Palo Alto Networks gioca le carte con M&A e intelligenza artificiale
Sicurezza informatica. ll colosso Usa ha concluso lo shopping di un’azienda specializzata nella nuova tecnologia. Titolo caro ma il settore è in crescita
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Da un lato, i rumors sul possibile shopping di SentinelOne. Dall’altro, le prospettive di espansione del settore della sicurezza informatica. Sono due aspetti con cui può approcciarsi a Paolo Alto Networks. Cioè: una delle raltà più rilevanti nel mondo della sicurezza informatica.
Quest’ultimo - va ricordato - nel 2025 dovrebbe, secondo Statista, raggiungere il valore di 196,51 miliardi di dollari a livello globale. A guidare l’espansione il segmento dei Security Services, che da solo toccherà i 100,43 miliardi di dollari nello stesso anno. Più sul lungo periodo - tra l’esercizio in corso e il 2030- l’incremento medio annuo ponderato è stimato al 5,94%, proiettando il mercato verso i 262,29 miliardi di dollari entro lo stesso 2030. Nel 2025, peraltro, la spesa media per dipendente in cybersecurity sarà di 52,41 dollari — segno che proteggere i dati non è più un optional. E chi sarà il mercato più importante? Gli Stati Uniti, con ricavi previsti pari a 86,4 miliardi di dollari, confermando il ruolo dell’America quale leader globale nella difesa digitale (seppure la Cina sia una realtà rilevante). Al di là delle indicazioni sui mercati specifici, è chiaro che il settore è in forte espansione.
Un mondo dove l’attività di M&A non è rara. Tanto che -negli ultimi giorni- la stessa Aplo Alto networks è al centro di indiscrezioni in merito al possibile shopping di Sentinel One. La notizia - che non è stata commentata dalle due realtà e che potrebbe essere mera speculazione - è stata riporatta dal quotidiano israeliano Globes, che cita fonti del settore. L’operazione potrebbe valutare SentinelOne circa 7 miliardi di dollari. Se l’ipotesi si rivelasse concreta, Palo Alto Networks integrerebbe la piattaforma nativa AI per la protezione degli endpoint e dei workload cloud di SentinelOne nel proprio portafoglio. Un evento il quale rafforzerebbe la linea di prodotti Cortex/Xsiam/Xdr, aumentando la competitività contro alleanze quali quella tra CrowdStrike e Microsoft. Ciò detto, gli analisti non paiano troppo concordi sulla positività della mossa. In tal senso Scotiabank definisce sì l’operazione una “svolta strategica importante” - lontana dalla prassi del gruppo californiano di fare shopping di realtà medio/piccole - ma rimarca che ci sarebbe un possibile calo di circa il 2% nel margine Free cash flow, con aspettative di una reazione negativa da parte degli investitori.
Una realtà la quale - al Nasdaq - nell’ultimo anno ha guadagnato il 17,91%. Più sul lungo periodo - cinque anni - la performance migliora, implicando - secondo Seeking Alpha - il rialzo del 371,4%. Insomma: i dati paiono descrivere un andamento impostato in maniera positiva. Si tratta di dinamiche che non devono stupire. Il mondo delle cybersecurity è al centro del radar degli investitori. Il trend strutturale della digitalizzazione dell’economia, unito a quello dell’Intelligenza artificiale, fa si che l’attività di difesa, rilevazione, azione proattiva (e quant’altro) riguardo alla sicurezza informatica siano sfruttati a piene mani dagli investitori.


