Recordati, da acquisizioni e focus su malattie rare spinta in più al business
Scenario. La strategia della casa farmaceutica è quella di realizzare la crescita bilanciata tra le varie attività. Rischio sui volumi legati a Russia e Ucraina
di Vittorio Carlini
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Da un lato la crescita bilanciata tra le due aree d’attività: Medicina generale e Specialistica (Specialty & Primary Care) e Malattie rare (Treatments for Rare diseases). Dall’altro l’accelerazione del business grazie al settore delle stesse malattie rare. Il tutto proseguendo nell’uso della leva dell’M&A. Sono alcuni degli aspetti della strategia di espansione di Recordati.
Oggetto sociale
Il gruppo farmaceutico, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, divide l’oggetto sociale, per l’appunto, in due grandi segmenti operativi: Medicina generale e Specialistica e le patologie rare. Il primo, quello storico della società, ha il maggiore peso sul business. Alla fine del 2021, esercizio contraddistinto da giro d’affari (+9,1% sul 2020) e redditività (+3,5% per l’utile netto rettificato) in aumento, il segmento operativo in oggetto (che ricomprende l’Otc) vale il 75,7% dei ricavi. L’incidenza sull’Ebitda, dal canto suo, è del 70,1%. Le Rare diseases, invece, valgono il 24,3% della prima riga di bilancio e hanno generato il 29,9% del Mol. Ciò detto, però, le malattie rare hanno assunto, nel corso degli anni, una rilevanza sempre maggiore. Nel 2019 valevano il 16,9% dei ricavi e il 22,3% dell’Ebitda. L’esercizio successivo, poi, ha visto il loro peso su giro d’affari e Mol aumentare rispettivamente al 22 e 26%. Nell’ultimo anno, per l’appunto, il trend è stato confermato con i ricavi del segmento in oggetto in rialzo del 20,2%. Insomma: i numeri mostrano l’ accelerazione dell’area delle Rare diseases in Recordati.
Il mercato mondiale
La dinamica, a ben vedere, è anche conseguenza dell’andamento di questo settore a livello globale. Il mercato mondiale della medicina, secondo Iqvia, dovrebbe aumentare (spesa per i vaccini Covid 19 inclusa) del 3-6% l’anno. Ebbene: a fronte di un simile contesto c’è la tendenza ad investire maggiormente proprio nella cura delle malattie rare il cui giro d’affari è previsto in rialzo. Nello scorso anno, secondo l’Evaluete Pharma World preview 2021, le vendite delle orphan drugs si sono assestate a 155 miliardi di dollari. Nel 2024 dovrebbero arrivare a 221 miliardi per salire, nel 2026, a 268 miliardi di dollari. Vale a dire: circa il 19% del mercato globale dei farmaci su prescrizione. Non solo. Va ricordato che le cure per le Rare diseaes sono contraddistinte da elevata marginalità. Lo stesso business di Recordati lo mostra. L’Ebitda margin (rapporto tra Mol e ricavi in %) del segmento operativo delle malattie rare, nel 2021, vale il 47%. Quello della Medicina generale e Specialistica, invece, risulta del 35,3%. In un simile scenario ben si comprende, quindi, perché le orphan drugs siano tra i focus del gruppo. Sebbene, tiene a precisare l’azienda, da una parte il segmento della Medicina generale e Specialistica rimane assolutamente essenziale; e, dall’altro, l’obiettivo è quello di una crescita bilanciata tra i due segmenti operativi.
Al di là di ciò l’espansione nell’area delle malattie rare non è solo organica, ma si concretizza anche attraverso operazioni straordinarie. Proprio di recente (il closing, in anticipo sulla precedente previsione, è avvenuto il 16 marzo) c’è stata l’acquisizione della britannica Eusa Pharma. Una mossa che ha implicato un esborso di 707 milioni (750 milioni l’enterprise value). In seguito allo shopping il peso complessivo delle orphan drugs, dice il gruppo, dovrebbe arrivare intorno al 30%. Al che sorge la domanda: si tratta di una percentuale, al netto della volontà da parte di Recordati di crescere in tutte le aree di business, destinata a salire ancora? Il gruppo, ribadendo la strategia della espansione bilanciata tra i due segmenti operativi, risponde positivamente.
Ciò considerato, deve sottolinearsi che l’uso della leva dell’M&A riguarda l’intero attività di Recordati. Così, nell’ambito dello Specialty & Primary Care (S&PC), il gruppo vaglia eventuali opportunità solamente nel Vecchio continente (l’approccio è, invece, globale nelle orphan drugs). In linea di massima si tratta di operazioni -nel S&PC - che permettono di acquisire (completamente oppure solo la licenza) farmaci già sul mercato , o prossimi alla registrazione, in aree terapeutiche dove il gruppo è presente.



