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Puig corre a Madrid sulle ipotesi di un'Opa da 5 mld da parte di Estee Lauder

L’operazione secondo gli analisti «creerebbe uno dei principali gruppi cosmetici a livello globale»

Ivan Torneo

 REUTERS

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il titolo di Puig Brands corre a Madrid, in testa all’Ibex 35. L'andamento è spinto dalle indiscrezioni su una possibile Offerta pubblica di acquisto (Opa) da parte di Estee Lauder. Secondo il quotidiano economico spagnolo Expansion, infatti, il colosso statunitense dei cosmetici avrebbe incaricato JPMorgan di strutturare un finanziamento da circa 5 miliardi di euro per sostenere una potenziale Opa sulla società catalana che possiede, tra gli altri, i marchi Carolina Herrera, Paco Rabanne, Jean Paul Gaultier e Nina Ricci.

Elemento chiave della trattativa, secondo le fonti, sarebbe la struttura azionaria: entrambe le società hanno sistemi di azioni a voto multiplo che consentono alle famiglie fondatrici di mantenere il controllo (circa il 93% dei diritti di voto per i Puig e l’82% per i Lauder). Perciò si prevede che, se verrà raggiunto un accordo tra le parti, la maggior parte della transazione sarà strutturata attraverso uno scambio di azioni con diritto di voto privilegiato tra le due famiglie, con i Puig destinati comunque a diventare azionisti rilevanti del gruppo combinato.

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Un altro dei nodi sarebbe la componente cash dell'Opa: per garantire l’uscita agli azionisti di minoranza, Estee Lauder dovrebbe assicurare tra 3 e 3,5 miliardi di euro, in quanto «la normativa prevede che l'offerente debba garantire il 100% della componente in contanti». A ciò si aggiungerebbe la necessità di rifinanziare circa 1,5 miliardi di debito lordo di Puig in caso di cambio di controllo. L'importo totale potrebbe però diventare minore se la famiglia Puig concordasse con i Lauder anche uno scambio azionario per le proprie azioni ordinarie, «o se le riserve di liquidità del gruppo spagnolo venissero utilizzate per ridurre il debito», ipotizza Expansion.

Dal punto di vista finanziario, sul dossier potrebbero essere coinvolti - oltre a Jpm - anche altri istituti, come Bank of America, Bnp Paribas, Citi e Mufg. Se portata a termine, l’operazione «creerebbe uno dei principali gruppi cosmetici a livello globale», hanno spiegato più analisti al quotidiano spagnolo. Un possibile obiettivo finale per un ipotetico Estee Lauder-Puig, spiegano le fonti, sarebbe quello di una doppia quotazione del gruppo risultante, sia a New York, sia sui mercati spagnoli.

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