Automotive

Ford riprova con l’elettrico: 5 miliardi per un nuovo «momento Model T»

La Casa di Dearborn investe massicciamente tra Kentucky e Michigan per produrre veicoli elettrici più economici, ma la competizione con i prezzi cinesi resta una sfida titanica

di Redazione Finanza

Jim Farley, ceo di Ford, parla nello stabilimento  di Louisville, Kentucky, per illustrare il piano di rilancio nel settore delle auto elettriche. (AP Photo/Darron Cummings). (AP Photo/Darron Cummings)

3' di lettura

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Ford spinge a fondo l’acceleratore per restare in corsa nella transizione elettrica. L’Ovale Blu ha presentato un piano da 5 miliardi di dollari che include quasi 2 miliardi per riconvertire lo stabilimento di Louisville, nel Kentucky, alla produzione di veicoli elettrici. L’annuncio del ceo Jim Farley segna una svolta strategica per lo storico brand americano, che punta a rendere l’elettrico finalmente redditizio dopo anni di perdite sanguinose.

Il primo modello a uscire dalle linee rinnovate sarà un pickup elettrico di medie dimensioni a quattro porte, con un prezzo di partenza fissato attorno ai 30mila dollari e debutto previsto per il 2027. Una mossa che Farley ha definito ieri «il momento Model T» dell’era elettrica, paragonando la portata della trasformazione a quella rivoluzionaria introdotta dal fondatore Henry Ford oltre un secolo fa.

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La riconversione dello stabilimento kentuckiano, che per 70 anni ha prodotto veicoli a combustione interna, rappresenta il cuore di una strategia più ampia. Ford introdurrà una piattaforma universale che ridurrà i componenti del 20%, diminuirà del 25% gli elementi di fissaggio e accelererà del 15% i tempi di assemblaggio. La tradizionale catena di montaggio evolverà in un “albero di assemblaggio” con tre linee parallele che si uniranno successivamente.

L’investimento complessivo di 5 miliardi tra Kentucky e Michigan - dove sorgerà la fabbrica di batterie - dovrebbe creare o mantenere quasi 4mila posti di lavoro diretti. Solo a Louisville saranno garantiti 2.200 posti a tempo indeterminato, un segnale importante per un’industria in rapida trasformazione.

La strategia Ford emerge in un momento delicato per l’elettrico americano. L’amministrazione Trump sta smantellando gli incentivi federali (Tesla ne sa qualcosa), eliminando il credito fiscale di 7.500 dollari per l’acquisto di Ev. Nonostante ciò, il ceo dell’Ovale Blu ha ribadito che dalla transizione elettrica «non si torna indietro».

La sfida, in realtà, è titanica. La divisione Model E di Ford ha registrato perdite per 5,08 miliardi nel 2024, con ricavi in calo del 35% a 3,9 miliardi. Dal 2023 al 2024, le operazioni elettriche e software hanno bruciato quasi 10 miliardi complessivi. Le vendite dei tre modelli elettrici attuali - Mustang Mach-E, E-Transit e F-150 Lightning - sono calate del 12% nel primo semestre, mentre gli ibridi - e non succede soltanto in America - volano (+27%).

Il vero banco di prova resta la competizione cinese. Costruttori come BYD hanno ottimizzato supply chain e produzione per vendere elettriche tra 10mila e 25mila dollari, contro una media statunitense di 47mila dollari. Ford utilizzerà batterie al litio-ferro-fosfato prodotte in Michigan con tecnologia del colosso cinese CATL per abbattere i costi.

«Non siamo in una gara per costruire più auto elettriche - ha spiegato Farley - ma siamo in una gara per avere un business elettrico sostenibile e redditizio che piaccia ai clienti». Il team “skunkworks” californiano, guidato dall’ex Tesla Alan Clarke e composto da talenti provenienti da Tesla e Rivian, lavora in segreto sui nuovi modelli accessibili.

La partita si gioca sul prezzo. Startup come Slate (sostenuta da Jeff Bezos) mirano a pickup elettrici da 25mila dollari, Tesla ha promesso un modello più economico che si deve ancora vedere, mentre Rivian e Lucid preparano versioni low-cost (e comunque, sopra i 40mila dollari). Ford ha già ridimensionato alcuni obiettivi, cancellando il suv a tre file e rinviando al 2028 i nuovi F-150 Lightning ed E-Transit.

L’approccio Ford contrasta con quello di General Motors, che elettrifica l’intera gamma, dal mastodonte Hummer al compatto Equinox. Mentre GM ha investito tempo in una piattaforma elettrica dedicata, Ford ha convertito modelli esistenti per arrivare prima sul mercato, pagando però lo scotto della volatilità della domanda.

«Il mercato pure EV americano è il seguente: veicoli piccoli per pendolarismo e città», ha dichiarato di recente Farley. Una visione che potrebbe rivelarsi vincente se Ford riuscirà a mantenere la promessa di profittabilità entro un anno dal lancio. La sfida al modello cinese resta però formidabile: colmare un gap di prezzo che può superare i 20mila dollari richiederà un cambio di passo senza precedenti.

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