Reno De Medici punta sulla cartiera digitale. La sfida è nell’efficienza
Il rialzo di energia e materie prime pesa sui margini: l’azienda contrasta il fenomeno trasferendo i maggiori costi sul prezzo finale. Focus sulla Spagna
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Spingere la digitalizzazione del business. Poi: integrare la neo acquisita spagnola Paprinsa con le altre attività iberiche. Infine: evolvere il gruppo verso il modello di “lean production” (“produzione snella”). Sono tra i principali fronti dove Reno De Medici, nei prossimi anni, concentrerà gli sforzi.
Modelli di business
Il gruppo, da alcuni esercizi, ha realizzato l’approccio cosiddetto “multi-mill”. Vale a dire: il modello multi-cartiera. Si tratta di un sistema che, sfruttando la maggiore uniformità nelle caratteristiche del cartoncino, consente di realizzare i prodotti più strategici in diversi stabilimenti. In tal modo la fornitura al cliente, da una parte, è meno dipendentemente dalla singola cartiera; e, dall’altra, la produzione si adegua, nei limiti del possibile, alla domanda. Insomma: l’idea consiste nel considerare le varie cartiere non come entità a sé stanti, bensì quali realtà interconnesse tra loro.
Il nuovo passo
Ciò detto il gruppo vuole avviare una nuova fase. In particolare la società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ipotizza investimenti per la maggiore digitalizzazione del business. Così, ad esempio, può pensarsi, anche tramite l’uso di sensori, al monitoraggio in tempo reale dei macchinari e dei loro componenti. Un approccio il quale, grazie all’analisi dei dati, consente di comprendere l’usura dell’apparecchiatura e concretizzare una manutenzione predittiva. Il che, intervenendo prima della rottura della macchina, può evitare lo stop della produzione.
Non solo. Reno De Medici(RDM) pensa, sempre grazie alla digitalizzazione, all’uso delle informazioni, ad esempio, sulla clientela. Facendo leva sull’avviata progressiva implementazione dei software di Erp (Enterprise resourse planning) e di Mes (Manifacturing enterprise system), il gruppo punta, da un lato, a realizzare una produzione che sempre di più sia in grado di adattarsi all’evoluzione (anche futura) della domanda; e, dall’altro, a gestire con più efficienza la logistisca.
Ma non è solamente la digitalizzazione. Altra priorità, comunque intrinsecamente collegata con l’idea della “cartiera digitale”, è l’evoluzione verso il modello di “lean production”. Una “produzione snella”, utilizzata fin dagli anni ’80 nelle case automobilistiche giapponesi, che costituisce un passo rilevante in un settore quale quello delle cartiere.


