Lettera al risparmiatore

Safilo: focus sul digitale. La sfida è più ricavi dai marchi di proprietà

Dalla digitalizzazione, oltre all’e-commerce, maggiori efficienze e flessibilità contro l’inflazione. Il rebus della frenata economica sui consumi

di Vittorio Carlini

(IMAGOECONOMICA)

6' di lettura

6' di lettura

Aumentare il peso dei ricavi generati dai marchi di proprietà sul totale del fatturato. Poi: proseguire, anche per agevolare l'incremento delle vendite legate agli own brands, nella digitalizzazione del business. Sono tra le priorità di Safilo Group a sostegno dello sviluppo aziendale. Una strategia che, per meglio essere compresa, richiede di ricordare l’oggetto sociale del gruppo.

Safilo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, è attivo nella creazione, produzione e distribuzione (sia all'ingrosso che retail) di prodotti nel mercato dell’occhialeria. Con riferimento alla tipologia di questi ultimi le vendite sono ripartite tra: occhiali da sole (il 48,8% dei ricavi a fine 2021), montature da vista (40,4%) e altro - essenzialmente occhiali per sport - che sono valsi, sempre a fine dello scorso esercizio, il 10,8% del giro d’affari. Inoltre l’azienda gestisce un portafoglio di marchi sia in licenza che propri. Rispetto al fronte in oggetto, tra i cosiddetti own brands possono ricordarsi ad esempio: Carrera, Polaroid e Smith.

Loading...

I TRIMESTRI A CONFRONTO

Loading...

Marchi di proprietà

Ebbene la multinazionale vuole, per l'appunto, incrementare le vendite dei suoi own brands. A fine del 2019 il fatturato da marchi di proprietà era il 37% del totale. L’incidenza, successivamente, è salita al 41% in chiusura dello scorso esercizio. La sfida adesso, rimarcando che i brand in licenza ovviamente rimangono essenziali e fondamentali per il business e la sua espansione, è arrivare, nel 2024, al 50% dei ricavi generati dai marchi di proprietà. Si tratta di un obiettivo il quale viene perseguito soprattutto attraverso la crescita per linee interne. Seppure la leva dell’M&A, come mostrano le operazioni negli Stati Uniti con Privé Revaux e Blenders Eyewear, è sfruttata nel momento in cui si presentano le giuste occasioni strategiche (vedere box sotto i grafici). La strategia, a ben vedere, si giustifica anche, e soprattutto, perché da un lato, in questo modo, viene ridotto il rischio del portafoglio; e, dall’altro, il gruppo (sugli own brands) ha una maggiore flessibilità, e controllo, nella gestione dei medesimi.

RICAVI E GEOGRAFIE

Loading...

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. In Europa l'effetto delle sanzioni contro Mosca, unito al venire meno del mercato russo, rischiano di mandare in recessione diversi Paesi. Si tratta di un contesto il quale, unito all'incertezza per il futuro, impatta la capacità di spesa delle famiglie. Il che può frenare la crescita del business di aziende come Safilo. La società, pure conscia della situazione, invita ad una analisi più approfondita. Dapprima, viene sottolineato, ad oggi non c’è alcun calo delle vendite. Inoltre, afferma sempre l’azienda, la diversificazione dell'offerta e il posizionamento dei suoi occhiali nella gamma del prodotto accessibile, unitamente alla qualità dei medesimi, attribuiscono al portafoglio una buona anelasticità nei confronti della domanda. Infine, ricorda Safilo, la ripresa della mobilità post pandemia, si pensi ad esempio ai viaggi, agevola la richiesta di occhiali da sole. Di fronte ad un simile scenario, al netto di eventi eccezionali e della necessità di monitorare l’andamento delle vendite in maggio e giugno, il gruppo sul tema in oggetto professa un cauto ottimismo.

Il digitale

Ma non è solo questione di capacità di spesa o marchi propri. Un fil rouge, che attraversa diverse aree d’attività, è la digitalizzazione. Su questo fronte può, dapprima, richiamarsi la distribuzione. La società, non da oggi, punta sulla omnicanalità. In tal senso il cosiddetto Direct to consumer (D2C), cioè la vendita online diretta al retail, a fine 2021 valeva circa il 13,4% del giro d’affari complessivo. A questo, poi, può affiancarsi il canale digitale B2B You&Safilo dedicato ai clienti professionali (essenzialmente gli ottici). Si tratta di ricavi che, sempre nello scorso esercizio, hanno valso circa il 12% del totale. Con il che il valore complessivo delle vendite riconducibili al digitale di Safilo (D2C e B2B), nel 2021, si è assestato intorno al 25 per cento.

