Lettera al risparmiatore

Recordati, da acquisizioni e focus su malattie rare spinta in più al business

Scenario. La strategia della casa farmaceutica è quella di realizzare la crescita bilanciata tra le varie attività. Rischio sui volumi legati a Russia e Ucraina

di Vittorio Carlini

(IMAGOECONOMICA)

6' di lettura

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Da un lato la crescita bilanciata tra le due aree d’attività: Medicina generale e Specialistica (Specialty & Primary Care) e Malattie rare (Treatments for Rare diseases). Dall’altro l’accelerazione del business grazie al settore delle stesse malattie rare. Il tutto proseguendo nell’uso della leva dell’M&A. Sono alcuni degli aspetti della strategia di espansione di Recordati.

Oggetto sociale

Il gruppo farmaceutico, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, divide l’oggetto sociale, per l’appunto, in due grandi segmenti operativi: Medicina generale e Specialistica e le patologie rare. Il primo, quello storico della società, ha il maggiore peso sul business. Alla fine del 2021, esercizio contraddistinto da giro d’affari (+9,1% sul 2020) e redditività (+3,5% per l’utile netto rettificato) in aumento, il segmento operativo in oggetto (che ricomprende l’Otc) vale il 75,7% dei ricavi. L’incidenza sull’Ebitda, dal canto suo, è del 70,1%. Le Rare diseases, invece, valgono il 24,3% della prima riga di bilancio e hanno generato il 29,9% del Mol. Ciò detto, però, le malattie rare hanno assunto, nel corso degli anni, una rilevanza sempre maggiore. Nel 2019 valevano il 16,9% dei ricavi e il 22,3% dell’Ebitda. L’esercizio successivo, poi, ha visto il loro peso su giro d’affari e Mol aumentare rispettivamente al 22 e 26%. Nell’ultimo anno, per l’appunto, il trend è stato confermato con i ricavi del segmento in oggetto in rialzo del 20,2%. Insomma: i numeri mostrano l’ accelerazione dell’area delle Rare diseases in Recordati.

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CONTO ECONOMICO A CONFRONTO

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Il mercato mondiale

La dinamica, a ben vedere, è anche conseguenza dell’andamento di questo settore a livello globale. Il mercato mondiale della medicina, secondo Iqvia, dovrebbe aumentare (spesa per i vaccini Covid 19 inclusa) del 3-6% l’anno. Ebbene: a fronte di un simile contesto c’è la tendenza ad investire maggiormente proprio nella cura delle malattie rare il cui giro d’affari è previsto in rialzo. Nello scorso anno, secondo l’Evaluete Pharma World preview 2021, le vendite delle orphan drugs si sono assestate a 155 miliardi di dollari. Nel 2024 dovrebbero arrivare a 221 miliardi per salire, nel 2026, a 268 miliardi di dollari. Vale a dire: circa il 19% del mercato globale dei farmaci su prescrizione. Non solo. Va ricordato che le cure per le Rare diseaes sono contraddistinte da elevata marginalità. Lo stesso business di Recordati lo mostra. L’Ebitda margin (rapporto tra Mol e ricavi in %) del segmento operativo delle malattie rare, nel 2021, vale il 47%. Quello della Medicina generale e Specialistica, invece, risulta del 35,3%. In un simile scenario ben si comprende, quindi, perché le orphan drugs siano tra i focus del gruppo. Sebbene, tiene a precisare l’azienda, da una parte il segmento della Medicina generale e Specialistica rimane assolutamente essenziale; e, dall’altro, l’obiettivo è quello di una crescita bilanciata tra i due segmenti operativi.

IL PESO DEI SEGMENTI OPERATIVI

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Al di là di ciò l’espansione nell’area delle malattie rare non è solo organica, ma si concretizza anche attraverso operazioni straordinarie. Proprio di recente (il closing, in anticipo sulla precedente previsione, è avvenuto il 16 marzo) c’è stata l’acquisizione della britannica Eusa Pharma. Una mossa che ha implicato un esborso di 707 milioni (750 milioni l’enterprise value). In seguito allo shopping il peso complessivo delle orphan drugs, dice il gruppo, dovrebbe arrivare intorno al 30%. Al che sorge la domanda: si tratta di una percentuale, al netto della volontà da parte di Recordati di crescere in tutte le aree di business, destinata a salire ancora? Il gruppo, ribadendo la strategia della espansione bilanciata tra i due segmenti operativi, risponde positivamente.

RICAVI FARMACEUTICI E AREE GEOGRAFICHE

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Ciò considerato, deve sottolinearsi che l’uso della leva dell’M&A riguarda l’intero attività di Recordati. Così, nell’ambito dello Specialty & Primary Care (S&PC), il gruppo vaglia eventuali opportunità solamente nel Vecchio continente (l’approccio è, invece, globale nelle orphan drugs). In linea di massima si tratta di operazioni -nel S&PC - che permettono di acquisire (completamente oppure solo la licenza) farmaci già sul mercato , o prossimi alla registrazione, in aree terapeutiche dove il gruppo è presente.

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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L’execution risk

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, a fronte della recente acquisizione di Eusa, ricorda che ogni operazione straordinaria implica il rischio di esecuzione. Un aspetto che può impattare, ad esempio, sulla marginalità di Recordati. Il gruppo rigetta il timore. In primis la società rivendica la valenza strategica dell’operazione. Il portafoglio prodotti di Eusa (4 soluzioni nel segmento delle malattie oncologiche rare e di nicchia, ndr) consente a Recordati -è l’indicazione- di rafforzare la sua presenza in cure ad alto potenziale di crescita. Inoltre, dice sempre l’azienda, la realtà acquisita performa meglio del previsto: nel 2021 ha realizzato oltre 150 milioni di ricavi che è quanto era stimato per il 2023. Ancora: l’azienda ricorda, come mostra il track record, di esser efficiente nelle integrazioni. Certo, ammette la società, l’Ebitda margin di gruppo del 2022, come peraltro comunicato al mercato, sarà leggermente inferiore al 2021 anche a causa dello shopping di Eusa. E tuttavia, conclude l’azienda, la marginalità della neoacquisita è comunque prevista allinearsi a quella del segmento delle malattie rare di Recordati.

Ma non è solo questione di orphan drugs. È rilevante la stessa dinamica dei farmaci specialistici e di medicina generale. Qui, nell’ambito dei principali prodotti, può essere ricordato, tra gli altri, il nuovo farmaco Eligard (acquisito in licenza da Tolmar International nel gennaio 2021). Nello scorso esercizio la soluzione ha generato vendite per 85,3 milioni e l’attesa sul 2022 è di andare oltre 100 milioni. In calo invece (oltre a Urorec e Livazo per la concorrenza dei generici) i ricavi delle medicine basate sul metropololo (ad esempio il Seloken). Questi, però, dovrebbero stabilizzarsi nel 2022. In generale comunque, si legge nel bilancio 2021, è positiva la performance della divisione la quale, nonostante gli impatti negativi del covid su vari mercati di riferimento e la significativa svalutazione della lira turca, è tornata a crescere nella seconda metà dello scorso esercizio.

I rischi legati alla guerra

Sennonché il risparmiatore, rispetto all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, esperime una preoccupazione. Le vendite farmaceutiche di Recordati, nel 2021, in Russia e Ucraina valgono circa il 5,7%. La preoccupazione è che questo business possa in parte andare perso a seguito del proseguire della guerra. Recordati sul tema in oggetto, auspicando il raggiungimento di una soluzione pacifica, sottolinea che, essendo la situazione fluida ed instabile, è quasi impossibile fare previsioni. Al di là di ciò la società (la quale monitora costantemente la situazione anche per la salvaguardia dei propri addetti) afferma di stare continuando a servire i pazienti sia in Ucraina (seppure tra molte difficoltà) che in Russia. In particolare, rispetto a quest’ultimo mercato, il gruppo precisa che, da un lato, non vuole realizzare alcuna discriminazione nel fornire i farmaci necessari alla popolazione; ma che, dall’altro, ha verificato la sua conformità ai divieti legati alle sanzioni. Ciò detto il gruppo, rimarcando la forte resilienza del business farmaceutico, rammenta di non avere alcun impianto né in Russia né in Ucraina. Allo stato attuale, è l’indicazione, la filiale in Russia è operativa, seppure non può escludersi che i vari divieti incrociati (spesso legati alle sanzioni, ndr) possano costituire un futuro rischio per la stessa operatività. In un simile contesto Recordati ribadisce che, ove appropriato, i target del 2022 saranno aggiornati - oltre che in funzione alla data in cui è stato effettuato il closing di Eusa- in base all’evolversi del conflitto tra Russia e Ucraina. In tal senso può ricordarsi che il gruppo, a fine 2022, prevede, tra le altre cose, ricavi tra 1.720 e 1.780 milioni e l’utile netto rettificato tra 450 e 470 milioni.

Infine, l’inflazione. Il caro materie prime, in scia alla pandemia e alla stessa guerra, ha fatto salire l’idice dei prezzi al consumo. Un fenomeno che può incidere sulla redditività aziendale. Il gruppo professa fiducia, pur riconoscendo di non essere totalmente immune dal fenomeno (l’Ebitda margin nel 2022 è previsto calare anche per il tema in oggetto). Al di là di ciò viene, però, sottolineato che: i target al 2022 già considerano la dinamica inflattiva; il business, per sua natura, è poco esposto alle dinamiche del rialzo dei prezzi dell’energia o del gas; l’azienda, grazie alla digitalizzazione e ad esempio all’uso della omni-canalità per relazionarsi con i clienti, sta ulteriormente efficientando l’operatività e riducendo i costi. Il che, conclude Recordati, aiuta a controbilanciare il rialzo dell’indice dei prezzi.

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