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Il giusto prezzo di una bottiglia di vino? Dipende, ma mai sotto gli 8 euro

È possibile bere vini di buona qualità investendo il giusto: si possono ovviamente trovare costi diversi a seconda della tipologia di vino e di dove lo si compra, ma alcuni limiti non si dovrebbero superare

di Cristiana Lauro

Ecco qual è il giusto prezzo per ogni tipo di vino, dal Prosecco al Barolo

3' di lettura

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Le variabili che incidono sul prezzo di un vino sono tante, partendo dai costi produttivi tra vigneto e cantina, tenendo presente la successiva commercializzazione e le inevitabili attività di marketing. Riuscire a dare una risposta univoca alla domanda su quale debba essere per il consumatore il prezzo corretto di acquisto di un vino a scaffale di enoteca (o grande distribuzione specializzata) è una questione abbastanza delicata; per evitare di renderla insidiosa o sleale, occorre suddividere l’analisi per tipologie. Proviamo quindi a fare il punto della situazione.

Se parliamo di vino quotidiano - non necessariamente Doc o Docg - sia chiaro che sotto gli otto euro la qualità dello stesso andrebbe messa in discussione al netto di offerte, legittime simpatie o familiarità con gli esercenti.

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Procediamo con le “bollicine”. Se volete comprare una bottiglia di Prosecco (e suggerisco di puntare sempre e solo sulle Docg, che siano Valdobbiadene/Conegliano o Asolo), lasciate stare quelli che trovate sotto i dieci euro. Un Prosecco Docg di buona qualità solitamente si aggira fra i dieci e i quindici euro in scaffale. Ripeto “scaffale” perché il contesto fa la differenza! Quindi occorre precisarlo una volta di più giacché le carte dei ristoranti hanno ricarichi differenti, invero molto più alti.

Passando al Metodo Classico - nelle denominazioni più comuni come Franciacorta, Trento Doc o Alta Langa - dovrete raddoppiare il vostro budget, partendo da 18-20 euro. Se invece volete togliervi lo sfizio approvato dalla sottoscritta di bere delle riserve - ma anche dei millesimati non “riserva” - andiamo dai trenta euro in su ma, con questa cifra, in Italia si beve già ad alti livelli, fidatevi!

Lo Champagne chiama un discorso a parte, giacché si sveglia ogni mattina con l’impegno di essere francese (e sì tanta baldanza se la fa pagare più degli altri), ma avrà ragione lui! Al di là della facezia diciamo che nel caso dello Champagne si contrappongono due mondi: quello dei récoltant a quello delle Maison, ma oramai, anche a seguito degli sconsiderati aumenti nel periodo post Covid, è decisamente complicato riuscire a trovare qualcosa di potabile sotto i trentacinque euro (e non sto esagerando).

Se cercate o, meglio, desiderate la bottiglia di vino per una grande occasione guardando ai grandi classici nostrani come il Barolo, l’Amarone, il Brunello di Montalcino, il Barbaresco o il Taurasi, bisogna considerare i disciplinari molto rigidi che li regolano, le relative basse rese produttive per ettaro e, non ultimo, il costo dei terreni, che si è impennato in particolare negli ultimi dieci anni. È quindi naturale considerare di partire da una base di acquisto che si aggiri tra i trentacinque e i quaranta euro.

Detto questo, come ho più volte ripetuto (chi mi legge lo sa bene) nel nostro paese è possibile bere buona qualità investendo il giusto: per cui tra i quindici e i venticinque euro si trovano vini di livello, seppur di origini un po’ meno conosciute come l’Alto Piemonte, ad esempio, oppure l’Etna in Sicilia o il Montecucco in Toscana. Ma non solo, anche denominazioni più note come il Chianti Classico, o vitigni come il Lagrein, il Cannonau e il Barbera.

 

Volendo tirare le somme - sempre a proposito di prezzi sugli scaffali delle distribuzioni specializzate - potremmo anche chiederci se esiste una soglia ultima oltre la quale acquistando un vino si esce dal registro del corretto rapporto qualità/prezzo; questo quando non ci si imbatte addirittura nei classici casi di speculazione finanziaria. Ecco, a mio modesto avviso quella soglia esiste eccome e solo il vecchio buon uso di mondo ci viene in soccorso per dirci che non è proprio il caso di superarla.

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