Partnership

Renault e Ford alleate su auto elettriche e veicoli commerciali con produzione in Francia

Il gruppo francese e l’Ovale Blue firmano un’intesa industriale. Ford svilupperà modelli basati sulla tecnologia e gli impianti di Renault

di Mario Cianflone

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Renault va in soccorso di Ford in crisi di vendite e con un gamma sempre più ristretta. Il gruppo francese e la casa dell’ovale blu hanno annunciato una partnership volta alla sviluppo di due veicoli elettrici distinti a marchio Ford realizzati sulla famiglia di piattaforme Ampere (quella di R5, Twingo e Rg per esempio). Le vetture saranno prodotte da Renault Group nel nord della Francia, a riprova delle competenze e dell’esperienza industriale all’avanguardia del Centro ElectriCity di Ampere. Per Ford è un’alleanza strategica perchè la casa dell’ovale sta affrontando un periodo difficile. Lo scorso anno sono stati annunciati licenziamenti per 4.000 lavoratori in Germania. Negli ultimi 5anni la gamma, la vendite e la quota di mercato si sono ridotti considerevolmente. Ora la quota si attesta con poco più di 260mila auto targate in Ue al 3%, mentre nel 2019, pre covid, Ford sfiorava il milione di auto vendute in Europa con un market share del 6,2%, per poi scendere negli anni successivi in modo inesorabile e in relazione diretta con un offerta sempre più ridotta.

Progettati da Ford e sviluppati con Renault Group, questi due veicoli offriranno, secondo una nota l’autentico DNA di Ford, anche nell’interfaccia utente e nelle doti tecniche e dinamiche, e in effetti i presupposti non dovrebbero essere quelli di una sterile operazione di Badge Engineering, Si tratta della prima fase di una nuova ed ambiziosa offensiva prodotto di Ford in Europa. L’arrivo del primo veicolo presso i concessionari è previsto ad inizio 2028.

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La partnership con Renault segue quella, poi annullata, siglata con Volkswagen per la condivisione della piattaforma Meb per vetture a ioni di litio che ha portato alla nascita di auto come la Ford Explorer e la derivazione coupé, due vetture che non hanno conquistato per ora il mercato. Ford infatti, al pari di altre case, ha deciso di fare un sostanziale all-in sull’elettrico che si è rivelato un disastro anche perché il tentativo di cambiare il posizionamento del brand in Europa ha prodotto solo un’emorragia nelle vendite (salvate solo dai commerciali come Tourneo e Transit). A luglio del 2027, l’Ovale blu ha terminato la produzione della Fiesta, best seller europeo per 5 decadi con 16 milioni di vetture vendute. Nella gamma Ford non ci sono più vetture di grandi volumi e solo qualche settimana fa ha interrotto l’assemblaggio della Focus. Al contrario Renault, con Dacia, prosegue su una strategia di doppio binario: tante elettriche e tante termiche anche elettrificate. E non a caso ha da poco lanciato la sesta generazione della Clio, che storicamente era nata per competere con la Fiesta. E tra l’altro in un mercato che chiede auto piccole e ibride, essere scoperti su questa area per Ford si è rivelato un disastro, visto che nei concessionari non hanno fatto la coda per comprare l’americana elettrica Mustang Mach-E, e neppure le “Fordswagen” Explorer e Capri.

A questo punto sorge una domanda: l’alleanza con Ford si fermerà sul confine della condivisione sinergica delle piattaforme AmpR o proseguirà sul fronte delle ibride dove Renault è forte grazie anche a Horse, la joint venture con i cinesi di Geely, quelli che comandano in casa Volvo. Jim Baumbick, nuovo presidente di Ford Europa, a una domanda diretta del Sole 24 Ore sull’ipotesi di ampliamento della partnership con Renault è sembrato molto più che possibilista al di là delle cautele di rito e delle risposte sibilline. “Ford – ha detto Baumbick – crede ed è impegnata e fronte dei veicoli multi energia”. Una risposta che apre dunque alla possibilità che ci possano essere evoluzioni nella relazione tra Ford con Renault, che a sua volta ha bisogno di alleati e di condividere architetture (soprattutto dopo il rifiuto del gruppo Volkswgen di allearsi sulle piccole elettriche). Difficile ipotizzare il ritorno della Fiesta, ma magari qualcuno sta immaginando già una versione della Clio ibrida con il logo Ford, oppure vetture extended range e super hybrid della categoria di una Kuga sviluppate con l’aiuto di Renault/Horse. Del resto Ford al pari di altri grandi costruttori “tradizionali” si trova di fronte la minaccia competitiva cinese.