Il dato è destinato a salire. In primis perché la società conferma al 2024, anche grazie alla forza dell’e-commerce negli Usa, l'obiettivo che D2C arrivi ad incidere per circa il 15% sul giro d'affari. E, poi, perché c’è la volontà di espandere la base utenti di You&Safilo. La piattaforma, lanciata e via via introdotta in sempre più Paesi in Europa, attualmente ha circa 30.000 clienti. La volontà è di incrementarli. Non solo. Il gruppo guarda alla stessa America. Qui il canale B2B già esiste, ma non è sufficientemente sofisticato. Il target, tra il 2023 e il 2024, è proprio quello di lanciare una nuova piattaforma che possa spingere le vendite digitali agli utenti professionisti in quel mercato.

I MARGINI A CONFRONTO

Loading...

Il business model

Dalla distribuzione al modello di business. La trasformazione digitale e l’informatizzazione coinvolgono a fondo l'operatività del gruppo. In generale queste, grazie ad esempio all’uso di software gestionali quali il Crm, consentono l’efficientamento e la semplificazione dei processi. E, quindi, il raggiungimento di maggiori sinergie e risparmi. Di più. L’uso del digitale, con algoritmi di analisi dei dati sul cliente, consente di rendere maggiormente flessibile l’offerta in funzione della domanda. Qualche esempio? Attraverso gli analytics è possibile comprendere se, in un’area prossima ad un ottico, sono venduti tipi di occhiali diversi da quelli normalmente offerti dal professionista. Nell’ipotesi in cui ciò accada l’ottico in questione può modificare la sua proposta. Non solo. Può ricordarsi l’analisi del canale D2C. Se, in ipotesi, è rilevato che un marchio è venduto essenzialmente in determinate città, Safilo focalizzerà in quelle località gli sforzi su marketing ed advertising.

Già, il marketing. Anche qui compare, come un fiume carsico, la digitalizzazione. Il gruppo, in media ogni anno, sborsa circa il 10% dei ricavi per l’ attività in oggetto. Ebbene - al di là che nel 2022 (soprattutto per sostenere Polaroid, Smith e Carrera) le spese su questo fronte aumenteranno- gli investimenti sono per il 60% indirizzati proprio nel mondo digitale. Un settore dove, tra le altre cose, il gruppo sfrutta i social network e le figure degli influencer.

RICAVI E TIPO DI PRODOTTI

Loading...

Rialzo dei costi

Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto. Di recente si è assistito al rialzo dei costi delle materie prime e dei trasporti, a seguito dell’onda lunga della pandemia e della guerra in Ucraina. Si tratta di un andamento che incrementa il costo del venduto e rischia di impattare la redditività del gruppo. La società, su questo fronte, professa fiducia. Innanzitutto, viene rammentato, le materie prime hanno un incidenza limitata sulla produzione. Al di là di ciò, l’azienda sottolinea che, grazie alle efficienza operative, tra il 2021 e primo trimestre del 2022 i risparmi sul costo del venduto hanno raggiunto i 18 milioni. L’obiettivo, al 2024, è di 25 milioni di minori oneri. Quindi, dice sempre il gruppo, la strategia d’ottimizzazione dà i suoi frutti ed è in anticipo sulla tabella di marcia. Inoltre, afferma sempre la società i più alti costi, come di prassi nel settore, sono trasferiti sul cliente finale. Un passtrough che, come mostrano i dati del primo quarter dell’esercizio in corso, ha contribuito a più che controbilanciare le dinamiche inflattive, in particolare quelle legate alla logistica. Il gross margin al 31/3/2022, precisa Safilo, è stato del 55% rispetto al 50,4% realizzato un anno prima.

Ciò considerato, però, può farsi un’ulteriore obiezione. Il rialzo dei prezzi, a fronte della frenata economica, rischia di indebolire la richiesta dei prodotti dell’azienda. Non è così, ribatte la multinazionale. In primis perché, è l’indicazione, la strategia sui prezzi è puntuale e selettiva. E, poi, perché l’impegno, sia sul marketing che sull’innovazione del prodotto, sostiene la domanda. Un fatto quest’ultimo, conclude Safilo, dimostrato dalla stessa dinamica al rialzo dei ricavi nel primo trimestre del 2022 la quale è stata spinta più dai volumi che dal pricing.

Infine, i vari mercati. Al 31 dicembre 2021 la divisione dei ricavi per aree geografica è la seguente: il peso di Nord America ed Europa è rispettivamente del 48,1 e 39%; il Resto del Mondo, invece, ha generato il 7,5% mentre l’ Asia Pacifico il 5,4%. Si tratta di uno spaccato che, al netto della volontà di espandersi in tutti i Paesi, cambia nel medio periodo? La società risponde che il Nord America, più grande mercato al mondo per gli occhiali, è l’area in cui il business è previsto accelerare maggiormente, seguito, poi, dall’Europa. Ciò detto, a fronte del contesto descritto, il gruppo conferma i target del piano d’impresa al 2019-2024. Tra questi: l’Ebitda adjusted tra 9 e 11% delle vendite a fine piano.

Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti