Rame, petrolio, soia: le materie prime tornano a brillare. È un nuovo superciclo?
Le condizioni per la ripresa di questa asset class ci sono tutte, ma la rotazione dei portafogli ha già lanciato i fondi all’assalto e i prezzi sono saliti ben oltre i livelli pre-Covid, in molti casi addirittura a massimi pluriennali
di Sissi Bellomo
3' di lettura
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L’avvio della grande rotazione ha acceso un faro sulle materie prime, asset prociclici per eccellenza, che in passato si sono rivelati un porto sicuro per difendersi dall’inflazione. La ripresa dell’economia potrebbe essere vicina grazie all’arrivo dei vaccini anti-Covid e ai piani di stimolo miliardari messi in campo da banche centrali e Governi di tutto il mondo. Anche la debolezza del dollaro, che secondo gli analisti dovrebbe accentuarsi nei prossimi mesi, gioca a favore del comparto. Inoltre si annunciano problemi sul fronte dell’offerta, che – soprattutto nel caso del petrolio e dei metalli industriali – potrebbe presto rivelarsi insufficiente a soddisfare la domanda, a causa del drastico taglio degli investimenti che da anni frena lo sviluppo di nuove risorse. È lo scenario ideale per i mercati delle commodities, che non a caso sono tornati ad accendere l’interesse degli speculatori dopo un decennio segnato da un progressivo ritiro dal settore da parte di molte grandi banche ed hedge funds.
Un clima nuovo
Oggi il clima è completamente cambiato e i prezzi di molti prodotti – dal rame al petrolio, dall’oro alla soia – sono già tornati a correre, al punto da spingersi a livelli record. Molti analisti tuttavia sono convinti che questo sia solo l’inizio. Per Goldman Sachs si starebbe addirittura preparando un nuovo superciclo delle materie prime, analogo – per durata e per intensità – a quello scatenato vent’anni fa dall’inattesa accelerazione dell’economia e delle importazioni cinesi.
«Ogni singola commodity oggi è in una situazione di deficit d’offerta, con la sola eccezione del grano», spiega Jeffrey Currie, responsabile della ricerca sul settore della banca americana. «È la rivincita della old economy. Non solo il petrolio, ma i metalli, i minerali, l’intera old economy soffre per una carenza di investimenti».
Gli analisti di Goldman, convinti che il rally abbia fiato per proseguire fino al 2030 e oltre, sono probabilmente i più entusiasti. Ma non sono gli unici a credere nelle prospettive di questa asset class.
«Per le materie prime in generale siamo ottimisti – afferma Evy Hambro, responsabile degli investimenti di BlackRock nel settore – Il recupero dell’economia globale e la possibilità di un rialzo dell’inflazione dovrebbero offrire sostegno ai prezzi». Anche Pimco ritiene che le commodities «beneficeranno del tema della reflazione globale».
L’unico rischio, per chi non ha ancora rimescolato il portafoglio di investimenti, potrebbe essere quello di arrivare in ritardo per sfruttare appieno le opportunità. Fin da ottobre/novembre, quando è apparso chiaro che la campagna vaccinale sarebbe iniziata presto, i fondi sono tornati in forze a scommettere sulle materie prime, assumendo posizioni sempre più rialziste.


