendono i passaggi finali, ma alla finestra resterebbe comunque, secondo i rumors, Alessandro Barnaba, pronto a intervenire con il fondo Merlyn Partners.

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