Del resto, contestualmente all’annuncio del patto con Renault, Ford ha dichiarato le linee guida della prossima fase nel suo percorso per rilanciare in modo profittevole le attività in Europa: costruzione di un business profittevole. La strategia si basa su due pilastri: difendere la leadership sui veicoli commerciali e i servizi Ford Pro, e lanciare una nuova gamma elettrificata di vetture.

Oltre alla collaborazione sui veicoli elettrici, Renault Group e Ford hanno siglato, ed è un punto chiave, anche una lettera di intenti (LOI) relativa alla collaborazione sui veicoli commerciali leggeri in Europa. In questo contesto, i partner valuteranno la possibilità di sviluppare e produrre insieme alcuni veicoli commerciali leggeri Renault e Ford.

Ford nella revisione della sua strategia di all-in sull’elettrico, fa una sorta di retromarcia con grattata e ufficialmente invita di decisori politici europei ad allineare gli obiettivi di CO2 con le realtà del mercato per garantire una transizione industriale di successo e sostenibile un allineamento politico costruttivo

La strategia di Ford per l’Europa – si legge in una nota è pensata per affrontare le normative in evoluzione sulle emissioni di CO2 in Europa, fornendo ai clienti una scelta di alimentazioni varia e accessibile durante la transizione all’elettrificazione. L’attuale quota di veicoli elettrici in Europa è stabile al 16,1%, ben al di sotto del 25% di nuove immatricolazioni di veicoli richiesto per raggiungere i rigorosi obiettivi di CO2 dell’Europa entro il 2025.

«Dobbiamo consentire a tutti di beneficiare dell’elettrificazione e lasciare che i clienti scelgano – che si tratti di veicoli completamente elettrici o ibridi”, ha dichiarato Jim Baumbick, Presidente di Ford Europa. Si tratta di rendere la transizione più attraente e più accessibile per tutti i consumatori e le aziende, stimolando la domanda senza soffocarla». Anche alla luce di questo l’ipotesi dello sviluppo di vetture ibride con il gruppo Renault (che comprende Dacia e Alpine) non sembra assurda.

Ford propone tre passi per garantire una transizione di successo: Allineare gli obiettivi alla realtà, Incentivare la transizione e Supportare l’economia reale. Nello specifico secondo i vertici di Ford Europa Occorre allineare gli obiettivi di CO2 all’adozione effettiva presente nel mercato e fornire ai produttori di automobili un orizzonte di pianificazione a 10 anni che sia realistico e affidabile. Questo include dare ai consumatori la possibilità di guidare veicoli ibridi più a lungo, colmando il divario piuttosto che forzando un salto che non sono pronti a fare.

Per l’ovale Blu: “I produttori europei hanno investito centinaia di miliardi nei veicoli elettrici. I governi devono eguagliare questo impegno con incentivi all’acquisto coerenti e un’infrastruttura di ricarica che si estenda oltre i moderni centri urbani fino al cuore rurale. Per quanto riguarda il sostegno all’economia reale. L’approccio attuale alla regolamentazione dei veicoli commerciali è una tassa sulla spina dorsale dell’Europa. Solo l’8% dei nuovi furgoni è elettrico. Questi veicoli sono strumenti di lavoro per idraulici, fioristi e costruttori. Obiettivi insostenibili di CO2 sui veicoli commerciali penalizzano ingiustamente le piccole e medie imprese che generano oltre il 50% del PIL europeo».

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