Su e giù per i vulcani italiani in compagnia di reminiscenze letterarie

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Quei Colli Euganei da ascendere con Casanova e Shelley

Il paesaggio vulcanico dei Colli Euganei

Osservandoli dall’alto si nota subito che i Colli Euganei vantano un passato vulcanico assai notevole. L’alternanza tra sagome coniche e pendici più dolci nello scenario naturalistico tracciato tra i fiumi Adige e Brenta è continua, ininterrotta: la lava in questa zona della provincia di Padova è penetrata nelle fratture della crosta terrestre fuoriuscendo oppure facendo inarcare verso l’alto rilievi già esistenti. In ogni caso, seguendo il sentiero numero 5 all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei dalla località Casa Borotto in direzione di Lozzo Atestino, ci si imbatte proprio nel Monte Lozzo che non tradisce la propria origine. Così come il sentiero n. 6 che si imbocca alle spalle della stazione ferroviaria di Monselice, permette di imbattersi di lì a poco nelle falde del Monte Ricco e del Monte Castello che sono chiaramente stati originati da esplosioni eruttive. Il Museo Geopaleontologico e di Archeologia Industriale di Cava Bomba, un’ex fornace ottocentesca, racconta proprio le trasformazioni avvenute in questo territorio nel corso di milioni di anni ed espone un entusiasmante collezione di fossili e minerali estratti qui. Anche il borgo di Cinto Euganeo che emerge da una quinta boschiva di querce e robinie, presenta i segni della cavatura della criolite, roccia chiaramente vulcanica. Conviene anche salire sulla vetta del Monte Rua, dove si trova un eremo camaldolese per godere di una vista ampia ed esaustiva sul piano geologico dei Colli Euganei. Così come un altro punto panoramico dal grande fascino è costituito dal Convento di Santa Maria Annunziata di Orbieso: la fitta rete di mulattiere confluenti nella Strada Fonda regalano momenti e metri di profonda penetrazione nel paesaggio di origine vulcanica. Francesco Petrarca che scelse di vivere nella vicina Acqua, Ugo Foscolo e Giacomo Casanova furono assidui frequentatori di questi suoli vulcanici. Essi ispirarono i colti viaggiatori del Grand Tour nei secoli successivi, in particolare il poeta romantico inglese Percy Bysshe Shelley che scrisse nell’opera Prometeo Liberato: “Si trattava di quei Celebri Colli Euganei che, dal Lido visita fra i moli di legno del porto, sembrano un grumo di isole appuntite - e poi - come se Terra e Mare si sciogliessero in un lago di fuoco, quei monti parvero torreggiare come di donde in fiamme, attorno al vaporoso sole, da cui veniva l’intimo rosso spirito di luce, che rendeva le loro vette trasparenti”. Chissà se il poeta britannico avrebbe scelto l’Esplanade Tergesteo adagiato tra boschi di castagno, terrazzamenti di vite e frutteti, godendo del calore di Montegrotto Terme.

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