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Ritorno di fiamma per Intel: così Apple prova a smarcarsi da TSMC

Il gigante di Cupertino starebbe pensando anche a Samsung per la produzione dei suoi chip

di Biagio Simonetta

 REUTERS

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C’è stato un tempo in cui il binomio Apple-Intel era sinonimo di business molto solido. Nel 2006, la casa di Cupertino decise di affidarsi proprio al produttore di Santa Clara per i chip dei suoi Mac. E così è stato per quasi 15 anni. Poi, nel 2020, la decisione di una transizione a processori proprietari basati su architettura ARM, i cosiddetti Apple Silicon, progettati internamente e prodotti da TSMC. Questo ha segnato la fine della dipendenza da Intel nei Mac.

Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare di nuovo. Perché secondo fonti autorevoli, Apple sta valutando alternative produttive per i chip che alimentano i suoi dispositivi, aprendo un confronto preliminare con Intel e Samsung Electronics negli Stati Uniti. Una notizia che chiaramente ha avuto immediata risonanza a Wall Street, col titolo di Intel che ha raggiunto i 114 dollari (circa un anno fa, stagnava attorno ai 20 dollari...).

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Va detto che i colloqui sono in fase iniziale e non hanno portato a ordini, ma indicano un tentativo di ridurre la dipendenza dal gigante taiwanese TSMC.

Ormai da anni Apple sviluppa i propri system-on-a-chip e si affida a TSMC per la produzione con i nodi più avanzati, oggi a 3 nanometri. Questa integrazione ha garantito prestazioni e volumi, ma ha anche esposto l’azienda californiana a rischi geopolitici (legati alla concentrazione geografica della filiera) e alla capacità produttiva disponibile di un singolo player. Le recenti tensioni sul lato dell’offerta, alimentate dalla crescita dei data center per l’intelligenza artificiale e da una domanda più forte del previsto per i Mac, hanno reso più evidenti questi limiti.

Durante l’ultima trimestrale, l’amministratore delegato pro-tempore di Apple, Tim Cook, ha indicato che la disponibilità di chip sta frenando la crescita, sottolineando una minore flessibilità della supply chain rispetto agli standard dell’azienda. Per questo motivo il gigante di Cupertino sta ora esplorando opzioni alternative. Con Intel i contatti riguardano l’utilizzo delle capacità produttive della divisione foundry, un pilastro del piano di rilancio guidato dal CEO Lip-Bu Tan. Per Intel, ottenere Apple come cliente rappresenterebbe un segnale di credibilità industriale e potrebbe facilitare l’acquisizione di altri contratti. E infatti, come detto, il titolo ha reagito con forza alle indiscrezioni, arrivando a guadagni a doppia cifra intraday e accumulando un rialzo superiore al 180% dall’inizio dell’anno.

Samsung, che resta il secondo operatore globale nella produzione conto terzi di chip, ha già relazioni industriali con Apple su componenti periferici e sta costruendo nuovi impianti negli Stati Uniti, tra cui uno in Texas visitato dai dirigenti della società di Cupertino. Anche in questo caso, un eventuale accordo rafforzerebbe la posizione competitiva del produttore coreano in un mercato dominato da TSMC.

Vedremo nei prossimi mesi cosa si concretizzerà.

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