I vini del futuro? Ecco chi se la caverà meglio (e chi peggio)
Spumanti, bianchi e rossi: il destino delle tre tipologie è già deciso o ci saranno delle sorprese? Dipende in realtà dall’incrocio di tanti fattori
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Il mercato del vino sta affrontando una serie di sfide che rendono necessario un ragionamento globale; riuscire a prevedere quali possano essere le tendenze del consumatore per i prossimi anni può essere utile a semplificare la comprensione dei trend e anticipare le eventuali, possibili incertezze.
La costante riduzione dei consumi individuali è senza dubbio il dato più preoccupante. È in atto una vera e propria campagna di demonizzazione dell’alcol - lo ripetiamo da un po’ - generata da diverse fonti (non soltanto dalla medicina e dalla scienza) che sta colpendo duramente anche il vino, equiparandone il consumo anche moderato a qualsiasi altro prodotto contenente alcol.
Ricordo ancora una volta che l’abuso di bevande alcoliche a scopo di “sballo” ha una funzione diversa rispetto alla convivialità generata a tavola da un buon calice di vino, gesto che ha sempre fatto parte della nostra tradizione e della nostra cultura. Penso quindi che dovrebbe essere il tipo di approccio al vino a fare la differenza e non importa se le molecole dell’alcol sono identiche: non è questo il punto.
La tendenza a scansare il vino come prima proposta riguarda principalmente le classi più giovani e tra le varie cause non bisogna sottovalutare la crescita del consumo durante le occasioni sociali di altre categorie alcoliche come la birra, i cocktail o i cosiddetti “ready to drink”.
In questo quadro penalizzante per il vino sarà utile fare delle previsioni più precise e andare a individuare le tipologie di prodotti che potrebbero soffrire meno in un contesto di crisi conclamata.Proviamo dunque a segmentare il mercato in tre categorie principali: vini spumanti (bollicine), rossi e bianchi.
Il mercato degli spumanti, secondo il mio punto di vista, manterrà le posizioni. Il Prosecco continuerà a dominare il mercato sia italiano che internazionale grazie alla versatilità e al rapporto qualità-prezzo; farà più fatica invece lo Champagne giacché l’aumento dei prezzi - quasi sempre ingiustificato - ne ha ormai arrestato la crescita. È molto probabile che questo darà una mano al Metodo Classico. Franciacorta e Trento DOC spumantizzano ben oltre la metà della produzione italiana, ma a queste zone si accompagnerà uno sviluppo dei consumi di Alta Langa e Oltrepò.








