La grande rotazione

De Felice: «Per difendere i risparmi diversificare e puntare sui trend di lungo periodo»

Parla Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo: ecco come difendersi dai tassi sotto zero dei bond

di Morya Longo

Gregorio De Felice (Imagoeconomica)

3' di lettura

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«Da ottobre del 2019 a ottobre 2020 le famiglie e le imprese italiane hanno aumentato le giacenze su depositi e conti correnti di 157 miliardi di euro, passando da 1.565 a 1.722 miliardi totali. Questo accumulo è stato causato dalla forte incertezza dovuta al Covid, ma è stato anche forzato dal fatto che durante il lockdown sono diminuite le spese. L’aspetto positivo è che questa riserva di liquidità rappresenta una potenza di fuoco per far ripartire l’economia quando l’emergenza sarà finita. Ma sarebbe auspicabile che almeno una parte dei 157 miliardi di incremento dei depositi, quella che non servirà alle imprese per investire e alle famiglie per consumare, venga impiegata in maniera più profittevole rispetto al conto corrente che rende zero».

Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e curatore dell’«Indagine sul Risparmio» che la banca ha recentemente redatto con il Centro Einaudi, sta bene attento a dosare le parole. Perché sa che gli italiani, in tema di risparmio, hanno due obiettivi principali: la sicurezza (lo dice il 59% degli intervistati in un questionario a risposte multiple) e la liquidità (il 37%). Ma sa anche bene che i soldi sul conto corrente vengono erosi da quel silenzioso tarlo chiamato inflazione: se nei prossimi 10 anni il tasso medio di inflazione fosse lo stesso dei 10 anni passati (cioè 1,23% medio annuo), mille euro lasciati sul conto corrente a tasso zero diventerebbero 885 in termini di potere d’acquisto. Impiegare bene questo “tesoro” è dunque importante.

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Il problema è che se l’obiettivo principale delle famiglie italiane è la sicurezza, oggi non è facile trovarla sui mercati finanziari: le Borse sono sui massimi, il mercato obbligazionario offre rendimenti negativi... Dove trovare oggi la sicurezza che un tempo, almeno nell’immaginario collettivo, era data dai titoli di Stato?

Ci sono due armi oggi per difendere i propri risparmi: un’ampia diversificazione e una allocazione che privilegi i grandi trend che domineranno il mondo nei prossimi anni.

Quali?

Innanzitutto, la sostenibilità ambientale: l’Europa è la prima al mondo per sensibilità su questi temi. Ma se si guardano anche alle due aree del mondo più inquinanti, cioè Cina e Stati Uniti, la svolta è ancora più evidente. La Cina ha messo la sostenibilità ambientale come pilastro del piano quinquennale in corso e lo farà maggiormente in quello del 2021-2025. Il Paese ha l’obiettivo di aumentare le vendite di auto elettriche dal 5% attuale al 20% nel 2025 e ha un obiettivo di zero emissioni nel 2060. E anche gli Stati Uniti, con Biden, sono oggi più sensibili al tema. Ciò significa crescente domanda di prodotti green e una occasione di investimento da privilegiare.

E poi quali altri trend vanno tenuti a mente?

Le scienze della vita e tutto ciò che è legato alla sfida del cambiamento demografico. E non mi riferisco solo ai vaccini e ai farmaci, ma anche a prodotti per il benessere, agli articoli sanitari, alla cosmetica e così via. Infine, c’è il trend del digitale, trasversale a molti settori e indispensabile per aumentare produttività e competitività.

Come può un risparmiatore cavalcare questi trend in sicurezza, senza dover investire in Borsa sulle aziende attive in quei settori?

Ci sono fondi specializzati. Un risparmiatore, per esempio, non può sapere se ci sono migliori prospettive per una casa farmaceutica o un’altra: serve un professionista per fare le scelte. Ma un risparmiatore può individuare i mega-trend su cui puntare.

Però oggi i prezzi sono alti ovunque. La sensazione è di avere perso il treno...

Sì, i prezzi sono alti, e i multipli anche. Serve una selezione accurata dei titoli. Teniamo anche presente la forte espansione delle masse gestite con criteri Esg (Environmental, Social and Governance) che determina, col tempo, una graduale espansione dei multipli dei titoli e dei settori le cui performance Esg sono considerate superiori alla media. Detto in altri termini, aziende che eccellono nella transizione ambientale, che hanno sistemi di governance trasparenti e sono attente al benessere dei dipendenti e del territorio in cui operano hanno minori rischi gestionali e maggiori opportunità di crescita tali da giustificare multipli più elevati.

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  • Morya Longo

    Morya LongoVicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, mercati azionari e obbligazionari

    Premi: Vincitore del premio State Street 2018 – Giornalista dell’anno, autore del miglior scoop

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