Intelligenza artificiale

Qualcomm compra Arduino, l’azienda di Ivrea celebre per le schede open source

Il colosso californiano, nell’ambito della strategia di espansione sull’intelligenza artificiale, acquisisce l’azienda cofondata da Massimo Banzi, che lascia dopo 20 anni

di Luca Salvioli

Massimo Banzi, a sinistra, e Fabio Violante, ceo di Arduino  (credit: Giorgio Perottino per Arduino)

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Qualcomm, il colosso dei chip con sede a San Diego, annuncia un accordo per l’acquisizione di Arduino, l’azienda nata nel 2005 all’Interaction design institute di Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia, per realizzare semplici schede programmabili con tecnologie open source e poi diventata un simbolo per la prototipazione rapida e il movimento dei “makers”, ovvero artigiani digitali capaci di realizzare oggetti connessi in modo semplice, e la formazione per sviluppatori in erba nei banchi delle scuole e università. Nel corso degli ultimi anni Arduino ha vissuto una transizione verso le applicazioni industriali e l’iOT, ovvero piccoli dispositivi e sensoristica, che è stata anche una mutazione finanziaria con una raccolta di finanziamenti per 54 milioni di dollari tra il 2022 e il 2023 con il ruolo primario di CDP Venture Capital attraverso il fondo Large Ventures.

«L’acquisizione ci farà evolvere dal punto di vista tecnologico per il nostro progetto di crescita nella parte più industriale - spiega al Sole 24 Ore il ceo di Arduino Fabio Violante -. Ci consente di fare un salto di scala necessario come infrastruttura cloud e per rafforzarci nell’Edge Ai», ovvero l’intelligenza artificiale eseguita direttamente sui dispositivi locali. Massimo Banzi, storico cofondatore e volto di Arduino, aggiunge: «Arduino ha democratizzato l’accesso alla tecnologia dando vita a una community che è la sua forza, per fare intelligenza artificiale e portare avanti la missione serve qualcuno con le spalle larghe. Resterà tutto come prima: Arduino manterrà i suoi brand, strumenti e missione indipendenti, ma con maggior portata e risorse grazie a Qualcomm. Inoltre, Arduino resta impegnata nell’apertura e nel supporto a hardware multi-vendor».

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Qualcomm metterà l’elaborazione avanzata, la grafica, la computer vision e l’intelligenza artificiale, mentre Arduino porterà la semplicità dei suoi prodotti, un team di ricerca che da anni ci lavora e una comunità di 33 milioni di utenti attivi nel mondo. E con l’acquisizione nasce Arduino UNO Q, un computer a scheda singola con architettura “dual brain”: un microprocessore compatibile con Linux Debian e un microcontrollore in tempo reale. Basato sul chip Qualcomm Dragonwing QRB2210, è pensato per soluzioni di visione e audio AI applicabili alla smart home e all’automazione industriale. È anche la prima scheda compatibile con Arduino App Lab, nuovo ambiente che unifica sviluppo su sistemi real-time, Linux, Python e flussi di intelligenza artificiale.

Arduino ha sede legale in Svizzera, ma la stragrande maggioranza dei dipendenti -nel 2023 erano 185 - sono in Italia, a Torino, dove è concentrata la ricerca e sviluppo. «Il team resterà in Italia - ci tiene a sottolineare Violante - e anzi l’idea è di rafforzarlo con i nuovi investimenti». La produzione è sempre stata realizzata da fabbriche esterne vicino a Ivrea, soltanto la nuova scheda, la prima realizzata con Qualcomm, viene fatta in Asia.

Per Qualcomm l’acquisizione rientra in un percorso che dagli smartphone, dove è leader con i processori Snapdragon, si allarga all’iOT. La scelta di comprare Arduino, infatti, arriva dopo le recenti integrazioni di Edge Impulse e Foundries.io, per arrivare a fornire una piattaforma completa che includa hardware, software e servizi cloud. Con Arduino si porta in casa una .

«Con le acquisizioni di Foundries.io, Edge Impulse e ora Arduino, stiamo accelerando il nostro progetto di democratizzazione dell’accesso alle nostre tecnologie all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’informatica per la community globale degli sviluppatori - ha dichiarato Nakul Duggal, Group General Manager Automotive, Industrial and Embedded IoT di Qualcomm in una nota -. Arduino ha costruito una vivace community: unendo la loro filosofia open source con il portafoglio di prodotti e tecnologie all’avanguardia di Qualcomm Technologies, stiamo aiutando milioni di sviluppatori a realizzare soluzioni intelligenti in modo più rapido ed efficiente, offrendo anche un percorso chiaro verso la commercializzazione globale, sfruttando la portata del nostro ecosistema».

Per quanto riguarda il futuro di Arduino, aggiunge Violante: «I tre ambiti resteranno l’education, dalla scuola all’università, poi l’ambito consumer abilitato dalle nostre schede che consentono facilmente di realizzare prodotti anche avanzati, e infine quello industria, dalla prototipazione rapida alle schede direttamente nella produzione».

Le società spiegano che la finalizzazione dell’accordo è soggetta all’approvazione normativa e ad altre consuete condizioni di chiusura. Una volta andata in porto, la exit sarà per gli investitori e per i cofondatori. Anche Massimo Banzi lascerà Arduino. «Avrò un ruolo di accompagnamento in questa transizione, poi, dopo 20 anni, è giusto che l’azienda cresca per la sua strada» conclude.

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