L’intervista. Il ceo del nuovo gruppo

Renna: «Fastweb+Vodafone, subito l’integrazione. Investiremo in infrastrutture e tecnologia»

di Andrea Biondi

Walter Renna, ceo di Fastweb+Vodafone

3' di lettura

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Doveva avvenire entro il primo trimestre 2025 il closing dell’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom. La parola fine è arrivata però già il 31 dicembre. «Siamo riusciti a stare pienamente nei tempi e a essere il più rapidi possibile perché le autorizzazioni sono arrivate in tempo. E questo ci permette di partire da subito con l’integrazione delle due aziende».

Walter Renna, 42 anni, ad Fastweb dall’1 ottobre 2023, inizia il 2025 alla guida di Fastweb + Vodafone. L’obiettivo? «Diventare la prima scelta per tutti i segmenti di mercato: consumer, business e wholesale». Il tutto puntando sugli investimenti «in infrastrutture e tecnologie, con risorse che potranno essere liberate proprio dall’unione delle due realtà».

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Mettere insieme due aziende è in genere sinonimo di esuberi. Cosa prevedete?

L’impatto sui dipendenti sarà invece minimo. L’operazione frutterà 600 milioni di sinergie annue, la maggior parte delle quali dipendente dalla maggiore efficienza operativa. Fastweb non ha una rete mobile al contrario di Vodafone, ma ha una rete fissa proprietaria più sviluppata. Tutto questo per dire che la complementarità è altissima. Inoltre in Fastweb, e ora in Fastweb + Vodafone, siamo al lavoro per crescere in segmenti di mercato nuovi. Penso a data center, cybersecurity o all’intelligenza artificiale. Tutto questo richiederà nuovo personale e ci permetterà anche di riassorbire le future sovrapposizioni.

Per dare il suo ok l’Antitrust italiano vi ha richiesto alcuni impegni.

Che abbiamo accolto in maniera positiva. Ci è stato chiesto, per esempio, di continuare a fornire servizi wholesale agli operatori terzi. Ma il wholesale è già un elemento strategico per noi. Ritengo che siano impegni per noi sostenibili e che avranno un impatto gestibile nell’ambito del piano che stiamo rielaborando.

Che sarà pronto quando?

Di base c’è la comunicazione fatta da Swisscom al momento del signing. Nei prossimi mesi riaffineremo il piano sulla base del lavoro congiunto dei team. Con il secondo quarter dovremmo fornire questo aggiornamento. Abbiamo le idee molto chiare da un punto di vista strategico.

Nel dettaglio come procederete?

Sul fronte consumer, il mercato residenziale è evidentemente il più difficile e competitivo e per noi l’obiettivo è differenziarci sulla qualità allontanandoci dalla competizione ora tutta spostata su prezzi e promozioni. Vogliamo puntare su Ftth e 5G e sulla qualità del servizio anche sfruttando un grande punto di forza che è la elevata “customer proximity”, frutto della combinazione di due reti vendita capillari come quelle di Vodafone e Fastweb. Peraltro con i tre nostri brand (Fastweb, Vodafone e ho., ndr) copriamo tutti i segmenti di mercato. Ci sono poi il business e il wholesale.

Lì come vi muoverete?

Per quanto riguarda il mercato business punteremo con forza su cloud, IoT, cybersecurity, intelligenza artificiale che è centrale nella nostra strategia. Il focus non sarà però solo su grandi aziende e Pa, ma vorremmo investire sempre di più sulle Pmi. Quanto al wholesale, significa sfruttare al meglio le infrastrutture fisse e mobili di proprietà.

Anche i competitor non staranno a guardare su questi versanti.

Certamente. Però noi vogliamo far valere il fatto di essere una realtà fortemente infrastrutturata. Il che ci permette di governare meglio il servizio offerto ai clienti, con il pieno controllo della performance.

Al di là di tutto la spirale di prezzi al ribasso sembra davvero mortale per la industry italiana delle Tlc, non crede?

Non abbiamo l’ambizione di pensare che la guerra dei prezzi cambierà con l’arrivo della nostra realtà. Gli Mno (operatori infrastrutturati, ndr) sono quattro e tali resteranno. La nostra strategia è di evitare di finire in questa spirale basata solo sul prezzo. Credo che la proximity del brand possa aiutare, come lo spingere sulle offerte convergenti. Anche la vendita di energia va in questa direzione.

Adesso ci sarà il via al gran ballo del consolidamento nelle Tlc in Italia?

Operazioni di consolidamento farebbero bene a tutti: clienti, Paese e settore in generale. Si libererebbero risorse per investire. Noi lo faremo, anche sulla nostra infrastruttura che resterà centrale sia nel fisso sia nel mobile.

Quindi qualsiasi sia l’esito della partita Fibercop-Open Fiber di reti ne avremo comunque due?

Non c’è dubbio. È da tempo che diciamo che la narrazione sulla rete unica è una maniera sbagliata di immaginare il futuro. In cui la nostra rete, di Fastweb + Vodafone, sarà un elemento imprescindibile.

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