Lettera al risparmiatore

Reno De Medici punta sulla cartiera digitale. La sfida è nell’efficienza

Il rialzo di energia e materie prime pesa sui margini: l’azienda contrasta il fenomeno trasferendo i maggiori costi sul prezzo finale. Focus sulla Spagna

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Spingere la digitalizzazione del business. Poi: integrare la neo acquisita spagnola Paprinsa con le altre attività iberiche. Infine: evolvere il gruppo verso il modello di “lean production” (“produzione snella”). Sono tra i principali fronti dove Reno De Medici, nei prossimi anni, concentrerà gli sforzi.

Modelli di business

Il gruppo, da alcuni esercizi, ha realizzato l’approccio cosiddetto “multi-mill”. Vale a dire: il modello multi-cartiera. Si tratta di un sistema che, sfruttando la maggiore uniformità nelle caratteristiche del cartoncino, consente di realizzare i prodotti più strategici in diversi stabilimenti. In tal modo la fornitura al cliente, da una parte, è meno dipendentemente dalla singola cartiera; e, dall’altra, la produzione si adegua, nei limiti del possibile, alla domanda. Insomma: l’idea consiste nel considerare le varie cartiere non come entità a sé stanti, bensì quali realtà interconnesse tra loro.

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BILANCI A CONFRONTO

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Il nuovo passo

Ciò detto il gruppo vuole avviare una nuova fase. In particolare la società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ipotizza investimenti per la maggiore digitalizzazione del business. Così, ad esempio, può pensarsi, anche tramite l’uso di sensori, al monitoraggio in tempo reale dei macchinari e dei loro componenti. Un approccio il quale, grazie all’analisi dei dati, consente di comprendere l’usura dell’apparecchiatura e concretizzare una manutenzione predittiva. Il che, intervenendo prima della rottura della macchina, può evitare lo stop della produzione.

Non solo. Reno De Medici(RDM) pensa, sempre grazie alla digitalizzazione, all’uso delle informazioni, ad esempio, sulla clientela. Facendo leva sull’avviata progressiva implementazione dei software di Erp (Enterprise resourse planning) e di Mes (Manifacturing enterprise system), il gruppo punta, da un lato, a realizzare una produzione che sempre di più sia in grado di adattarsi all’evoluzione (anche futura) della domanda; e, dall’altro, a gestire con più efficienza la logistisca.

Ma non è solamente la digitalizzazione. Altra priorità, comunque intrinsecamente collegata con l’idea della “cartiera digitale”, è l’evoluzione verso il modello di “lean production”. Una “produzione snella”, utilizzata fin dagli anni ’80 nelle case automobilistiche giapponesi, che costituisce un passo rilevante in un settore quale quello delle cartiere.

Il progetto pilota, su questo fronte, dovrebbe partire nei prossimi mesi nello stabilimento tedesco di Arnsberg. Da lì il programma, nel 2022, verrà via via esteso a tutti gli altri siti produttivi del gruppo.

È chiaro che, finalizzato all’efficientamento del business, il progetto, similmente alla digitalizzazione, presuppone nuove competenze e il cambio dell’ approccio culturale in azienda. Anche per questo RDM ha in progetto la realizzazione di un’ “Academy” interna.

I RICAVI GEOGRAFICI

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Il nodo del caro energia...

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il settore delle cartiere è energivoro. Cioè: ad alto consumo di energia. Nel 2020 la quotazione media dei Mega Watt è stata bassa (38,9 euro al MWh in Italia). Una condizione, che nonostante il calo dei prezzi di vendita del cartoncino, ha contribuito al rialzo della redditività aziendale. Nel 2021, però, la situazione vede, ad esempio nel mercato domestico, il Prezzo unico dell’energia viaggiare in media oltre il 60 euro MWh. A fronte di ciò il rischio è che ci sia un impatto sulla redditività.

STORIA DELL’EBITDA

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RDM professa fiducia. La società riconduce il tema in oggetto, insieme alle recenti più alte quotazioni della carta riciclata, alla voce dei costi di produzione. Un andamento che, è l’indicazione, viene gestito, come prassi nel settore, attraverso il trasferimento dei maggiori oneri sul prezzo finale. Nel 2021 il “passtrough” è stato realizzato due volte. Inoltre, con riferimento allo specifico del consumo energetico, RDM pone l’accento sugli investimenti e il continuo efficientamento della produzione. Un focus che consente il minore uso di Mega Watt.

