Lettera al risparmiatore

Reply gioca le sue carte nei software applicativi di nuova generazione

Nel 2020 e primo trimestre del 2021 conti in rialzo. Dalla crisi il rischio sulla qualità del credito, ma la società dice che non c’è alcun peggioramento

di Vittorio Carlini

(Agf)

6' di lettura

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Onde dell’innovazione. Sono le modalità attraverso cui si concretizza l’evoluzione tecnologica. L’ultima “wave”, che peraltro ancora prosegue, è legata all’espansione di nuove tecnologie di base: dalla nuvola informatica all’edge computing fino alla sensoristica. Un mix d’infrastruttura hi tech il quale apre la strada a nuove opportunità. In particolare sul fronte delle applicazioni. Un mondo, quello dei software applicativi di nuova generazione, rispetto al quale Reply vuole giocare le sue carte.

Le nuove applicazioni

Già, giocare le sue carte. Ma di cosa si tratta in concreto? Per rispondere qualche esempio torna utile. Così può pensarsi all’ipotesi, mentre si viaggia, del guasto alla propria autovettura. Oggi il guidatore si metterà in contatto con il centro d’assistenza, sia esso un’operatore umano o robot, che presumibilmente è situato lontano dal veicolo in panne. Grazie, invece, alla nuova infrastruttura tecnologica il discorso cambia. Le nuove applicazioni saranno, infatti, in grado di connettersi con una potenza computazionale (edge computing) presente sul veicolo stesso, oppure nelle vicinanze del medesimo. Questo micro pc potrà (o tenterà di) risolvere il problema. Non solo. Sono sempre più presenti nella vita quotidiana oggetti che dialogano tra di loro (Internet of think) e con l’essere umano. Device (si pensi alle lavatrici intelligenti) che richiedono la presenza di software applicativi per essere gestiti. Ebbene Reply, fin’anche con soluzioni di proprietà, punta a sfruttare proprio questa nuova evoluzione.

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TRIMESTRI A CONFRONTO

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Frontiera hi tech

La strategia, a ben vedere, è espressione della più generale volontà del gruppo di stare sulla frontiera tecnologica. Una produzione di soluzioni hi-tech avanzate su cui il fatturato aziendale già può contare (o conterà a breve). Così è, ad esempio, per la blockchain. Su questo fronte Reply, tra le altre cose, ha di recente comunicato che si è concluso il progetto pilota (promosso insieme a Cetif e Sia) per la digitalizzazione sulla catena di blocco della gestione di fideiussioni. La piattaforma diverrà operativa nella seconda metà del 2021.

Al di là del caso in concreto è chiaro come, da un lato, il fil rouge tra le diverse aree d’attività di Reply sia la digitalizzazione dell’economia (oltre che della vita quotidiana); e, dall’altro, che il propellente di molte delle tecnologie in oggetto è rappresentato dai dati. Flussi enormi di informazioni, sia strutturate e non, i quali richiedono soluzioni di Intelligenza artificiale nella loro gestione. Ebbene: la società punta, per il suo business, anche sull’Artificial intelligence (Ai). In tal senso, tra le altre cose, è stata usata l’Ai in specifiche tipologie di servizi integrati con le smart city, quali per esempio la ricerca intelligente di parcheggi disponibili.

RICAVI PER AREE GEOGRAFICHE

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Conformità alle regole

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore, proprio con riferimento all’Intelligenza artificiale, ricorda che l’Unione Europea, all’interno della sua Agenda Digitale, ha presentato una proposta di regolamento. Si tratta di una normativa che, nell’attuale formulazione, prevede diversi limiti all’uso dell’Ai. Confini i quali, al di là che li si condivida oppure no, potrebbero costituire un freno alle società attive nel settore, Reply compresa. Il gruppo, conscio del tema in oggetto, professa fiducia. L’azienda, ricordando quanto accaduto con il cloud computing, sottolinea che la natura stessa dell’innovazione tecnologica, unitamente alla sempre sua maggiore pervasività, ne rende difficile, se non impossibile, la sua limitazione. Con il che lo scenario più probabile, e maggiormente auspicabile, è quello del giusto compromesso che non penalizzi le esigenze dell’industria. Ciò detto, però, può replicarsi che non è da escludersi un regolamento che comunque impatti negativamente il settore. Se così sarà, replica Reply, da una parte le realtà europee dovranno affrontare il rischio dell’arbitraggio normativo; ma dall’altra il gruppo, non coinvolto nell’attività di acquisizione e possesso dei dati, sarà in grado, anche grazie alla diversificazione del business, di gestire la situazione.

