Resilienza e riposizionamento, così importatori e distributori affrontano il mondo del vino che cambia
Grazie alla fascia alta e alla capacità di visione e trasformazione, i bilanci dei gruppi che conoscono meglio le asperità del mercato resistono al calo dei consumi, soprattutto nella ristorazione
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Resilienza e posizionamento. Sembrano essere queste le parole-chiave per leggere il sentiment della galassia distributiva di vino in Italia. Se infatti il mercato nel calice trema, arrivando al Vinitaly afflitto dalle tensioni geopolitiche globali (dazi Usa in primis ma anche la crisi in Medio Oriente con tutte le cosneguenze che sta comportando) e dal cambiamento nelle abitudini di consumo, specialmente tra i giovani, gli specialisti dell’intermediazione enoica archiviano un 2025 tutto sommato positivo.
Nel frattempo, lo scenario cambia velocemente, con le piccole agenzie locali che non sembrano in forma smagliante e alcune aziende più strutturate - da Allegrini a Ruffino, da Pasqua a Umani Ronchi o Villa Sandi - che costruiscono network di distribuzione autonomi, sfruttando la propria rete per sviluppare partnership con brand stranieri.
La tenuta del premium a fronte della difficoltà del segmento intermedio è una costante che emerge praticamente da tutti i bilanci. Nessun operatore si aspetta rapide accelerazioni, ma un progressivo cambio di pelle dovrebbe metter l’accento su competenza, formazione e relazioni nuove.
Meregalli, 170 anni e 100 milioni di fatturato
Gruppo Meregalli - che ha appena festeggiato 170 anni - ha raggiunto quota cento milioni di fatturato anche nel 2025, pur con una flessione dello 0,7% rispetto al record del 2024, e segnala la chiusura di un anno storico per Bollinger, che in Italia raggiunge le 243mila bottiglie (+20mila rispetto al 2024).
Il quadro è quello di un mercato che ha chiuso la lunga coda post-Covid e che ora cerca un nuovo equilibrio. «Dopo l’euforia nel post-pandemia, si è passati a una fase più moderata in termini di vendite - chiarisce Corrado Mapelli, direttore generale (e neo-socio) del gruppo - un rallentamento iniziato con la fine dell’estate 2024 e durato fino a quella successiva. In seguito si è registrata una ripresa che fa ben sperare per questo 2026. La parte premium del mercato ha dato ottimi risultati. Viviamo però una fase di profonda incertezza che inevitabilmente si riflette sui consumatori e sui loro comportamenti di acquisto. Proprio per questo oggi è fondamentale essere ancora più vicini al nostro cliente horeca (ristoranti e affini, ndr), rafforzando il servizio, la consulenza e la professionalità che da sempre ci contraddistinguono. È trasformando l’incertezza in punti fermi che costruiscano fiducia». La distribuzione professionale infatti oggi «si affianca al produttore per offrire competenze che non sono necessariamente nel suo patrimonio», osserva Mapelli.