LA DINAMICA DEL DEBITO

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..e del rialzo della CO2

Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che l’incremento delle quotazioni della CO2 è un problema per l’intero comparto, compresa RDM. Vero dice l’azienda che tuttavia, al di là della più ampia discussione sulle politiche nazionali di gestione della transizione energetica, ribatte: in primis, poichè è leader di mercato, viene ribadita la posibilità di sfruttare al meglio il “passtrough”; inoltre, essendo la dinamica conseguente anche a speculazione, non è da escludersi che quest’ultima in ipotesi possa diminuire d’intensità.

La penisola iberica

Fin qui alcune suggestioni riguardo alle nuove strategie della società, all’efficientamento del business e ai costi. Il gruppo, però, ha un altro focus: quello dell’integrazione delle attività nella Penisola iberica. L’azienda, a fine novembre scorso, ha comunicato l’acquisizione della spagnola Paprinsa e di altre tre società collegate. La mossa, oltre a rafforzare la presenza in quel Paese, da una parte consente di razionalizzare e ottimizzare produzione e logistica; e, dall’altra, di puntare ad avere un portafoglio prodotti selezionato e più adeguato all’evoluzione della domanda.

Il rischio di esecuzione

Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto. Ogni acquisizione porta con sé l’ “execution risk”. Il timore, visto lo stesso posticipo dei termini temporali per il closing dell’acquisizione di Paprinsa, è che possa sussistere una particolare problematicità rispetto all’integrazione.

RDM smorza le preoccupazioni. Dapprima, viene spiegato, lo spostamento del closing entro il 31 giugno non ha che vedere con l’integrazione. È dovuto, a fronte anche delle difficoltà che le PA degli Stati incontrano a causa del Covid, al maggiore tempo richiesto per il perfezionarsi di alcune condizioni dell’acquisiziona stessa, in particolare l’autorizzazione ad aumentare la capacità produttiva.

Inoltre, dice sempre RDM, l’azienda ha, da un lato, rafforzato il team interno che gestisce l’integrazione; e, dall’altro, è stato preso per i primi mesi un supporto esterno in grado di agevolare la medesima.

Infine, sottolinea la società, l’operazione avviene in un settore che lei ben conosce. In conclusione RDM, confermando il target nel prossimo triennio delle sinergie al livello di Mol tra 3-5 milioni, non vede alcun particolare problema sul tema in oggetto.

Già, il tema in oggetto. Riguardo a quello delle acquisizioni, RDM indica che la strategia di crescita per linee esterne prosegue. Qui le aree geografiche cui l’azienda guarda maggiormente per l’eventuale shopping sono il Centro e Nord Europa (ad esempio la Germania). Senza, peraltro, dimenticare il Sud Est del Vecchio continente (ad esempio la Grecia) o la stessa Turchia.

I numeri di bilancio

Dall’operatività ai documenti contabili. Lo scorso esercizio il gruppo è stato contraddistinto da numeri a duplice velocità: la “top line” è scesa mentre la redditività è aumentata.

I ricavi si sono assestati a 679,5 milioni, in diminuzione del 3,2% rispetto al 2019. L’Ebitda, invece, è salito a 83,8 milioni con il rapporto sui ricavi che è risultato del 12,3% (10,3% a fine 2019). Quest’ultima dinamica, a ben vedere, è la conseguenza dell’andamento favorevole degli “input costs”, con il costo delle fibre - sia riciclate che vergini - e dell’energia inferiori rispetto all’esercizio precedente.

Il progresso registrato a livello di marginalità operativa, infine, si è tradotto nell’aumento dello stesso utile netto che è più che raddoppiato a 33,6 milioni.

La carta riciclata

A fronte di un simile contesto, caratterizzato dalla positiva redditività, deve tuttavia sottolinearsi un aspetto: diversi esperti sottolineano, anche a causa della crisi economico-sanitaria, il rischio della scarsità di materia prima riciclata per fare lavorare le cartiere. Una dinamica che può impattare il business di RDM.

Il gruppo, pure confermando che nel 2020 ha dovuto gestire un’offerta di carta riciclata non sempre ottimale, professa fiducia. L’andamento in oggetto, viene spiegato, è dovuto ad una duplice causa legata alla pandemia. Cioè: da una parte le difficoltà di raccolta della commodity; e, dall’altra, il rialzo della domanda di packaging per il commercio elettronico.

Ebbene: RDM, sottolineando che strutturalmente persiste in Europa l’eccesso d’offerta di carta riciclata, rimarca il carattere contingente della pandemia. Quindi, è la conclusione, la situazione, al netto di eventi eccezionali non auspicabili, è prevista in miglioramento.

Per approfondire

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

FOCUS

Il debito netto
Il debito finanziario netto, alla fine del 2020, si è assestato a quota 8,9 milioni. Un anno prima era stato di 52 milioni. Il rapporto d’indebitamento (Debito netto su Indebitamento sommato al patrimonio netto) è pari a 0,04

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