RICAVI PER LINEE DI BUSINESS

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Il bilancio

Fin qui alcune indicazioni rispetto alle strategie industriali e tecnologiche della società. Quale, però, l’andamento del conto economico? L’azienda, nel 2020, è stata contraddistinta da ricavi e redditività in aumento. Il giro d’affari si è assestato a 1,25 miliardi (+5,7% rispetto all’esercizio precedente) mentre l’Ebit è risultato in rialzo del 9,1% se confrontato al dato di 12 mesi prima. La dinamica, a ben vedere, è proseguita nel primo trimestre del 2021. Qui i ricavi consolidati sono arrivati a 352,4 milioni (+11,2% rispetto allo stesso periodo del 2020). L’utile ante imposte, dal canto suo, è stato di 47,6 milioni per un rapporto tra Ebt e ricavi del 13,5% (era del 10,7% un anno prima).

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Al di là di ciò, al fine di capire meglio le dinamiche aziendali, è però utile, da un lato, analizzare un arco di tempo più lungo; e, dall’altro, guardare alle varie linee di business. Il gruppo, che articolando la sua attività nel digitale si definisce “digital player”, suddivide l’oggetto sociale in tre aree: le Applicazioni (cioè le soluzioni verticali per le aziende); i Processi (nei fatti la consulenza); le Tecnologie (vale a dire l’attività di system integrator legata ai software dei big dell’hi tech). Ebbene, al netto dell’incremento in valore assoluto di tutte le tre aree, proprio la Tecnologia negli ultimi sei anni ha aumentato il peso sui ricavi. Valeva il 48,2% nel 2015 ed è arrivata al 62,7% nel 2020 (64,6% nel primo trimestre del 2021). Diversamente, a fronte dei Processi che più o meno hanno mantenuto la stessa incidenza (sono leggermente diminuiti), è sceso il peso relativo delle Applicazioni. Il trend, a ben vedere, fotografa proprio l’ultima ondata innovativa delle infrastrutture di base. Una dinamica che verrà, tuttavia, affiancata dall’accelerazione delle Applicazioni, le quali daranno il loro contributo al business.

Già, il business. Il risparmiatore, rispetto all’attività del gruppo, sottolinea un aspetto. I clienti dell’azienda sono imprese che, ad esempio in Italia, hanno finora giovato di norme in loro tutela (tra le altre la moratoria sui crediti). Questi provvedimenti, però, vengono via via meno. Un contesto che, creando rischi per il loro business, può impattare la qualità del credito di Reply. Il gruppo rigetta il timore. In primis, viene spiegato, allo stato attuale non c’è alcun peggioramento su questo fronte. Inoltre la società ricorda che, da una parte, ha da sempre attuato un attento risk management nel credito; e che, dall’altra, i suoi clienti sono spesso grandi industrie con una solida struttura finanziaria. Infine il gruppo sottolinea che i giorni medi di incasso sono in calo: da 111 nel 2019 sono scesi a 95 nel 2020. E il trend è previsto in ulteriore ribasso.

Il mondo internazionale

Dai crediti commerciali all’espansione geografica. Reply, rispetto al tema in oggetto, conferma l’obiettivo, nel medio periodo, di puntare a circa il 60% dei ricavi oltreconfine. L’internazionalizzazione passa, soprattutto, dall’espansione nei mercati di lingua tedesca e anglofona. Oltre, poi, alla Francia. Nel Paese transapino, dove il gruppo ha realizzato nel 2020 circa 20 milioni di ricavi, il target è almeno superare i 100 milioni di giro d’affari. Un obiettivo cui, insieme alla crescita organica, dovrà contribuire l’M&A. Altro Paese importante è l’America. Negli Usa, dove Reply nel 2020 acquisito il 70% di Sagepath e i ricavi sono stati intorno agli 80 milioni di dollari, la volontà è di crescere soprattutto nella Tecnologia e nelle Applicazioni. In generale, comunque, una leva per l’espansione all’estero resta lo shopping. Su questo fronte i Paesi cui il gruppo guarda con maggiore interesse, oltre a Francia e Usa, sono Gran Bretagna e Germania. Le società potenziali target, invece, sono realtà di piccole dimensioni. Team di 50-150 persone, per un fatturato compreso tra 10 e 50 milioni. Si tratta di un M&A che, a ben vedere, è agevolato dalla stessa struttura finanziara del gruppo. La Pfn, al 31/3/2021, è infatti positiva per 227,9 milioni (erano 158,6 a fine 2020). Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto. Avere una Pfn altamente positiva può essere il segnale di una non così efficiente gestione finanziaria. Reply rigetta la considerazione. Dapprima perché, è l’indicazione, il dato in oggetto è l’effetto: da una parte, dei flussi di cassa generati - i quali sono l’indizio del buon andamento del business- e, dall’altra, dell’approccio prudente all’M&A. E poi perché, dice sempre l’azienda, anche a fronte della crisi economico-sanitaria, avere la Pfn positiva non è un handicap, bensì un atout.

Per approfondire

L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo
L'analisi di Finlabo research

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