Lettera al risparmiatore

Palo Alto Networks gioca le carte con M&A e intelligenza artificiale

Sicurezza informatica. ll colosso Usa ha concluso lo shopping di un’azienda specializzata nella nuova tecnologia. Titolo caro ma il settore è in crescita

di Vittorio Carlini

 (Photo by Rafael Henrique / SOPA Images/Sipa USA)

5' di lettura

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Da un lato, i rumors sul possibile shopping di SentinelOne. Dall’altro, le prospettive di espansione del settore della sicurezza informatica. Sono due aspetti con cui può approcciarsi a Paolo Alto Networks. Cioè: una delle raltà più rilevanti nel mondo della sicurezza informatica.

Quest’ultimo - va ricordato - nel 2025 dovrebbe, secondo Statista, raggiungere il valore di 196,51 miliardi di dollari a livello globale. A guidare l’espansione il segmento dei Security Services, che da solo toccherà i 100,43 miliardi di dollari nello stesso anno. Più sul lungo periodo - tra l’esercizio in corso e il 2030- l’incremento medio annuo ponderato è stimato al 5,94%, proiettando il mercato verso i 262,29 miliardi di dollari entro lo stesso 2030. Nel 2025, peraltro, la spesa media per dipendente in cybersecurity sarà di 52,41 dollari — segno che proteggere i dati non è più un optional. E chi sarà il mercato più importante? Gli Stati Uniti, con ricavi previsti pari a 86,4 miliardi di dollari, confermando il ruolo dell’America quale leader globale nella difesa digitale (seppure la Cina sia una realtà rilevante). Al di là delle indicazioni sui mercati specifici, è chiaro che il settore è in forte espansione.

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PRIMI NOVE MESI A CONFRONTO

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Un mondo dove l’attività di M&A non è rara. Tanto che -negli ultimi giorni- la stessa Aplo Alto networks è al centro di indiscrezioni in merito al possibile shopping di Sentinel One. La notizia - che non è stata commentata dalle due realtà e che potrebbe essere mera speculazione - è stata riporatta dal quotidiano israeliano Globes, che cita fonti del settore. L’operazione potrebbe valutare SentinelOne circa 7 miliardi di dollari. Se l’ipotesi si rivelasse concreta, Palo Alto Networks integrerebbe la piattaforma nativa AI per la protezione degli endpoint e dei workload cloud di SentinelOne nel proprio portafoglio. Un evento il quale rafforzerebbe la linea di prodotti Cortex/Xsiam/Xdr, aumentando la competitività contro alleanze quali quella tra CrowdStrike e Microsoft. Ciò detto, gli analisti non paiano troppo concordi sulla positività della mossa. In tal senso Scotiabank definisce sì l’operazione una “svolta strategica importante” - lontana dalla prassi del gruppo californiano di fare shopping di realtà medio/piccole - ma rimarca che ci sarebbe un possibile calo di circa il 2% nel margine Free cash flow, con aspettative di una reazione negativa da parte degli investitori.

RICAVI E TRIMESTRI

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Una realtà la quale - al Nasdaq - nell’ultimo anno ha guadagnato il 17,91%. Più sul lungo periodo - cinque anni - la performance migliora, implicando - secondo Seeking Alpha - il rialzo del 371,4%. Insomma: i dati paiono descrivere un andamento impostato in maniera positiva. Si tratta di dinamiche che non devono stupire. Il mondo delle cybersecurity è al centro del radar degli investitori. Il trend strutturale della digitalizzazione dell’economia, unito a quello dell’Intelligenza artificiale, fa si che l’attività di difesa, rilevazione, azione proattiva (e quant’altro) riguardo alla sicurezza informatica siano sfruttati a piene mani dagli investitori.

A fronte di un simile contesto, ben si capisce il perché del focus del mercato su Palo Alto Networks. Un’attenzione la quale, però, deve essere separata dalla mera speculazione è basata su basi più solide. In primis, la performance in Borsa. Il titolo del gruppo, nell’ultimo anno, è salti del 23%. Più sul lungo periodo -5 anni - l’incremento è del 392%. Si tratta andamenti postivi i quali, tuttavia, raccontano poco. Necessario, al fine di comprendere quale sia la reale situazione della società californiana, confrontare dapprima le indicate performance con quelle di altre realtà di settore. Non solo. Poi, è utile guardare ai multipli aziendali e ai fondamentali. Sempre considerando che, da un lato, non c’è alcuna sollecitazione agli investimenti; e che, dall’altro, il risparmiatore fai-da-te ha l’obbligo di affrontare simili temi con la massima cautela.

