Ad esempio?
Basta pensare alla Banca nazionale svizzera che, nel 2011, ha definito la soglia minima del Franco rispetto all’euro: la quota era di 1,20. Al di là della correttezza, o meno, della strategia è un caso lampante di gestione del cambio da parte dell’istituto centrale
Le politiche monetarie, soprattutto a partire dalla crisi post Lehman, hanno comunque sempre più inciso sui cambi valutari. In particolare attraverso i programmi ultra espansivi di quantitative easing...
Vero! Seppure, proprio i diversi Qe, costituiscono l’esempio di come sia diventato complesso valutare la dinamica dei cambi. Pensiamo all’euro-dollaro. In generale la realizzazione di un simile programma da parte della Bce, aumentando la base monetaria dell’eurozona, ha un effetto deflattivo sulla moneta unica. Sennonché la stessa Fed mette in campo strategie simili. Quindi abbiamo due forze uguali, ma con direzioni opposte, che si fronteggiano. Capire quale, e quando, una prevale sull’altra è difficile. Non solo. Sempre di più, su di un altro livello, sono diventate imprescindibili le dichiarazioni degli stessi banchieri centrali. Basta ricordare il “whatever it takes” di Mario Draghi.
In generale, comunque, i fattori non “tradizionali” da tenere sotto controllo sono anche altri...