Una nave cargo nello Stretto di Hormuz (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP) 


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Iran: nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito

Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per “difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”,

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Nave francese colpita nello Stretto di Hormuz, equipaggio ferito

Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata “bersaglio di un attacco” nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave ’San Antonio’. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. I membri dell’equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all’agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.

Media, «colono israeliano sputa su cattedrale cristiana a Gerusalemme»

Un colono israeliano è stato ripreso in video mentre sputava ripetutamente sulla Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme, una chiesa armena costruita nel XII secolo. Il colono ha anche usato il dito medio di entrambe le mani per formare il simbolo della croce. La notizia e il video sono riportati da Al-Jazeera.

Iran, Cbs: nave cargo colpita nel Golfo Persico, diversi feriti

Una nave cargo è stata colpita probabilmente da un missile da crociera nella regione del Golfo Persico, causando diversi feriti tra i membri dell’equipaggio di nazionalità filippina. Lo hanno riferito due funzionari americani all’emittente Cbs News, precisando che la nave CGM San Antonio è stata colpita nella tarda serata di ieri.

Anche l’agenzia britannica per il traffico commerciale marittimo (Ukmto) ha riferito di aver ricevuto una segnalazione su “una nave mercantile colpita da un proiettile non identificato”. Secondo la Cbs, la nave si trovava vicino a Dubai nella mattinata di ieri, ma non è chiaro se da allora si sia spostata, secondo i dati pubblici di tracciamento.

Lufthansa: da crisi Medio Oriente maggiori costi di cherosene per 1,7 mld nel 2026

“L’attuale chiusura dello Stretto di Hormuz sta provocando una carenza di forniture di cherosene e quindi un significativo aumento dei prezzi. Ciò rappresenta un onere rilevante per la struttura dei costi delle compagnie del Gruppo Lufthansa. Sebbene il fabbisogno di carburante per l’anno in corso sia già coperto per circa l’80% tramite operazioni di hedging su derivati di prodotti petroliferi, l’aumento dei prezzi del cherosene comporta attualmente costi aggiuntivi pari a 1,7 miliardi di euro nel 2026”. E’ quanto rende noto il gruppo nel comunicato sui risultati del primo trimestre in cui si spiega che il Gruppo “intende compensare questo impatto nei prossimi trimestri attraverso maggiori ricavi da biglietti, un’ottimizzazione della rete e ulteriori misure di contenimento dei costi”. Pur non essendo attese al momento restrizioni nelle forniture di carburante negli hub del Gruppo, “una possibile riduzione della disponibilità nella seconda parte dell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio”.

6 maggio 2026

Teheran, «sull’isola di Qeshm si è attivata nostra difesa aerea»

“I forti rumori uditi sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sono stati causati dall’attivazione del sistema di difesa aerea iraniano per contrastare droni da ricognizione e proiettili”. Lo ha affermato il governatore generale della provincia di Hormozgan, citato dall’agenzia Mehr. “Non si sono verificati attacchi, esplosioni o danni”, ha aggiunto. La dichiarazione è giunta dopo che alcune fonti locali avevano segnalato rumori di esplosioni a Qeshm. Le stesse fonti aggiungevano che esplosioni erano state udite anche nei porti di Bandar Abbas e Sirik, entrambi nella provincia di Hormozgan, all’1:30 del mattino ora locale. Il sistema di difesa aerea iraniano è stato ripetutamente attivato nelle ultime settimane per contrastare i droni in altre città, tra cui Teheran, nel contesto del cessate il fuoco con gli Stati Uniti.

6 maggio 2026

Project Freedom, Trump sospende la missione a Hormuz

Il presidente Usa Donald Trump. REUTERS/Evan Vucci REUTERS

Project Freedom, la nuova grande operazione navale americana per riaprire lo stretto di Hormuz, è durata solo un giorno o poco più. Il presidente, nell’ultima giravolta a sorpresa sulla guerra con l’Iran, ha decretato ieri notte una «pausa» della missione, che prevedeva scorta e protezione di vascelli commerciali da parte della flotta americana nell’attraversare lo strategico corridoio marittimo.

La decisione ha aperto un nuovo giallo sulle prossime mosse nella crisi. Trump ha detto che la pausa sarà per un «breve periodo di tempo» e ha evocato «grandi progressi» verso un accordo con l’Iran, senza fornire ulteriori dettagli. Ha fatto sapere di voler vedere se è possibile finalizzarlo. Continuerà però immutato, ha aggiunto, il blocco di porti iraniani.

6 maggio 2026

Iran: Wang ha incontrato Araghchi a Pechino

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato a Pechino il suo omologo iraniano Abbas Araghchi per dei colloqui. Lo ha riportato l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo quanto riportato in precedenza dall’agenzia di stampa iraniana Fars, Araghchi avrebbe “discusso delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali” con Wang. Si tratta del primo faccia a faccia tra i ministri degli Esteri dei due alleati dall’inizio della guerra. Il viaggio di Araghchi precede la visita in Cina, prevista per il 14 e 15 maggio, del presidente americano Donald Trump, che incontrerà il presidente cinese Xi Jinping. Trump ha rimandato il suo viaggio dopo che gli Stati Uniti e e Israele hanno lanciato l’operazione militare contro l’Iran lo scorso 28 febbraio.

6 maggio 2026

Rubio, «l’operazione Epic Fury è conclusa, Trump lo ha notificato al Congresso»

«L’operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso”. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing senza fornire altri dettagli. “Adesso c’è l’operazione Project Freedom», ha aggiunto.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 6 maggio

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6 maggio 2026

Rubio, «consulteremo l’Italia sul Libano, può essere molto utile»

- L’Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano “la consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese”. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing alla Casa Bianca alla vigilia del suo viaggio in Italia.

6 maggio 2026

Rubio, «bozza risoluzione Onu sulla libertà di navigazione di Hormuz»

Su indicazione del presidente Trump, gli Usa, con Bahrein e partner del Golfo - Arabia Saudita, Eau, Kuwait e Qatar - hanno redatto una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per “difendere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, con lo stop ad “attacchi, posa di mine e pedaggi”. Il segretario di Stato Marco Rubio ha rimarcato la necessità che “l’Iran riveli numero e ubicazione di mine marine posate” e collabori alla loro rimozione, sostenendo un corridoio umanitario, si legge in una nota. L’auspicio è di voto “nei prossimi giorni” col sostegno di Consiglio di Sicurezza e “un’ampia base di co-sponsor”.

6 maggio 2026

Iran: Trump sospende «Project Freedom, per Teheran “fa marcia indietro”»

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione del ’Project Freedom’ per favorire un accordo con l’Iran. La decisione, che Trump ha reso noto sul suo Truth Social, è stata presa su richiesta del Pakistan, principale mediatore tra Washington e Teheran, ha spiegato il presidente americano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, Trump ’’fa marcia indietro’’. Come si legge sull’agenzia di stampa Isna, Trump avrebbe annullato l’operazione “a seguito delle ferme posizioni e degli avvertimenti ricevuti dall’Iran’’. E denuncia il ’’fallimento degli Stati Uniti nel raggiungere i suoi obiettivi con Project Freedom’’.

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