REDDITIVITÀ E SEGMENTI

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Ebbene: Palo Alto Networks - secondo il terminale Bloomberg - non è tra le azioni che, negli ultimi 12 mesi, hanno corso di più. Così, ad esempio, può ricordarsi che Palantir è entrata letteralmente in orbita, facendo segnare la crescita del 417,4%. La stessa Cloud Fare mostra un incremento del 135,3%. Poi, Fornitet e CrowdStrike sono aumentate rispettivamente dell’80,9 e 75,2%. Vero! Ci sono altre aziende del settore che hanno battuto in testa: tra le altre Sentinel One (-21,2%) e Rapid (-43%). Ciò detto, però, Palo Alto Networks - seppure nell’ultimo periodo sia entrata in una fase correttiva - può vantare una prestazione dignitosa. Anche perché il paniere di settore (Nasdaq Cta cybersecurity index) - nell’ultimo anno- è in rialzo del 31,4% mentre il Nasdaq composite si deve accontentare dell’espansione del 16,08%.

A fronte di una salita non “folle” ma comunque consistente, quali allora i multipli di Borsa? Seeking Alpha, come al solito, mostra la panoramica degli indicatori. Il rapporto tra Prezzo ed utile non GAAP sul 2025 è 60,13. Vale a dire: un numero in sé alto. Il dato, tuttavia, è inferiore - e ci mancherebbe - al P/e assolutamente senza senso di Palantir, il quale si assesta a quota 256,13. Detto diversamente: se, per ipotesi, si mantenesse l’utile previsto nel 2025 ci vorrebbero più di 253 anni per ripagare il prezzo dell’azione di Palantir. Una follia! Superiore lo stesso multiplo di CrowdStrike che è posizionato al livello 134 13 (sempre sul 2025 e sempre con l’Eps non GAAP). Più contenuto, invece, il “Price to earnings” di Fornitet. Qui il dato - fornito dallo stesso Seeking Alpha - è di 42,12 volte.

RICAVI E GEOGRAFIE

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A fronte di una simile -sommaria- comparazione con alcuni dei competitor, ecco che l’impressione riguardante Palo Alto Networks cambia un po’. Il titolo resta da considerarsi caro, ma non così tanto come poteva apparire all’inizio. Ciò considerato, rimanendo dalle parti dei multipli aziendali l’idea che il gruppo californiano non sia sconto è ribadita da altri indicatori. Il PEG non GAAP, ad esempio, è maggiore rispetto a quello del settore di riferimento. Un film che viene replicato in quel dell’ “Enterprise value to Ebit”. La situazione migliora, e non di poco, con riferimento ad un multiplo seguito dagli analisti nel mondo delle società hi tech. Quale? Il prezzo del titolo in funzione dei flussi di cassa operativi. A detta di Seeking Alpha l’indicatore prospettico sul 2025 vale 31,36 rispetto al 20,2 del comparto di riferimento. In definitiva: Palo Alto Networks -come molte altre realtà del settore - è da considerarsi caro, ma non a livelli senza senso.

Fin qua alcune suggestioni sui multipli del titolo in Borsa. C’è, tuttavia, anche un altro approccio che considerato dagli esperti. Quello dell’analisi tecnica. «Il titolo, dopo avere corso parecchio -spiegano i graficisti consultati dal Sole24Ore - è in una fase correttiva in cui, peraltro, l’indice Rsi settimanale ha mostrato debolezza». La dinamica è stata avviata a metà dicembre dello scorso anno (17/12/2024), quando il prezzo delle azioni ha raggiunto il valore intraday di 207 dollari. Successivamente, le quotazioni di Paolo Alto Networks sono calate per, poi, «riprendersi ed arrivare - il 18/2/2025 - al massimo in area 208 dollari, che è diventata un’importante resistenza». Di lì, attraverso tre onde di Elliot, «il gruppo di cybersecurity ha ritracciato fino al minimo in zona 152 dollari» (7/4/2025). Di nuovo le azioni della società californiana «hanno ripreso la strada al rialzo e, realizzando la classica configurazione delle cinque onde di Elliot, sono giunte -spiegano sempre gli esperti - a toccare la resistenza situata sempre in zona 208 dollari». A questo punto, il titolo - nuovamente - ha perso terreno è attuamente non è da escludersi che «possa cedere il canonico 50% dai massimi, arrivando in area 175 dollari». Nel momento in cui rialzasse la testa, rompendo la resistenza di 208, «allora - concludono i graficisti - si avrebbe l’avvio di una nuova fase rialzista».

Già, fase rialzista. Ma quale l’andamento dei numeri di conto economico? Nell’ultimo trimestre - il terzo dell’anno fiscale 2024-2025 - il gruppo californiano

Per approfondire:

L’andamento del titolo

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